Carles Puigdemont entra in tribunale a Sassari (Claudia Sancius/Ansa)
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  • lunedì 4 Ottobre 2021

Il processo di estradizione di Puigdemont è stato sospeso

Lo ha deciso la Corte d'appello di Sassari in attesa di due decisioni che dovrà prendere la Corte di giustizia europea

Carles Puigdemont entra in tribunale a Sassari (Claudia Sancius/Ansa)

La Corte d’appello di Sassari ha sospeso il processo di estradizione nei confronti dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont. La Corte ha deciso che prima di emettere una sentenza sull’estradizione in Spagna di Puigdemont, la Corte di giustizia europea dovrà risolvere altre due questioni pendenti: la richiesta di Puigdemont di riottenere l’immunità da europarlamentare e una disputa tra la giustizia italiana e quella spagnola sull’estradizione dell’ex assessore catalano Lluis Puig.

Nell’ottobre del 2017 Puigdemont aveva dichiarato unilateralmente l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna e che da quel momento è ricercato dalla giustizia spagnola. Era stato arrestato in Sardegna lo scorso 23 settembre, e rilasciato dopo un giorno a patto che partecipasse alla prima udienza di lunedì presso la Corte d’appello di Sassari, in Sardegna.

Puigdemont era arrivato in Sardegna domenica, e lunedì mattina è stato accolto da vari gruppi di indipendentisti, sia sardi sia catalani. Dalla Catalogna, sono arrivate a Sassari delegazioni di tutti i principali partiti indipendentisti. Anche Vox, partito estremista nazionalista contrario all’indipendenza della Catalogna, ha inviato una piccola delegazione.

La Corte d’appello avrebbe potuto decidere di estradare Puigdemont in Spagna ed eventualmente di emettere misure cautelari contro di lui in attesa che il processo di estradizione sia completo. Questa possibilità sembrava però abbastanza remota. Puigdemont potrà quindi tornare in Belgio, dove in attesa che la sua vicenda venga valutata dalla Corte di giustizia europea.

L’arresto di Puigdemont a fine settembre aveva aperto per i giudici sardi (e, sul lato politico, per il governo italiano) un’ampia questione che riguarda gli ordinamenti giudiziari di diversi paesi (Spagna, dove Puigdemont è ricercato, e Belgio, dove risiede) e dell’Unione Europea, coinvolta perché l’ex governatore catalano è europarlamentare.

Puigdemont era stato presidente della Catalogna per un anno, a partire dal 2016, prima di scappare in Belgio per evitare di essere processato in Spagna con l’accusa di sedizione e ribellione. Era stato ritenuto infatti il principale responsabile dell’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna tenuto nell’ottobre del 2017, e ritenuto illegale dallo stato spagnolo; ed era stato il politico che poco dopo aveva di fatto annunciato unilateralmente l’indipendenza della Catalogna, appoggiata comunque dal suo governo e dal parlamento catalano, a maggioranza indipendentista.

Il giudice del Tribunale supremo spagnolo Pablo Llarena (ANSA/EPA/Andreu Dalmau)

Il giudice del Tribunale supremo spagnolo Pablo Llarena (ANSA/EPA/Andreu Dalmau)

Pochi giorni dopo il referendum, Puigdemont era fuggito in Belgio, mentre altri suoi colleghi di governo (tra cui il vicepresidente della Catalogna, Oriol Junqueras) erano stati arrestati e hanno trascorso più di tre anni di carcere, fino alla concessione della grazia qualche mese fa. Nel gennaio del 2020, Puigdemont era stato eletto europarlamentare.

Gli europarlamentari godono dell’immunità e non possono essere arrestati senza l’assenso del Parlamento Europeo, ma il caso di Puigdemont è particolare: il giudice del Tribunale supremo spagnolo Pablo Llarena, che ha istruito il processo per sedizione e ribellione contro di lui in Spagna, aveva emesso nell’ottobre del 2019 un ordine di arresto europeo; dopo la sua nomina a europarlamentare aveva contestato la concessione dell’immunità presso la Corte di giustizia europea.

In risposta alle richieste di Llarena, nel marzo del 2021 la Corte di giustizia europea aveva ritirato l’immunità da europarlamentare di Puigdemont. L’ex presidente aveva fatto ricorso, e aveva chiesto che mentre la Corte decideva sul suo ricorso, l’immunità gli fosse restituita in via provvisoria.

Il 30 luglio la Corte aveva negato questa richiesta, perché nel frattempo Llarena aveva inviato alla Corte di giustizia europea una “questione pregiudiziale”, cioè una richiesta di risolvere un altro conflitto in sospeso tra il tribunale nazionale e quello europeo. Nel gennaio del 2021 la Corte d’Appello di Bruxelles, in Belgio, aveva infatti respinto la richiesta della Spagna di estradare l’ex assessore catalano Lluis Puig; il Tribunale Supremo spagnolo aveva fatto ricorso a quello europeo per determinare se la giustizia belga avesse violato o meno le regole. In attesa che questa questione venisse risolta, Llarena aveva dato alcune garanzie limitate sul fatto che Puigdemont non sarebbe stato arrestato fintanto che la questione non fosse stata risolta dalla Corte europea. Qui cominciano i problemi di interpretazione.

Carles Puigdemont insieme al suo avvocato Gonzalo Boje all'arrivo all'aeroporto di Alghero (ANSA/CLAUDIA SANCIUS)

Carles Puigdemont insieme al suo avvocato Gonzalo Boje all’arrivo all’aeroporto di Alghero (ANSA/CLAUDIA SANCIUS)

La Corte europea ha interpretato queste garanzie in maniera molto estesa, ritenendo che Llarena avesse sospeso il mandato d’arresto e che dunque per questo non fosse necessario estendere l’immunità. Per Llarena, invece, il mandato d’arresto era ancora attivo, e le garanzie a Puigdemont valevano esclusivamente per il compimento dei suoi doveri da europarlamentare tra Bruxelles e Strasburgo, le due sedi del Parlamento europeo. In altri paesi, l’ex presidente catalano avrebbe rischiato l’arresto.

È quello che è successo a fine settembre in Sardegna. All’arrivo di Puigdemont sull’isola, le forze dell’ordine italiane sono state allertate da Sirene, il database delle persone ricercate dalla giustizia europea, e hanno proceduto con l’arresto.

In previsione dell’udienza di giovedì, negli ultimi giorni il giudice Llarena aveva chiesto la consegna immediata di Puigdemont, mentre la difesa dell’ex presidente si era rivolta di nuovo alla Corte di giustizia europea, chiedendo di rivalutare la sua decisione di luglio: allora aveva ritenuto che concedere l’immunità in via cautelativa non fosse necessario perché Llarena aveva fornito garanzie in proposito, ma evidentemente quella decisione si era basata su presupposti errati. Questa possibilità era prevista dalla stessa Corte di giustizia, che esortava Puigdemont a chiedere nuove misure di protezione nei suoi confronti nel caso in cui fosse stato arrestato.