(Alexandre Schneider/Getty Images)
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  • lunedì 6 Settembre 2021

Il pasticcio di Brasile-Argentina

La partita di qualificazione ai Mondiali è stata interrotta dall'irruzione di funzionari brasiliani: alcuni calciatori argentini non avevano rispettato la quarantena

(Alexandre Schneider/Getty Images)

Domenica sera la partita di calcio Brasile-Argentina, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2022, è stata sospesa dopo pochi minuti da alcuni funzionari sanitari brasiliani, che sono scesi improvvisamente in campo per la presunta mancata osservanza della quarantena per il coronavirus da parte di quattro giocatori argentini che giocano nel Regno Unito. La situazione in campo è diventata presto caotica, e l’intervento delle autorità brasiliane è stato ampiamente contestato e criticato.

Quando dopo poco più di 6 minuti dall’inizio della partita sono entrati in campo i funzionari brasiliani, nell’immediato caos generale i giocatori di entrambe le nazionali hanno inizialmente faticato a capire cosa stesse succedendo. Poi gli argentini sono rientrati negli spogliatoi e i brasiliani sono rimasti in campo. Dopo circa un’ora la CONMEBOL — la confederazione calcistica sudamericana – ha comunicato che la partita non sarebbe ricominciata.

Le cose da sapere sul coronavirus

La partita si giocava a San Paolo, in Brasile, le cui regole prevedono che chi arriva nel paese dopo essere stato negli ultimi 14 giorni in Regno Unito, Sudafrica, Irlanda del Nord o India debba trascorrere un periodo in isolamento. È quanto avrebbero dovuto fare Emiliano Martínez, Giovani Lo Celso, Emiliano Buendía e Cristian Romero, che giocano tutti nel campionato inglese, ma la federazione argentina aveva deciso di mandarli ugualmente in Brasile.

La questione della presenza nella nazionale argentina di alcuni calciatori che giocano nel Regno Unito era nota da giorni, e poco prima della partita l’ANVISA, l’agenzia sanitaria del Brasile, aveva diffuso un comunicato in cui aveva raccomandato la quarantena dei quattro calciatori argentini, sostenendo che avessero presentato delle dichiarazioni false sulla loro provenienza. La nazionale argentina era arrivata in Brasile venerdì, partendo dal Venezuela, ma secondo l’ANVISA Martínez, Lo Celso, Buendía e Romero non avrebbero potuto giocare, dato che nei giorni precedenti erano stati nel Regno Unito.

Le federazioni delle due nazionali nei giorni scorsi avevano già discusso della questione: i brasiliani avevano deciso di non convocare i calciatori che giocano nel Regno Unito e avevano chiesto agli argentini di fare lo stesso. La federazione argentina si era però opposta, dicendo che in base a un accordo stretto tra i 10 paesi che fanno parte della CONMEBOL, tutti i giocatori provenienti dall’estero avrebbero potuto giocare regolarmente all’interno di una cosiddetta “bolla sanitaria” per i calciatori.

La federazione argentina aveva quindi detto che se le fosse stato impedito di schierare tutti i giocatori convocati avrebbe fatto ricorso alla FIFA chiedendo una penalizzazione per il Brasile nella classifica delle qualificazioni ai Mondiali. Poco prima della partita alcuni poliziotti brasiliani erano anche entrati nell’hotel in cui alloggiava la nazionale argentina, provando a bloccare i quattro giocatori al centro del caso.

Il brasiliano Neymar e l'argentino Messi poco dopo l'interruzione della partita (ANSA/EPA/Sebastiao Moreira)

Il brasiliano Neymar e l’argentino Messi poco dopo l’interruzione della partita (ANSA/EPA/Sebastiao Moreira)

Alla fine però la nazionale argentina era riuscita a portare regolarmente tutti i giocatori allo stadio, l’Arena Corinthians, e la situazione sembrava essersi risolta con un tacito assenso da parte delle autorità sanitarie brasiliane. La partita era quindi iniziata senza che ci fosse più alcun apparente dubbio sulla regolarità della presenza di Martínez, Romero, Lo Celso e Buendía, con i primi tre che erano stati schierati tra i titolari. L’irruzione delle autorità sanitarie brasiliane è stata quindi inaspettata.

A quel punto gli argentini si sono rifiutati di ricominciare la partita senza i quattro giocatori, come richiesto dall’ANVISA. Dopo alcuni minuti che la squadra argentina era rientrata negli spogliatoi, il brasiliano Dani Alves ha provato a fare da mediatore andando a parlare con il capitano dell’Argentina, Lionel Messi, suo ex compagno al Barcellona. Lo ha convinto a tornare in campo per discutere della ripresa dalla partita, ma infine Messi è rientrato negli spogliatoi e poco dopo è stata dichiarata ufficialmente la sospensione.

Lionel Messi torna negli spogliatoi dopo essere tornato in campo per discutere della ripresa della partita (ANSA/EPA/Sebastiao Moreira)

Lionel Messi rientra negli spogliatoi dopo essere tornato in campo per discutere della ripresa della partita (ANSA/EPA/Sebastiao Moreira)

La CONMEBOL ha commentato la decisione di sospendere la partita delegando tutte le eventuali sanzioni disciplinari alla FIFA, la federazione internazionale di calcio, che organizza le qualificazioni ai Mondiali: «tutte le decisioni riguardanti l’organizzazione ed eventuali sviluppi sono di competenza esclusiva di questa istituzione».