Carles Puigdemont all'uscita dal carcere di Sassari (AP Photo/Gloria Calvi)
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  • sabato 25 Settembre 2021

Carles Puigdemont può lasciare l’Italia

L'arresto in Sardegna dell'ex presidente catalano ricercato dalla giustizia spagnola aveva provocato grosse polemiche giudiziarie e politiche

Carles Puigdemont all'uscita dal carcere di Sassari (AP Photo/Gloria Calvi)

Venerdì Carles Puigdemont, ex presidente catalano che nell’ottobre del 2017 aveva dichiarato unilateralmente l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna e che da quel momento è ricercato dalla giustizia spagnola, è stato rilasciato dal carcere di Sassari, in Sardegna, dove era stato arrestato il giorno prima dalla polizia italiana a seguito di un ordine di arresto europeo. L’arresto aveva provocato gravi polemiche sia a livello giudiziario sia politico, perché Puigdemont, che è europarlamentare, finora aveva viaggiato più volte in Europa senza timore di essere arrestato sulla base di un accordo tra le autorità spagnole e quelle dell’Unione Europea.

Dopo il rilascio dal carcere di Sassari, deciso dalla corte d’appello della città, Puigdemont è libero senza misure cautelari, e può tornare in Belgio, dove vive da quando è fuggito dalla Catalogna. Secondo El País, però, dovrà tornare in Sardegna il 4 ottobre per un’udienza sulla sua estradizione in Spagna, che molto probabilmente non avrà effetti pratici. Uscendo dal carcere, Puigdemont ha scritto su Twitter che «la lotta continua» e che la Spagna «non perde mai l’occasione di mettersi in ridicolo».

Puigdemont era stato presidente della Catalogna per un anno, a partire dal 2016, prima di scappare in Belgio per evitare di essere processato in Spagna con l’accusa di sedizione e ribellione. Era stato ritenuto infatti il principale responsabile dell’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna tenuto nell’ottobre del 2017, e ritenuto illegale dallo stato spagnolo; ed era stato il politico che poco dopo aveva di fatto annunciato unilateralmente l’indipendenza della Catalogna, appoggiata comunque dal suo governo e dal parlamento catalano, a maggioranza indipendentista.

La detenzione di Puigdemont in Sardegna ha provocato una serie di polemiche giudiziarie piuttosto importanti. L’ordine di arresto europeo nei suoi confronti era stato emesso dal giudice Pablo Llarena, avvocato dello stato spagnolo, nell’ottobre del 2019. Dal gennaio del 2020 Puigdemont è europarlamentare, e in quanto tale gode dell’immunità: per più di un anno l’ordine di arresto è rimasto valido, ma è stato inattuabile. Il 30 luglio di quest’anno, però, il Tribunale dell’Unione Europea (l’organo di primo grado della Corte di giustizia dell’Unione) aveva tolto l’immunità a Puigdemont, rispondendo a una richiesta della giustizia spagnola. Il Tribunale dell’Unione aveva tolto a Puigdemont l’immunità solo dopo aver ottenuto garanzie dal giudice Llarena che Puigdemont non sarebbe stato arrestato.

Negli ultimi mesi, dunque, Puigdemont si è trovato in una situazione giuridica di incertezza: privo di immunità e con un ordine di arresto europeo ancora attivo, ma forte della garanzia di Llarena che la Spagna non avrebbe chiesto il suo arresto. Un ulteriore elemento di incertezza era dato dal fatto che secondo alcuni magistrati spagnoli la garanzia di non essere arrestato valeva esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni di europarlamentare, e dunque per gli spostamenti tra Bruxelles e Strasburgo, le due sedi del parlamento europeo.

In ogni caso dal 30 luglio, cioè dal giorno del ritiro dell’immunità, Puigdemont aveva viaggiato fuori dal Belgio almeno sei volte, senza mai essere arrestato.

Le cose sono cambiate però al suo arrivo all’aeroporto di Alghero, e la ragione non è chiara. Secondo Repubblica, questo è avvenuto perché la polizia italiana sarebbe «più rigida» di quella di altri stati: sarebbe stata dunque una decisione autonoma dei poliziotti di Alghero, che hanno visto il nome di Puigdemont in una banca dati di ricercati. Secondo alcuni giornali spagnoli, invece, l’operazione di arresto sarebbe stata coordinata dalla polizia spagnola, anche se non è chiaro se ci sia stato un ordine del governo di Madrid.

L’arresto dell’ex presidente catalano ha provocato anche notevoli problemi politici. In parte al governo italiano, che ha rischiato di immischiarsi in una questione diplomatica complicata. I problemi principali però sono stati proprio per il governo spagnolo, il cui presidente, Pedro Sánchez, guida un esecutivo di minoranza che dipende dal voto dei partiti indipendentisti catalani. Sánchez è impegnato in una delicata trattativa di riconciliazione nazionale e l’arresto di Puigdemont, per un giorno, ha rischiato di provocare gravi tensioni politiche.