(AP Photo/Michel Euler)
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  • martedì 24 Agosto 2021

C’era più di una rivalità sportiva, tra gli ultras di Nizza e Marsiglia

Le due tifoserie si sono scontrate domenica nella terza giornata del campionato di calcio francese, e c’entra molto la politica

(AP Photo/Michel Euler)

Dietro agli scontri avvenuti domenica durante la partita Nizza-Marsiglia, nella terza giornata del campionato di calcio francese, la Ligue 1, c’è una lunga storia di odio tra tifoserie, che riguarda sia il calcio sia l’ideologia politica e coinvolge non soltanto i gruppi ultras delle due città francesi, ma anche ampie reti di tifoserie contrapposte in tutta Europa.

Queste tensioni si sono riflettute in maniera eclatante sulla partita di domenica, quando allo stadio di Nizza al 76° minuto di gioco Dimitri Payet, giocatore dell’OM, l’Olympique Marsiglia, mentre stava per battere un calcio d’angolo sotto la curva degli ultras del Nizza è stato colpito alla nuca da una bottiglietta d’acqua mezza piena. Payet si è chinato, ha raccolto la bottiglietta e l’ha lanciata con rabbia verso i tifosi del Nizza. A quel punto è iniziato il caos con i tifosi di casa che sono entrati in campo, lo staff del Marsiglia che si è unito alla rissa, pugni e calci tra tifosi e giocatori e alla fine il Marsiglia che è rientrato negli spogliatoi e si è rifiutato di uscire.

A seguito degli scontri, le autorità hanno ordinato la chiusura al pubblico dello stadio di Nizza per le prossime quattro partite. Una persona è stata arrestata.

Dietro alla cronaca, ormai nota, c’è un odio storico molto profondo tra tifoserie, che ha ramificazioni in tutta Europa: parlare di “rivalità”, come hanno fatto alcuni giornali, è riduttivo.

Da una parte ci sono gli ultras “di sinistra” del Marsiglia, e soprattutto quelli del Commando Ultra 84, il gruppo ultras più antico di Francia che si posiziona nella curva sud (virage sud) dello stadio Velodrome. Sono legati ai gruppi ultras di Livorno, della Sampdoria, dell’AEK Atene. Ma soprattutto sono ultras caratterizzati da una forte componente antirazzista e antifascista, con all’interno una determinante presenza di tifosi di origine algerina. Su magliette e striscioni dei CU 84 e di un altro gruppo ultras, i South Winners, più giovani e accompagnati in casa e trasferta da bandiere algerine (sono ragazzi di seconda e terza generazione), sono spesso stampati il volto di Che Guevara e slogan di sinistra.

In curva vengono cantate le canzoni della rapper franco-algerina Keny Akrana e il colore simbolo è l’arancione, che non ha nulla a che vedere con i colori sociali dell’Olympique (bianco e azzurro) ma è divenuto simbolico quando gli ultras di Marsiglia indossarono a rovescio i loro giubbotti bomber (esponendo la fodera interna arancione) durante una trasferta a Parigi nel 1989, per segnare la differenza con gli ultras skinhead di estrema destra del gruppo Boulogne del Paris Saint-Germain, guidati dal militante nazionalista Serge Ayoub.

Dall’altra parte c’è il gruppo “di destra” degli Ultras Populaire Sud del Nizza (eredi del gruppo Brigade Sud, sciolto nel 2010 dal ministero dell’Interno francese), i cui leader fanno parte del gruppo della destra radicale Génération Identitaire, celebre anche per le ronde contro i migranti avvenute nel 2018 lungo il confine italo-francese.

Entrambe le curve con i loro gruppi ultras sono fortemente radicate nelle rispettive reti europee di amicizie e di inimicizia e odio.

Gli ultras del Marsiglia sono piuttosto noti per gli scontri violentissimi avvenuti a Madrid nel 2008 contro gli ultras neri dell’Atletico Madrid, il Frente Atletico (tristemente celebre in Spagna per l’uccisione di Francisco José Romero Taboada, ultras dei Razor Blues del Deportivo La Coruña, gruppo di sinistra, avvenuta nel 2014). A Madrid gli scontri tra gruppi del Marsiglia e dell’Atletico provocarono molti feriti e l’arresto del leader della curva del Marsiglia, Santos Mirasierra.

Altra inimicizia pesante e radicata è quella tra i tifosi dell’OM e quelli della curva nord della Lazio, notoriamente fascisti. In occasione di Marsiglia-Lazio di Europa League nell’ottobre 2018 i due gruppi si scontrarono nella zona del Vecchio Porto. Il giorno dopo, il quotidiano francese La Provence scrisse che i tifosi italiani avevano appeso in strada una testa di maiale in segno di disprezzo. Non era vero ma la notizia falsa non servì certo a far distendere gli animi tra i due gruppi.

Opposta la storia degli ultras del Nizza, ostentatamente fascisti, legati al gruppo di ultras tedeschi degli Hogesa, Hooligans gegen Salafisten, (ovvero Hooligan contro il Salafismo), molto presente nelle tifoserie di squadre dell’ex Germania est. Gli ultras del Nizza sono molti legati agli Ultras Yumus del Valencia, anche loro fascisti, e soprattutto alla curva nord dell’Inter di Milano, i cui capi sono prevalentemente emanazione del gruppo della destra radicale Lealtà Azione.

I giornali italiani si stupirono molto quando scoprirono che nella notte del 26 dicembre 2018, durante gravi scontri prima della partita Inter-Napoli in cui morì una persona, c’erano anche ultras del Nizza. Quella sera la curva nord interista aveva preparato un agguato alla colonna di tifosi napoletani, in auto e furgoncini, diretti verso lo stadio San Siro a Milano. Durante gli scontri Daniele “Dede” Belardinelli, militante di estrema destra e leader del gruppo di ultras del Varese Blood & Honour, morì investito da un’auto.

Le indagini accertarono che assieme agli ultras interisti quella sera a Milano c’erano anche quelli del Varese, molti dei quali appartenenti al gruppo neofascista Comunità militante dei 12 Raggi e, appunto, quelli del Nizza.

Come accertò la Questura, i tifosi del Nizza erano già stati a Milano durante una partita non della loro squadra nel 2014, quando affiancarono gli ultras nella curva nord interista in una violenta sassaiola contro i tifosi del Saint-Etienne al termine di una partita di Europa League. Un anno dopo, il 2 agosto, sempre assieme agli ultras interisti parteciparono a violenti scontri con gli ultras napoletani al temine di un’amichevole estiva. In quell’occasione il lancio di razzi provocò un incendio e la chiusura dell’autostrada.

Le polizie di tutta Europa sanno bene che dietro gli scontri fuori dagli stadi non c’è mai solo una rivalità calcistica e che i gruppi ultras fanno parte di reti diramate in tutta Europa, quasi sempre a loro volta intrecciate con gruppi politici. E spesso con gruppi della criminalità organizzata che controllano gli affari delle curve, dalla vendita dei biglietti all’organizzazione delle trasferte, dal merchandising alla vendita di sostanze illegali.