Anthony Joshua in difficoltà all'angolo durante il match contro Oleksandr Usyk (Julian Finney/Getty Images)
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  • lunedì 27 Settembre 2021

L’incontro che ha scombinato la boxe

A sorpresa il nuovo campione dei pesi massimi è l'ucraino Oleksandr Usyk, e non Anthony Joshua, sul quale aveva riposto le speranze il pugilato britannico

Anthony Joshua in difficoltà all'angolo durante il match contro Oleksandr Usyk (Julian Finney/Getty Images)

Sabato sera a Londra il pugile britannico Anthony Joshua, fino a quel momento campione mondiale dei pesi massimi, è stato sconfitto ai punti dall’ucraino Oleksandr Usyk davanti ai 70mila spettatori dello stadio del Tottenham, quasi tutti suoi tifosi. È stato un grande combattimento e si è concluso con un risultato inaspettato che ha scombinato i piani della boxe mondiale e forse ridimensionato definitivamente il pugile sconfitto.

Joshua è infatti l’atleta sul quale il mondo della boxe aveva riposto le proprie speranze per tornare popolare come un tempo, almeno nel Regno Unito. È un pugile da copertina, con un fisico da body builder, un oro olimpico vinto a Londra, di bell’aspetto, simpatico e alla mano: potenzialmente un campione perfetto, come testimoniano la sua popolarità e i tanti sponsor ottenuti in questi anni.

Ha solo un problema, abbastanza rilevante: non è imbattibile, anzi. Ha parecchi punti deboli e se trova l’avversario giusto va puntualmente in difficoltà, come era accaduto nel 2019 nella clamorosa sconfitta contro Andy Ruiz Jr – un pugile dal fisico ben meno scolpito, per così dire – a cui però aveva saputo rimediare pochi mesi dopo.

Sabato è stato invece il turno di Usyk, un pugile di grande esperienza a sua volta oro olimpico, imbattuto da professionista e molto stimato nell’ambiente, ma pur sempre più basso di circa otto centimetri e dieci chili più leggero dell’avversario: una differenza netta che Usyk aveva dovuto colmare nei mesi precedenti con una preparazione specifica.

Le agenzie di scommesse gli davano appena il 25 per cento di probabilità di vittoria, che invece è arrivata dopo dodici round di un incontro tutto sommato equilibrato, ma concluso con tutti i voti dei giudici a favore (117-112, 116-112, 115-113). In questo modo Usyk è diventato il terzo pugile nella storia ad aver vinto i titoli dei pesi massimi e dei massimi leggeri dopo Evander Holyfield e David Haye.

Gli effetti maggiori della vittoria di Usyk riguardano però Joshua. La sconfitta lo ha ridimensionato parecchio, anche considerando il precedente del 2019. L’impressione è che per quanto Joshua venga presentato come un campione, non lo sia effettivamente sul ring. Per dimostrare il contrario, dovrà trovare il modo di rifarsi nella rivincita prevista dagli accordi presi tra i due entourage.

Questo inaspettato passaggio del titolo ha inoltre scombinato dei piani che sembravano certi. Da tempo il Regno Unito si stava preparando a quello che secondo gli organizzatori sarebbe dovuto essere un incontro storico per la boxe britannica, tra Joshua, campione londinese amato da tutti, e il suo esatto opposto, Tyson Fury, rozzo pugile di Manchester, per l’unificazione di tutte le cinture dei pesi massimi. Ora però questi piani dovranno essere rimandati, perché Usyk avrà la precedenza.