Sacchi pieni di pillole di captagon a Damasco, in Siria (SANA via AP)
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  • sabato 25 Dicembre 2021

La Siria è diventata un enorme centro per il narcotraffico

La produzione e il commercio illegale di captagon hanno arricchito funzionari e imprenditori vicinissimi al presidente Bashar al Assad

Sacchi pieni di pillole di captagon a Damasco, in Siria (SANA via AP)

Negli ultimi anni la Siria governata dal presidente autoritario Bashar al Assad si è trasformata in un enorme centro di produzione e commercio illegale di captagon, un composto derivato da amfetamina e caffeina molto diffuso nei paesi arabi. Un articolo del New York Times ha raccontato come è nata e come si è evoluta questa attività illegale, gestita per lo più da funzionari e militari vicinissimi ad Assad che si sono arricchiti aggirando le sanzioni imposte al regime siriano durante i molti anni di guerra combattuta nel paese. Si parla di un giro di affari di miliardi di dollari, molto difficile da arginare.

Il captagon con la “c” minuscola è la versione illegale del Captagon (fenetillina), un farmaco psicostimolante creato nella Germania Ovest nel 1961 per trattare narcolessia e depressione: in diversi paesi, soprattutto del Medio Oriente, viene sintetizzato dalla fine degli anni Ottanta combinandolo con altre sostanze. Fu usato nei paesi del Golfo, e negli anni successivi si diffuse tra i miliziani della guerra siriana, per il suo effetto euforizzante e inibitore della paura (il captagon è noto anche come “la droga del jihad”).

Soprattutto dal 2016 in poi, la Siria è diventato uno dei maggiori centri di produzione ed esportazione del captagon: le pillole vengono prodotte in una rete di laboratori sparsi nei territori siriani controllati dal governo e da Hezbollah, il gruppo radicale sciita libanese vicino ad Assad. La maggior parte della produzione e del commercio è supervisionata da una divisione dell’esercito siriano che fa capo a Maher al Assad, il fratello minore del presidente e uno degli uomini più potenti della Siria, che la gestisce insieme ad altri membri della famiglia e ad imprenditori vicinissimi ad Assad.

I laboratori in cui viene prodotta la droga sono il più delle volte capannoni o case vuote, in cui sono stati sistemati i macchinari per miscelare le sostanze e poi pressarle in pillole: le zone sono sorvegliate da soldati e protette da cartelli che indicano la presenza di zone militari in cui è vietato l’accesso.

Le pillole vengono poi nascoste in pacchetti di latte, tè o sapone, oppure dentro la frutta, soprattutto arance e melograni, e preparate per la spedizione all’estero. Il centro più importante per lo smistamento di captagon è la città portuale di Latakia, nella Siria occidentale, una zona che per tutta la guerra è stata saldamente sotto il controllo del regime di Assad.

Melograni pieni di pillole di captagon in Arabia Saudita (Saudi Press Agency via AP, File)

Ancora oggi il commercio illegale di captagon è particolarmente redditizio, più di tutti i commerci legali siriani, anche perché riesce ad eludere le sanzioni internazionali imposte al regime di Assad sfruttando le rotte di contrabbando già esistenti verso paesi come la Giordania, il Libano e l’Iraq, oltre che l’accesso della Siria alle rotte di navigazione del Mediterraneo.

Secondo i dati del New York Times, questo commercio è aumentato di 18 volte nel giro di quattro anni. Centinaia di milioni di pillole di captagon partite dalla Siria hanno raggiunto il Libano, l’Egitto, la Turchia, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Malesia, e anche alcuni paesi europei (Grecia, Francia, Germania e Romania).

Due dei carichi più grossi di captagon individuati dalle autorità sono stati intercettati in Italia, al porto di Salerno: nel luglio del 2020 il Gruppo investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato 14 tonnellate di pasticche (circa 84 milioni di unità) che erano state nascoste in diversi macchinari e in grandi cilindri di carta per uso industriale contenuti all’interno di tre container.

– Leggi anche: A Salerno sono state sequestrate 14 tonnellate di amfetamine

Joel Rayburn, l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria durante l’amministrazione Trump, ha detto al New York Times che «l’idea di chiedere al governo siriano di cooperare è semplicemente assurda», dato che «è lo stesso governo a esportare la droga». A proteggere le fabbriche e a facilitare il trasporto dei carichi verso il porto ci sono i soldati guidati dal generale Ghassan Bilal, a capo della sicurezza della divisione dell’esercito siriano cui fa capo il fratello di Assad.

Altre figure importanti nella rete del commercio illegale del captagon, colpite da sanzioni imposte dagli Stati Uniti, sono Amer Khiti e Khodr Taher, due ex commercianti di bestiame che si sono arricchiti durante la guerra e che sono ora tra i più noti sostenitori di Assad. La rete comprende anche alleati del presidente all’estero, soprattutto in Libano.

Nel concreto, le autorità siriane ostacolano i tentativi di tracciare i commerci illegali di droga evitando di fornire informazioni rispetto ai movimenti e ai destinatari dei carichi che partono dal paese, oppure fornendo informazioni false o difficilmente verificabili. Secondo Jihad Yazigi del Syria Report, una pubblicazione che segue l’economia della Siria, il commercio di captagon è attualmente il settore più redditizio delle esportazioni per la Siria, e arricchisce solo i pochi che lo gestiscono.

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