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  • Giovedì 17 febbraio 2022

La Russia sta mentendo sul ritiro delle truppe?

Lo sostengono gli Stati Uniti e la NATO, secondo cui invece starebbe consolidando la presenza militare al confine con l'Ucraina

Un soldato ucraino trasporta un'arma anticarro durante un'esercitazione (AP Photo/Vadim Ghirda, File)
Un soldato ucraino trasporta un'arma anticarro durante un'esercitazione (AP Photo/Vadim Ghirda, File)

Dopo alcuni giorni di ottimismo, in cui la Russia aveva annunciato il ritiro di una parte delle truppe ammassate al confine con l’Ucraina e si era cominciato a ragionare sulle modalità di una de-escalation, mercoledì vari politici e ufficiali militari occidentali hanno accusato la Russia di mentire sul ritiro delle truppe, sostenendo anzi che il presidente Vladimir Putin stia facendo l’esatto contrario di quanto annunciato. Secondo i paesi della NATO, proprio mentre parla di negoziati e di soluzione diplomatica alla crisi la Russia starebbe in realtà continuando ad ammassare soldati e mezzi e a consolidare le sue forze pronte all’invasione dell’Ucraina.

L’accusa più dura e circostanziata è arrivata dagli Stati Uniti, che mercoledì sera, tramite un funzionario della Casa Bianca che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto ai giornali: «Il governo russo ha detto che stava ritirando truppe dal confine con l’Ucraina… sappiamo ora che questo è falso. Anzi, abbiamo conferme che negli ultimi giorni la Russia ha aumentato la presenza lungo il confine ucraino con oltre 7.000 nuovi soldati».

Anche il capo dell’intelligence militare del Regno Unito, Jim Hockenhull, ha detto mercoledì sera che «non abbiamo visto prove del ritiro», e che al contrario di quanto detto, «la Russia continua a consolidare le sue forze vicino all’Ucraina… La Russia ha un contingente militare in posizione sufficiente a invadere l’Ucraina». Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha detto che «non c’è stata nessuna de-escalation», e che la Russia sta continuando ad ammassare «la più grande concentrazione di forze in Europa dai tempi della Guerra fredda»

Le dure smentite occidentali sono arrivate poche ore dopo che la Russia aveva cercato di fornire conferme del ritiro di parte delle sue truppe: il ministero della Difesa aveva pubblicato un video che mostrava alcuni mezzi militari lasciare la Crimea, mentre i media di stato avevano pubblicamente deriso il presunto allarmismo dei leader occidentali.

Con le nuove accuse, come scrive il New York Times, i leader occidentali stanno cercando di mantenere alta la pressione sulla Russia, che già in passato aveva mentito sul suo dispiegamento delle truppe in Ucraina, come avvenne per esempio con l’invasione della Crimea nel 2014: allora, il presidente russo Vladimir Putin negò l’invasione, mentre centinaia di soldati russi si trovavano già nel paese.

Non è chiaro però se e come questi nuovi sviluppi ostacoleranno ulteriormente i tentativi già complicati di de-escalation.

Giovedì si chiude a Bruxelles un summit dei ministri della Difesa della NATO, da cui non ci si aspettano grandi novità, mentre venerdì comincerà la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un grosso evento annuale a cui parteciperà un’ampia delegazione americana formata dalla vicepresidente Kamala Harris e dal segretario di Stato Antony Blinken, oltre che vari leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli Stati Uniti intendono inviare da Monaco «un segnale di unità con i nostri alleati e partner», ha fatto sapere l’amministrazione. Per la prima volta dopo anni, alla conferenza non parteciperà una delegazione russa.