La procura di Firenze ha chiesto l’archiviazione dell’accusa di aiuto al suicidio contro Marco Cappato

(ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)
(ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)

La procura di Firenze ha chiesto l’archiviazione dell’accusa di aiuto al suicidio contro Marco Cappato, politico e attivista dell’Associazione Luca Coscioni, che aveva accompagnato una persona a compiere un suicidio assistito in Svizzera. Ora il giudice per le indagini preliminari (gip) dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione, in caso contrario ci sarebbe una cosiddetta imputazione coatta da parte del gip, ma è un’eventualità piuttosto rara. A settembre anche la procura di Milano aveva chiesto l’archiviazione delle accuse contro Cappato per un caso simile.

Cappato si era autodenunciato a Firenze nel 2022 come rappresentante legale dell’Associazione Soccorso Civile, che aveva organizzato e finanziato il viaggio di Massimiliano, un uomo affetto da sclerosi multipla e paralizzato in gran parte del corpo che in Italia non poteva accedere al suicidio assistito. In Italia in alcuni casi l’aiuto al suicidio assistito è stato depenalizzato da una sentenza del 2019 della Corte Costituzionale, che riguardava Cappato per il caso di Fabiano Antoniani, detto dj Fabo, ma il caso di Massimiliano non rientra tra questi: infatti non era tenuto «in vita da trattamenti di sostegno vitale», uno dei requisiti elencati come necessari dalla Corte Costituzionale per accedere alla pratica.

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