Stefano Raimondi
Stefano Raimondi (Adam Pretty/Getty Images)
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  • giovedì 26 Agosto 2021

Alle Paralimpiadi l’Italia continua a vincere molte medaglie nel nuoto

Dopo le cinque di ieri, oggi ne sono arrivate sei, due delle quali d'oro

Stefano Raimondi
Stefano Raimondi (Adam Pretty/Getty Images)

Nel primo giorno delle Paralimpiadi, l’Italia aveva vinto nel nuoto cinque medaglie, due delle quali d’oro. Oggi, nel secondo giorno, ne ha vinte altre sei: due d’oro, una d’argento e tre di bronzo. Al momento è sesta nel medagliere complessivo e prima in quello relativo al nuoto.

La prima medaglia italiana della seconda giornata è arrivata quando in Italia erano da poco passate le 10 di mattina: è l’oro vinto dal 27enne Francesco Bocciardo nei 100 metri stile libero categoria S5. Mercoledì Bocciardo aveva vinto un altro oro, nei 200 stile libero. Bocciardo – che gareggia in una categoria per atleti con disabilità fisiche (come tutte quelle il cui numero dopo la “S” è compreso tra 1 e 10) – ha la diplegia spastica e lavora per un’azienda di meccatronica. Della sua gara, vinta nel finale su una distanza più breve di quelle a cui è abituato, ha detto: «Oggi non ci speravo davvero, perché avevo una vasca di velocisti puri, era molto difficile, se questo è un sogno per favore non svegliatemi».

Poco dopo il secondo oro di Bocciardo è arrivato il bronzo di Monica Boggioni nei 100 stile libero, categoria S5: anche lei già bronzo ieri sui 200 stile libero. La gara è stata vinta dalla britannica Tully Kearney, che nuotando in poco meno di un minuto e 15 secondi ha fatto il nuovo record del mondo della categoria.

Luigi Beggiato, 23enne, ha vinto l’argento nei 100 stile libero categoria S4 (minore è il numero e maggiore è il tipo di disabilità degli atleti), dietro al giapponese Takayuki Suzuki, che lo ha superato negli ultimi metri. Intervistato poco dopo dalla Rai, Beggiato ha detto: «Essere delusi sarebbe da ipocriti».

Il secondo oro italiano della giornata e il quarto dall’inizio delle Paralimpiadi lo ha vinto Stefano Raimondi nei 100 rana categoria SB9 (la rana ha una classificazione un po’ diversa rispetto agli altri stili). Raimondi ha vinto la sua finale in 1 minuto, 5 secondi e 35 centesimi: è rimasto davanti dall’inizio alla fine ed è arrivato con netto vantaggio sui due atleti russi che si sono presi argento e bronzo. Ieri, nei 50 stile libero S10, era arrivato quarto.

La nuotatrice paralimpica Daomin Liu, il 26 agosto in Giappone (AP Photo/Emilio Morenatti)

Più avanti nel corso della mattinata è poi arrivato l’argento della torinese Carlotta Gilli nei 100 dorso S13 (una delle categorie riservate ad atleti ciechi o ipovedenti). Per Gilli, nata nel 2001, è la seconda medaglia a Tokyo, dopo l’oro di ieri nei 100 farfalla S13. Intervistata qualche giorno fa da Repubblica, aveva raccontato che si accorse della sua malattia – «una forma di distrofia ereditaria della macula» – alle elementari: «fino a sei anni avevo 10/10, poi le maestre hanno notato la mia fatica nel leggere alla lavagna, nel ricopiare e il fatto che stessi con la testa a pochi millimetri dal foglio. Mille visite specialistiche e poi la sentenza. Ora ho 1/10 di vista». Del nuoto aveva detto: [è] filosofia e disciplina, è un modo di stare al mondo».

– Leggi anche: Brevi storie di atleti paralimpici

La seconda giornata di nuoto paralimpico si è conclusa poco dopo le 13 con un argento vinto dall’Italia nella staffetta 4×50 stile libero mista (in cui è il quartetto nel suo complesso a dover rispettare determinati criteri di categoria), alla cui finale era arrivata con il miglior tempo della batteria.

I quattro staffettisti italiani sul podio: Giulia Terzi, Arjola Trimi, Luigi Beggiato e Antonio Fantin (Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Tra gli atleti e le atlete in gara oggi per l’Italia c’era anche Martina Rabbollini, che nei 400 stile libero S11 è arrivata ottava nella finale in cui la statunitense Anastasia Pagonis ha fatto un nuovo record mondiale.

Viste le 11 medaglie vinte fin qui (finora tutte nel nuoto) è possibile che a Tokyo l’Italia superi le 39 medaglie vinte alle Paralimpiadi di Rio, nel 2016.