Kheira Hamraoui in una foto del 2019 (Jonathan Moscrop/ Sportimage/ CSM via ZUMA Wire, ANSA)
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  • giovedì 9 Dicembre 2021

La storia dell’aggressione alla calciatrice francese Kheira Hamraoui si complica

Oltre alla rivalità sportiva con la compagna di squadra Aminata Diallo potrebbe esserci altro, dicono alcune nuove ricostruzioni

Kheira Hamraoui in una foto del 2019 (Jonathan Moscrop/ Sportimage/ CSM via ZUMA Wire, ANSA)

C’è qualche novità sulla storia dell’aggressione alla calciatrice francese Kheira Hamraoui, che lo scorso 4 novembre era stata colpita con una spranga su gambe e braccia mentre tornava a casa dopo una cena organizzata dal Paris Saint-Germain, la squadra in cui gioca. Secondo le notizie diffuse dalla stampa francese, e riprese anche dal Post, inizialmente la polizia aveva sospettato che l’aggressione fosse legata a motivi di rivalità sportiva, e che fosse stata organizzata dalla compagna di squadra Aminata Diallo per prendere il suo posto in squadra.

Come ha raccontato il New York Times, sembra però che le prime ricostruzioni non avessero tenuto in considerazione altri particolari legati alla vita privata di Hamraoui.

Il New York Times ha intervistato una decina di persone informate sui fatti che si sono offerte di parlare a condizione di restare anonime, tra cui collaboratori del PSG e agenti di polizia, ma anche amici, parenti e avvocati delle giocatrici. Le persone intervistate hanno confermato la rivalità sportiva tra le due calciatrici, ma hanno anche parlato della relazione di Hamraoui con un uomo sposato e di alcune telefonate in cui la giocatrice veniva denigrata, che potrebbero essere collegate all’aggressione. Secondo le testimonianze raccolte, inoltre, Hamraoui avrebbe sospettato che dietro all’attacco potessero esserci anche altre persone del giro della squadra.

Hamraoui era stata aggredita e picchiata mentre si trovava in auto con Diallo, che la sera del 4 novembre la stava riaccompagnando a casa. Le due avevano appena lasciato a casa un’altra compagna, Sakina Karchaoui, che come loro abitava a Chatou, a nord-ovest di Parigi, non lontano da Versailles.

Secondo la testimonianza di Hamraoui, l’auto era stata fermata da due uomini col volto coperto: uno aveva immobilizzato Diallo e l’altro aveva trascinato Hamraoui fuori dall’auto, iniziando a colpirla varie volte con una spranga di metallo che aveva nascosto sotto gli indumenti. Diallo non era stata ferita durante l’aggressione, mentre Hamraoui era stata portata in pronto soccorso.

Il New York Times ha scritto che le due giocatrici erano amiche ed erano anche andate in vacanza insieme: Diallo, comunque, non era stata interrogata dalla polizia di Versailles come testimone, bensì come possibile sospettata. Sempre secondo alcune delle persone intervistate, Hamraoui aveva subito sospettato che l’aggressione fosse stata organizzata da qualcuno nella squadra: aveva indicato come possibile mandante dell’attacco Diallo, che era arrestata e interrogata dalla polizia pochi giorni dopo, alimentando le speculazioni della stampa circa la loro rivalità sportiva, ma non aveva accusato soltanto lei. Diallo era stata poi rilasciata.

Aminata Diallo festeggia dopo aver segnato un gol in una partita dello scorso ottobre (Anne-Sophie Lecouflet/ Sport Press Photo via ZUMA Press, ANSA)

Diallo ha 26 anni, è una centrocampista e gioca con il PSG dal 2016. Hamraoui ha cinque anni in più della compagna, gioca nello stesso ruolo ed è una delle calciatrici francesi più esperte e vincenti in attività. Il quotidiano sportivo L’Équipe e Le Parisien avevano scritto che la polizia sospettava che Diallo avesse organizzato l’aggressione per prendere il posto di Hamraoui in squadra, ma dai primi interrogatori non erano emerse prove solide a sostegno di questa teoria. Diallo, arrestata il 10 novembre, era stata rilasciata due giorni dopo.

Secondo le testimonianze raccolte dal New York Times, dopo l’aggressione Hamraoui avrebbe discusso con altre compagne del PSG delle telefonate anonime che alcune di loro avevano ricevuto da parte di un uomo che la insultava, e aveva indicato l’uomo come uno dei possibili sospettati. Avrebbe poi ipotizzato che nella vicenda fosse coinvolto in qualche modo anche il marito della compagna di squadra Kadidiatou Diani, che lavora come agente di un’altra giocatrice: il New York Times non ha specificato come mai Hamraoui abbia sospettato di lui, ma si sa che al momento non è stato indagato né interrogato dalla polizia, e che l’accusa avrebbe creato ulteriori tensioni nella squadra.

Nel caso è stato coinvolto anche l’ex difensore del Barcellona Eric Abidal, con cui Hamraoui aveva avuto una relazione. Sia Diallo che Hamraoui, infatti, avevano detto alla polizia di ricordare che durante l’aggressione uno dei due assalitori l’aveva insultata urlando qualcosa a proposito di un uomo sposato, e dalle indagini era emerso che la scheda telefonica dello smartphone di Hamraoui era intestata ad Abidal.

Dopo che il marito le aveva confermato di aver avuto una relazione con Hamraoui, la moglie di Abidal, Hayet, ha fatto sapere di aver chiesto il divorzio: per ora nessuno dei due è stato interrogato, ma entrambi hanno negato di aver avuto a che fare con l’aggressione.

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Le indagini della polizia sono ancora in corso. Al momento gli assalitori non sono stati identificati e non è stata ritrovata alcuna arma collegata all’aggressione. La polizia non ha incriminato nessuno, nemmeno Diallo, ma ha conservato i suoi due cellulari e il suo computer, e presumibilmente la interrogherà di nuovo nei prossimi giorni. Tra le altre cose, le sono state fatte domande sulla sua relazione con un uomo arrestato a Lione con l’accusa di vari reati, tra cui estorsione: l’uomo è stato identificato col nome Ja Ja, conosceva varie giocatrici del PSG ed è a sua volta indagato nel caso.

Né Diallo né Hamraoui hanno commentato pubblicamente la vicenda o quello che è successo dopo. Fino a pochi giorni fa il PSG le aveva fatte allenare separatamente dal resto delle compagne per evitare ulteriori tensioni, ma le due si erano insultate dopo essersi incontrate per caso. Nessuna di loro ha partecipato alla partita di Champions League che si è giocata mercoledì in Ucraina.