Da sinistra a destra, i leader dei Verdi Annalena Baerbock e Robert Habeck, il leader dell'SPD Olaf Scholz, e il leader dell'FDP Christian Lindner (AP Photo/Markus Schreiber)

In Germania c’è un accordo per formare il governo

Sarà guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz e sarà formato da una coalizione di tre partiti, abbastanza diversi tra loro

Da sinistra a destra, i leader dei Verdi Annalena Baerbock e Robert Habeck, il leader dell'SPD Olaf Scholz, e il leader dell'FDP Christian Lindner (AP Photo/Markus Schreiber)

A quasi due mesi dai risultati delle elezioni in Germania, il Partito Socialdemocratico (SPD), i Verdi e il Partito Liberaldemocratico (FDP) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per formare una coalizione di governo. Il nuovo cancelliere sarà il leader dell’SPD, Olaf Scholz, vincitore con scarso margine delle elezioni, la cui nomina sarà votata ufficialmente dal parlamento tedesco nella seconda settimana di dicembre. Sostituità Angela Merkel, al governo dal 2005.

L’accordo è stato ufficializzato mercoledì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato i leader dei tre partiti. Il primo a parlare è stato Scholz, che ha esordito dicendo «Il semaforo è acceso». I tre partiti formeranno infatti la cosiddetta “coalizione semaforo”, chiamata così per via dei rispettivi colori (rosso SPD, giallo FDP e verde, ovviamente, per i Verdi). Prima di oggi avevano governato insieme già nello stato della Renania-Palatinato, ma questa è la prima volta che raggiungono un accordo di governo a livello federale, anche a causa delle grosse differenze nei loro programmi.

Secondo molti analisti, la tenuta e il successo della coalizione non dipenderanno tanto dai numeri della maggioranza parlamentare, piuttosto solida, quanto dalla capacità dei suoi membri di appianare le notevoli differenze ideologiche, soprattutto in campo economico.

La nuova coalizione tra i tre partiti è il frutto del voto dello scorso 26 settembre, in cui non c’erano stati grandi scarti tra le forze politiche. L’SPD aveva ottenuto il 25,7% dei voti, mentre l’Unione Cristiano Democratica (CDU), il partito di centrodestra della cancelliera uscente Angela Merkel, il 24,1%. I Verdi avevano ottenuto il 14,8% e l’FDP l’11,5%.

Verdi e Liberali dunque si sono trovati di fatto a determinare il nuovo governo tedesco, scegliendo se appoggiare l’SPD o il centrodestra della CDU. Dopo alcuni giorni di discussioni, i leader dei due partiti avevano detto di escludere ogni possibilità di allearsi con la CDU, e avevano iniziato la trattativa con l’SPD conclusasi oggi.

L’SPD, oltre alla nomina di Scholz cancelliere, avrà sette ministeri nel nuovo governo, tra cui Interno, Difesa e Lavoro. Ai Verdi andranno cinque ministeri, tra cui uno che unirà Economia e Clima e quello degli Esteri, che saranno guidati rispettivamente dai due co-leader del partito, Robert Habeck e Annalena Baerbock. L’FPD avrà invece quattro ministeri, tra cui quello delle Finanze, che andrà al leader Christian Lindner.

L’accordo – un documento programmatico da 177 pagine – prevede l’aumento del salario minimo orario a 12 euro, attualmente a 9,60 euro. Su questo tema l’SPD si era speso molto in campagna elettorale ma l’FDP, più vicino alle istanze degli imprenditori tedeschi, si era detto inizialmente contrario. Tra le altre cose nell’accordo c’è un piano per legalizzare la vendita di cannabis nel paese, diverse politiche per combattere il riscaldamento climatico, tra cui il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2045, e l’abbassamento dell’età minima per votare a 16 anni. Verrà inoltre ridotto a cinque il numero di anni di residenza in Germania necessario per richiedere la cittadinanza: attualmente sono otto anni.