Un ristorante di Roskilde, in Danimarca (Claus Bech/Ritzau Scanpix via AP, File)
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  • sabato 11 Settembre 2021

La Danimarca ha eliminato quasi tutte le restrizioni contro il coronavirus

L'unica ancora in vigore è l'obbligo delle mascherine negli aeroporti: lo si deve soprattutto all'ottimo andamento delle vaccinazioni

Un ristorante di Roskilde, in Danimarca (Claus Bech/Ritzau Scanpix via AP, File)

Dal 10 settembre in Danimarca sono state eliminate quasi tutte le restrizioni contro la pandemia da coronavirus, a 548 giorni di distanza da quando il governo danese le aveva introdotte. L’unica ancora in vigore è l’obbligo di utilizzo delle mascherine negli aeroporti, ma in tutti gli altri luoghi pubblici del paese non è obbligatorio indossarle. Per ora rimarranno comunque in vigore le restrizioni per accedere in Danimarca dall’estero.

Il 10 settembre, invece, è stata eliminata l’ultima restrizione riguardante l’utilizzo del coronapas (l’equivalente del Green Pass italiano) che da aprile era necessario per accedere a ristoranti, bar, musei e altri luoghi pubblici. Il primo settembre il governo danese aveva deciso di rimuovere l’obbligo di esibirlo per tutti i locali pubblici, tranne per quelli notturni, come club e discoteche: dal 10 settembre non è più obbligatorio nemmeno per questi ultimi.

La decisione del governo danese è dovuta soprattutto all’ottimo andamento della campagna vaccinale, una delle più avanzate al mondo, con l’86% della popolazione con più di 12 anni che ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, e l’83% che ha ricevuto anche la seconda dose. In Italia, per fare un paragone, è stato finora vaccinato con due dosi (o con una sola nel caso del vaccino di Johnson & Johnson) il 73,6% per cento delle persone con più di 12 anni, mentre il 78,4% ha ricevuto almeno la prima dose.

Anche i contagi giornalieri in Danimarca sono piuttosto bassi, cosa che ha portato il governo danese a considerare la diffusione del virus sotto controllo. Attualmente nel paese si registrano circa 500 casi di contagio giornalieri, e l’Rt,, cioè l’indice che serve a misurare quanto viene trasmesso il virus, è pari 0,7 (significa che ogni infetto contagia in media meno di 1 individuo).

La Danimarca era stato uno dei primi paesi europei a imporre restrizioni, seppur meno rigide che altrove: nel marzo del 2020 aveva imposto la chiusura delle scuole e di buona parte dei servizi e delle attività produttive non essenziali. Era stato anche il primo a introdurre, il 21 aprile scorso, una certificazione che permettesse ai vaccinati, ai guariti di recente o alle persone risultate negative a un test di accedere ai locali pubblici.

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Un primo allentamento delle restrizioni c’era stato il 1º agosto, quando il governo aveva deciso che il coronapas non era più necessario per accedere ai musei. Il 14 agosto era stato invece eliminato l’obbligo della mascherina sui mezzi pubblici, e il 1º settembre erano stati riaperti i locali notturni e rimossi i limiti agli eventi pubblici con molte persone.

Questo aveva permesso il 4 settembre di tenere per la prima volta un concerto con 15.000 spettatori. L’11 settembre a Copenhagen si terrà il primo concerto in uno stadio a piena capienza di pubblico: il gruppo post-punk danese Minds of 99 suonerà allo stadio Parken di Copenhagen, e ci si attende che all’evento parteciperanno circa 50.000 spettatori.