Il Pride di Zurigo, lo scorso 4 settembre (KEYSTONE/Michael Buholzer)
  • Mondo
  • sabato 25 Settembre 2021

In Svizzera c’è un referendum sui matrimoni tra persone omosessuali

Si vota domenica: si deve decidere cosa ne sarà del disegno di legge a cui si oppongono alcuni partiti conservatori

Il Pride di Zurigo, lo scorso 4 settembre (KEYSTONE/Michael Buholzer)

Domenica in Svizzera si terrà un referendum per decidere se approvare o meno il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il referendum è stato convocato dopo che lo scorso dicembre l’Assemblea federale, il parlamento della Svizzera, aveva approvato un disegno di legge per permettere i matrimoni omosessuali.

La legge, in lavorazione dal 2013, era passata con una netta maggioranza, ma non era entrata in vigore perché alcuni partiti conservatori avevano raccolto le 50mila firme necessarie per sottoporre il testo a un referendum. Il quesito a cui dovranno rispondere gli elettori è: «Volete accettare la modifica del 18 dicembre 2020 del Codice civile svizzero (Matrimonio per tutti)?»: vincerà il referendum chi otterrà la maggioranza dei voti, senza che sia necessario raggiungere un quorum. Se vince il sì, la legge si considererà approvata; se vince il no, bocciata.

Al momento in Svizzera le coppie omosessuali possono avere accesso solo alle unioni civili (le unioni domestiche registrate), che garantiscono minori diritti rispetto ai matrimoni. Con la nuova legge, il matrimonio garantirebbe alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate, come ad esempio la possibilità di adottare un figlio congiuntamente (nelle unioni civili è consentita unicamente l’adozione del figlio del partner).

Una delle parti più osteggiate del disegno di legge non riguarda il matrimonio in sé, ma l’introduzione della possibilità per le coppie di donne sposate di ricevere donazioni di sperma, già prevista per le donne sposate con uomini. Per i promotori del referendum, contrari alla legge, questa parte violerebbe l’articolo 119 della Costituzione, che per le coppie eterosessuali consente la procreazione assistita soltanto in caso di infecondità o per evitare il rischio di una malattia grave.

I promotori dicono inoltre che «soltanto l’unione tra un uomo e una donna è in grado di trasmettere la vita», e che l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso con una semplice modifica di legge sarebbe incostituzionale.

Secondo il governo, sostenitore del Sì, lo Stato non può imporre alle persone come organizzare la propria vita privata e familiare: «una coppia deve essere libera di decidere se e come intende regolare legalmente la propria relazione», ma le unioni civili attualmente legittime non permettono un trattamento uguale per tutte e tutti. Il matrimonio eliminerebbe quindi ogni disparità. Il governo sostiene anche che non ci sia bisogno di una modifica costituzionale, dato che la Costituzione svizzera non definisce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna.

Per quanto riguarda le adozioni da parte della coppie omosessuali e le donazioni di sperma accessibili anche alle coppie lesbiche, il governo ha detto: «la cura e l’attenzione che i figli ricevono dai loro genitori non dipendono dalla configurazione familiare o dal sesso. È quindi giusto che anche le coppie sposate dello stesso sesso possano adottare congiuntamente un bambino e che le coppie lesbiche unite in matrimonio possano accedere alla donazione di sperma».

Il governo ha inoltre specificato che la donazione anonima di sperma rimarrà vietata, così come altri metodi di medicina riproduttiva, come la donazione di ovuli e la maternità sostitutiva: il donatore di sperma dovrà essere iscritto in un apposito registro, cosicché possa essere garantito il diritto costituzionale del figlio di conoscere l’identità del proprio padre biologico.

– Leggi anche: Storie di transizioni