L’incredibile successo di Nvidia durerà?

Ha ottenuto risultati eccezionali grazie alla produzione di processori per l'intelligenza artificiale, ma dovrà difendersi dalla concorrenza e dalle oscillazioni del mercato

L'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang nel 2023
L'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang nel 2023 (AP Photo/Vincent Thian)
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Fino a un paio di anni fa il nome Nvidia era conosciuto soprattutto tra i giocatori di videogiochi, perché l’azienda era leader di un mercato di nicchia, quello delle schede grafiche usate per migliorare le prestazioni dei videogiochi e di altri programmi. Oggi invece è la terza società quotata per valore di mercato negli Stati Uniti, dopo Microsoft e Apple, ed è diventata talmente grande che le oscillazioni dei prezzi delle sue azioni sono in grado di smuovere intere borse: venerdì per qualche momento il valore complessivo delle sue azioni ha toccato i 2.000 miliardi di dollari, per poi scendere e chiudere poco sotto tale soglia.

Nvidia ha avuto una crescita assai rapida ed eccezionale, che è stata attribuita soprattutto alla scelta strategica di ampliare le sue attività, passando da una nicchia di mercato a un settore parecchio promettente e in crescita come quello dei chip per l’intelligenza artificiale, che hanno portato i suoi bilanci a macinare record su record. Storicamente le aziende tecnologiche sono però più esposte a grosse oscillazioni e speculazioni sui mercati finanziari rispetto a quelle con un business tradizionale. Per questo molti si chiedono se il successo di Nvidia sia destinato o no a durare: ora che è diventata così importante dal suo successo dipendono migliaia di dipendenti e aziende collegate, oltre che miliardi di investimenti.

Il grande interesse degli investitori deriva dalla forte presenza di Nvidia nel settore dei sistemi di intelligenza artificiale (AI), per i quali l’azienda produce processori molto potenti e adatti allo sviluppo di alcuni dei software più conosciuti, come ChatGPT di OpenAI. Al momento Nvidia domina il mercato in maniera pressoché totale e in mancanza di grandi concorrenti riesce a raccogliere buona parte della domanda di processori per le AI, un settore in fortissima crescita.

Sono principalmente due le domande che si pongono gli analisti: la prima è se il successo dei chip per l’intelligenza artificiale si rivelerà così ampio e duraturo come il mondo tecnologico e quello finanziario sono arrivati ​​a credere; la seconda è se Nvidia riuscirà a restare leader in un mercato così concorrenziale.

Alla prima domanda è molto difficile rispondere se non per il breve e medio termine. In questa fase iniziale della diffusione dell’intelligenza artificiale la domanda di componenti e tecnologia è piuttosto forte, e si scontra anche con il fatto che i produttori sono ancora pochi: l’offerta non riesce a soddisfare tutte le richieste, e Nvidia, che è leader del mercato, può dunque contare su ordini consistenti.

Sul medio termine è improbabile che si sgonfierà presto l’attrattività dell’intelligenza artificiale, e dunque anche delle componenti necessarie. E questo perché è ancora una tecnologia piuttosto di nicchia, che ha un grande potenziale tra le molte aziende che vorrebbero implementarla nei loro processi con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e ridurre i costi. Quelle che per ora ci si sono avvicinate hanno appena iniziato a testare l’intelligenza artificiale nelle proprie attività o a capire come affrontare alcuni problemi specifici che la tecnologia presenta.

Questo potenziale potrà essere sfruttato da Nvidia e dalle altre aziende del settore se a loro volta riusciranno ad aumentare la propria efficienza e a offrire un prodotto finale che possono permettersi le aziende comuni, e non solo le multinazionali con enormi budget.

La seconda domanda che si fanno gli analisti è se Nvidia riuscirà a reggere la concorrenza che probabilmente diventerà sempre più forte nel settore. Le tre grandi società tecnologiche, Microsoft, Amazon e Google, sono attualmente clienti di Nvidia, ma progettano internamente i loro chip. Allo stesso modo anche i diretti concorrenti dell’azienda stanno iniziando a produrre chip che possono competere con quelli di Nvidia.

Anche in questo caso Nvidia dovrà riuscire a offrire prodotti a un prezzo che riesca a reggere la futura concorrenza: attualmente sono piuttosto cari, ma da leader del settore può ancora permettersi di tenerli a questo livello. Un sistema completo per le AI di Nvidia può arrivare a costare 20mila dollari e ne servono migliaia per costruire centri dati dedicati ai software per l’intelligenza artificiale.

Tra gli analisti c’è comunque consenso sul fatto che attualmente il prezzo delle azioni dell’azienda è più che giustificato dai suoi risultati economici, e non è frutto di una speculazione: al momento non sembra dunque esserci una cosiddetta “bolla”.

Il Financial Times ha paragonato l’attuale successo di Nvidia in borsa con quello che all’inizio degli anni Duemila ebbe l’azienda tecnologica Cisco, che si ritrovò proprio nel mezzo di una bolla. Per farlo ha usato l’indicatore “prezzo/utili”, ossia il rapporto tra prezzo di un’azione e gli utili dell’azienda per azione: misura quindi quanto è profittevole un’azienda rispetto al suo valore di mercato. Attualmente il rapporto prezzo/utili di Nvidia è pari a 32; prima dello scoppio della bolla sulle azioni Cisco, il rapporto prezzo/utili era circa di 200.

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