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  • Sabato 19 novembre 2022

Risparmiare energia con i dolcevita

La sindaca di Tokyo, Yuriko Koike, ha invitato i cittadini a indossarli per stare al caldo e ridurre i consumi, e non è la prima politica a farlo

La sindaca di Tokyo Yuriko Koike (AP Photo/Hiro Komae)
La sindaca di Tokyo Yuriko Koike (AP Photo/Hiro Komae)
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Venerdì durante una conferenza stampa la governatrice di Tokyo Yuriko Koike ha raccomandato agli abitanti della capitale giapponese un piccolo accorgimento per stare al caldo e al tempo stesso risparmiare energia durante il prossimo inverno: indossare i golf a collo alto che in Italia vengono spesso chiamati “dolcevita” (il nome deriva dal film di Federico Fellini). Koike ha detto che tenere caldo il collo aiuta a tenere caldo tutto il corpo: «Io stessa sto indossando un dolcevita, e anche mettere una sciarpa aiuta a stare caldi. Questo contribuirà a risparmiare elettricità», ha spiegato, parlando con i giornalisti.

Keiko ha detto che indossare i dolcevita è «uno degli strumenti che abbiamo a disposizione» per ingegnarsi un po’ e affrontare la dura stagione invernale nel periodo di crisi energetica, abbassando i costi delle bollette. Ha poi notato che le persone dovrebbero ispirarsi al presidente francese Emmanuel Macron, che ha dato il buon esempio nell’indossarne uno. Settimane fa, anche il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, aveva dichiarato alla radio che non si sarebbe più fatto vedere in camicia e cravatta, ma con un maglione dolcevita per «risparmiare energia e mostrare moderazione». I dipendenti pubblici di Tokyo sarebbero già stati incoraggiati a fare lo stesso.

 

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Come in molti paesi europei, anche in Asia il prezzo del gas naturale è aumentato per via delle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina, e anche il Giappone sta cercando soluzioni per affrontare la questione. Ad agosto il primo ministro Fumio Kishida aveva proposto di incentivare di nuovo la produzione di energia nucleare per compensare almeno in parte l’aumento dei costi delle importazioni energetiche: sarebbe però un’iniziativa piuttosto controversa, soprattutto in Giappone, dove molti reattori nucleari erano stati dismessi in seguito al disastro di Fukushima del 2011.

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