(AP Photo/Daniel Ochoa de Olza, File)
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  • venerdì 6 Agosto 2021

In Spagna si litiga per la statua di un soldato

Non è ancora stata eretta ed è dedicata a un corpo militare legato al franchismo, ma secondo l'autore non ha connotazioni politiche

(AP Photo/Daniel Ochoa de Olza, File)
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Mentre in mezzo mondo da qualche anno si discute sull’opportunità di mantenere o rimuovere statue e monumenti eretti in passato, ritenuti simboli di un’eredità colonialista o razzista da riconsiderare, in Spagna ci sono discussioni simili provocate da una statua che però è stata appena costruita e che verrà eretta nel centro storico di Madrid, in Plaza de Oriente, dove tradizionalmente si riuniscono i nostalgici della dittatura di Francisco Franco. La statua ritrae un soldato della Legión, un corpo militare di élite che ha da poco compiuto 100 anni ed è noto per la violenza con cui condusse certe imprese del Novecento sotto la guida di Franco, prima da comandante e poi da dittatore.

Sebbene la Legión sia stata fondata nel 1920, quando la dittatura fascista di Franco non era ancora stata instaurata, in molti lo ritengono un corpo fortemente legato al periodo franchista e per questo ci sono state proteste contro il comune di Madrid e critiche da parte di storici militari come Luis Gonzalo Segura, secondo cui la Legión «non merita nessun tipo di omaggio».

La Legión venne fondata dal militare José Millán-Astray, amico e collaboratore di Franco, sul modello della legione straniera francese: allora si chiamava Tercio de Extranjeros, dal nome delle antiche formazioni militari istituite da Carlo V nel Cinquecento. L’idea era quella di attirare nuovi volontari e ridurre così il bisogno di coscritti.

Il corpo acquisì centralità dopo la battaglia di Annual in Marocco – allora protettorato della Spagna – nella quale l’esercito spagnolo venne clamorosamente sconfitto dalle truppe berbere ribelli. Era il 1921 e la Legión si affermò come corpo scelto simbolo delle rivendicazioni coloniali e nazionaliste spagnole, creandosi anche una retorica di arditismo che sarebbe diventata tipica delle organizzazioni fasciste europee, esemplificata dal motto ufficiale della Legión: Viva la Muerte.

Alcuni tratti distintivi della Legión sono le uniformi (portate spesso con la camicia sbottonata fino all’addome), il modo peculiare con cui marciano i soldati, la mascotte (una capra che sfila con i soldati nelle parate militari). E le campagne di cui fu protagonista negli anni Trenta, in particolare durante la Guerra civile spagnola: nel 1934 Franco guidò i legionari in un’offensiva contro i minatori delle Asturie in rivolta, reprimendo con brutalità le proteste. Poi, tra il 1936 e il 1939, la Legión fu protagonista di episodi come il massacro di Badajoz, in cui furono uccisi migliaia di civili e soldati dell’esercito repubblicano di sinistra.

– Leggi anche: La fine della guerra civile spagnola

Dopo la vittoria nella guerra civile, il regime di Franco ridusse il numero dei legionari e li mantenne di stanza in Marocco, a presidiare le enclavi spagnole in Nord Africa. Nella Spagna democratica, quindi a partire da metà anni Settanta, la Legión venne poi riformata e per un periodo non reclutò stranieri, motivo per cui il corpo prese il nome di Legión Española. Negli anni Novanta partecipò a numerose missioni di pace dell’ONU e venne aperta la possibilità di reclutamento alle donne.

La statua che si vorrebbe mettere a Madrid è alta sei metri e ritrae appunto un legionario. È opera dell’artista Salvador Amaya ed è stata commissionata dalla Fondazione del Museo dell’Esercito spagnolo. In Spagna se ne parla da maggio, da quando cioè il comune di Madrid ha cominciato l’iter burocratico per l’approvazione del monumento, in parte finanziato da una campagna di raccolta fondi a cui secondo la Fondazione hanno partecipato 700 persone.

Le critiche nei confronti del monumento sono dovute anche al fatto che in Spagna, per via della Ley de Memoria Histórica, non si possono commemorare il regime di Franco e la Guerra civile attraverso simboli o immagini legate a quel periodo. Ciononostante, esiste ancora una minoritaria ma radicata nostalgia del franchismo, e discussioni simili riemergono periodicamente. Il legionario ritratto nella statua – un soldato vissuto prima della dittatura – secondo i critici violerebbe quindi la legge, mentre Amaya sostiene il contrario: «La Legión è un corpo militare profondamente integrato con le nostre forze armate, e il monumento non contiene nessun elemento che contravvenga alla legge» ha detto parlando con El Diario. «Associarlo alla Ley de Memoria Histórica è totalmente arbitrario».

Tuttavia, secondo lo storico José Álvarez Junco, la Legión ebbe un ruolo importante nel portare la violenza degli scontri armati a un nuovo livello: la sua presenza sarebbe tra i motivi per cui in Spagna i combattimenti negli anni Trenta furono molto sanguinosi. Anche secondo lo storico militare Gonzalo Segura i legionari hanno una storia di violenza e sopraffazione da considerare prima di erigere loro un monumento: «In nessun altro paese europeo ci potrebbe essere un tributo del genere a un’unità militare la cui storia è fatta di massacri, uccisioni, stupri, torture e mutilazioni».

Secondo le previsioni, l’iter per l’approvazione della statua doveva concludersi alla fine della primavera, ma la Comunità autonoma di Madrid non ha ancora preso una decisione. Alla BBC ha semplicemente confermato di aver ricevuto la proposta della Fondazione del Museo dell’Esercito.