Elisabetta Belloni alla Farnesina, Roma, 13 febbraio 2018 (ANSA/CLAUDIO PERI)

Chi è Elisabetta Belloni

È entrata nel “toto nomi” per il Quirinale, attualmente è a capo dei servizi segreti e ha avuto una illustre carriera diplomatica

Elisabetta Belloni alla Farnesina, Roma, 13 febbraio 2018 (ANSA/CLAUDIO PERI)

Aggiornamento di venerdì: Elisabetta Belloni è entrata ufficialmente tra le candidate alla presidenza della Repubblica, anche se alcuni partiti hanno già fatto arrivare i veti formali (Italia Viva) o informali (Forza Italia e Liberi e Uguali).

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Il nome di Elisabetta Belloni è da giorni, e con più insistenza da qualche ora, nel cosiddetto “toto nomi” per il presidente della Repubblica. Belloni è la direttrice del DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (cioè i servizi segreti), e oggi viene vista come possibile candidata di compromesso fra centrosinistra e centrodestra. Stamattina il Corriere della Sera ha scritto che Belloni farebbe parte di un ristrettissimo elenco di nomi su cui si starebbero concentrando i negoziati, e giovedì fonti di Fratelli d’Italia l’hanno indicata fra le persone gradite al partito.

Non è la prima volta che il suo nome viene fuori in occasione di importanti elezioni o rinnovi di alte cariche dello stato. Belloni è stimata e apprezzata in maniera trasversale dalla politica e ha una lunga carriera nelle istituzioni. Ha 63 anni, è di Roma, e negli anni ha lavorato al ministero degli Esteri per governi di centrodestra e centrosinistra. Ha collaborato con il sottosegretario Roberto Antonione nel governo Berlusconi II e poi fu capo di gabinetto di Paolo Gentiloni nel governo Renzi.

Ma soprattutto, tra il 2016 e il 2021 è stata segretaria generale del ministero degli Esteri, cioè il ruolo diplomatico più importante dell’ordinamento italiano, immediatamente sotto al ministro stesso. Ha avuto questo ruolo con Gentiloni, poi con Enzo Moavero Milanesi e poi con Luigi Di Maio.

Da ragazza Belloni fu la prima studente donna a essere ammessa, insieme a un’altra, all’Istituto Massimiliano Massimo dei Gesuiti, una scuola che fino a quel momento era stata esclusivamente maschile (la stessa frequentata da Mario Draghi). Nel 1982 si laureò in Scienze Politiche all’Università LUISS di Roma e tre anni dopo, a seguito di un concorso, fu nominata Volontario nella carriera diplomatica, cioè il primo grado della carriera diplomatica in Italia, ricoprendo vari incarichi nelle ambasciate italiane e estere, a Vienna e a Bratislava.

Prima ancora, sempre agli Esteri, aveva avuto anche altre funzioni: direttrice generale per la cooperazione allo sviluppo dal 2008 al 2013; e poi direttrice generale per le risorse e l’innovazione e capo di gabinetto durante il governo Renzi, nel 2015, quando era ministro Paolo Gentiloni. È poi stata nominata nel 2021 a capo del DIS, l’organo che coordina le attività dell’intelligence italiana, da Mario Draghi, dopo che per oltre due anni Giuseppe Conte aveva tenuto la carica per sé.

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Belloni parla quattro lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco) ed è vedova dell’ambasciatore Giorgio Giacomelli, morto a febbraio del 2017. Chi la conosce, dicono i giornali, «racconta di una personalità forte, determinata, a volte anche dura».

In un’intervista del 2010 all’agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne diretta da Paolo Pagliaro, Belloni aveva parlato della propria carriera e del fatto di essere una donna:

«Per l’assunzione di incarichi che comportano una forte responsabilità anche individuale, le donne sono particolarmente idonee. Perché le donne hanno quasi per natura una propensione alla decisione senza tentennamenti e all’assunzione di responsabilità anche quando ciò comporta dei rischi personali»