(AP Photo/Eugene Hoshiko)
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  • lunedì 30 Agosto 2021

Le medaglie italiane di lunedì alle Paralimpiadi

Sette in tutto: due d'oro dal nuoto, e poi altre da tiro con l'arco, tiro a segno, equitazione e atletica leggera

(AP Photo/Eugene Hoshiko)

Nella sesta giornata delle Paralimpiadi l’Italia ha vinto sette medaglie, due delle quali d’oro. Con 34 medaglie totali (di cui 10 d’oro, 11 d’argento e 13 di bronzo) l’Italia è al momento ottava nel medagliere paralimpico, che continua a essere guidato dalla Cina, che ha già superato i 50 ori e le 100 medaglie complessive.

Come già nei giorni precedenti, anche nella sesta giornata paralimpica sono arrivate medaglie dal nuoto, nel cui medagliere l’Italia è al momento seconda solo alla Cina. Arjola Trimi ha vinto l’oro nei 100 metri stile libero nella classe S3, dopo una gara in cui è sempre stata in testa ed è arrivata molto vicina al record mondiale. Per lei è il secondo oro vinto a Tokyo, dopo quello di domenica nei 50 metri dorso.

Poco dopo è arrivato l’oro, con un nuovo record del mondo, di Carlotta Gilli nei 200 misti SM13. Per lei è il secondo oro e la quinta medaglia a queste Paralimpiadi, e dopo la gara ha detto: «ho aperto questi Giochi con l’oro e il record nei 100 farfalla, lo chiudo con l’oro e il record nei 200 misti».

Intervistata prima di tutte queste medaglie da Repubblica, Gilli aveva raccontato che si accorse della sua malattia – «una forma di distrofia ereditaria della macula» – alle elementari: «fino a sei anni avevo 10/10, poi le maestre hanno notato la mia fatica nel leggere alla lavagna, nel ricopiare e il fatto che stessi con la testa a pochi millimetri dal foglio. Mille visite specialistiche e poi la sentenza. Ora ho 1/10 di vista». Del nuoto aveva detto: «[è] filosofia e disciplina, è un modo di stare al mondo».

La terza e ultima medaglia italiana arrivata oggi dal nuoto è l’argento nella 4×100 stile libero maschile (in cui è il quartetto nel suo complesso a dover rispettare determinati criteri di categoria) di Antonio Fantin, Simone Ciulli, Simone Barlaam e Stefano Raimondi, che sono arrivati dietro all’Australia.

L’Italia ha poi vinto un bronzo nel getto del peso F11 (una delle categorie riservate ad atleti ciechi o ipovedenti) grazie a Oney Tapia, che ha gettato il peso a una distanza di 13 metri e 60 centimetri.

Un altro bronzo è poi arrivato dall’equitazione (per la precisione nella Individual Freestyle Test grado I) grazie alla 45enne Sara Morganti, che già qualche giorno fa aveva vinto un bronzo nel dressage Grado 1.

Diverse ore prima, le prime due medaglie italiane di giornata, entrambe di bronzo, erano arrivate grazie a Maria Andrea Virgilio nel tiro con l’arco (che nei quarti di finale aveva vinto contro Eleonora Sarti, sua compagna di stanza a Tokyo) e Andrea Liverani nel tiro a segno. Liverani, che era arrivato in finale con il miglior punteggio delle qualificazioni, ha detto, a proposito della sua medaglia: «poteva essere più pesante, ma alla fine il gioco è quello. Uno può entrare ottavo e finire primo come può entrare primo e finire ottavo. Sono comunque molto contento della medaglia che è arrivata perché è stata il frutto di tanti sacrifici e tanto allenamento, quindi non mi lamento. Sono contentissimo».

Italia a parte, nella sesta giornata di Paralimpiadi ci sono state le ultime partite dei gironi di calcio a 5 per ciechi (in una delle quali il Brasile ha vinto per 4 a 0 contro il Giappone). È poi arrivato, nell’equitazione, il 14° oro paralimpico nella carriera del britannico Lee Pearson, e ci sono state diverse finali di atletica, compresa quella dei 100 metri nella categoria T64, vinta con 10 secondi e 76 centesimi dal tedesco Felix Streng.