Londra, Regno Unito (AP Photo/Alberto Pezzali)
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  • giovedì 29 Luglio 2021

Nel Regno Unito sta finendo la terza ondata?

Nell'ultima settimana i nuovi casi positivi sono diminuiti rispetto alla precedente, portando a nuove analisi cautamente ottimistiche

Londra, Regno Unito (AP Photo/Alberto Pezzali)
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Nell’ultima settimana i nuovi casi positivi da coronavirus nel Regno Unito sono diminuiti rispetto alla precedente, facendo circolare le prime ipotesi tra gli analisti su una possibile fine della terza ondata, che era iniziata nel paese intorno alla metà del giugno scorso a causa della più contagiosa variante delta. I casi riscontrati sono stati quasi 230mila negli ultimi sette giorni: la situazione continua a essere difficile, ma la quantità di ricoveri è minore rispetto alle ondate precedenti grazie agli effetti della campagna vaccinale.

I vaccini sembrano avere influito più delle altre misure sul contenimento della nuova ondata. In buona parte del Regno Unito non ci sono praticamente più limitazioni, anche se viene ancora raccomandato di praticare il distanziamento fisico e di indossare le mascherine nelle situazioni più a rischio. Nonostante l’assenza delle restrizioni, i nuovi casi positivi rilevati sono diminuiti sensibilmente e nel giro di poche settimane: a metà luglio erano oltre i 50mila al giorno, mentre negli ultimi giorni sono stati circa la metà.

Occorreranno ancora alcuni giorni per stabilire se la terza ondata nel paese sia davvero entrata nella sua fase discendente, ma gli esperti sono relativamente ottimisti e ciò che sta accadendo nel Regno Unito potrebbe ripetersi in altri paesi, come l’Italia, dove i casi positivi continuano a essere in aumento.

Diversi elementi possono spiegare la riduzione dei casi degli ultimi giorni.

Vaccini
Il principale è la campagna vaccinale, che nel Regno Unito è progredita con una buona velocità e che ha portato ad avere ora il 56 per cento della popolazione completamente vaccinata (in Italia siamo intorno al 53 per cento). I vaccini offrono una buona protezione contro la COVID-19 e hanno mostrato di avere un’alta efficacia contro le forme gravi della malattia, riducendo di molto i ricoveri e i decessi.

Le cose da sapere sul coronavirus

Per avere una buona protezione anche contro la variante delta è necessario completare il ciclo vaccinale, solitamente con due dosi. Nel Regno Unito molte persone a metà giugno erano ancora in attesa di ricevere la seconda dose del vaccino di AstraZeneca, per il quale è necessario un tempo più lungo di attesa dopo la prima somministrazione. È possibile che il progressivo aumento di completamente vaccinati nell’ultimo mese abbia portato a una migliore difesa contro la variante delta, riducendo infine gli effetti della sua diffusione.

Cautele
Sulla riduzione dei nuovi casi positivi potrebbe avere influito un comportamento più responsabile da parte di molti individui, in seguito al marcato aumento dei contagi a partire da giugno a causa della variante delta. Un ritorno a decine di migliaia di nuovi casi al giorno ha indotto a ridurre i comportamenti a rischio, a privilegiare gli incontri all’aperto complice l’estate e a fare un maggiore ricorso alle mascherine e al distanziamento fisico, anche se non più obbligatori in molte circostanze.

Euro 2020
Alcune analisi ipotizzano che sull’aumento dei casi tra giugno e luglio possano avere influito gli Europei di calcio, visto che diverse partite – compresa la finale – si erano giocate nel Regno Unito. Le limitazioni per il pubblico erano ridotte e si erano verificati in più casi assembramenti di tifosi, non solo negli stadi. Derivare con certezza un aumento di casi da eventi di questo tipo è comunque difficile e sono ancora in corso studi e analisi.

Test
Nelle ultime settimane ci sono state alcune variazioni nella quantità di test svolti e questo potrebbe influire sulla rilevazione dei casi. Sono finite le scuole e di conseguenza si fanno meno test tra insegnanti e studenti, inoltre alcuni potrebbero aver deciso di non eseguire test anche se con qualche sintomo, per il timore di rovinarsi le ferie.

Ospedali e decessi
La terza ondata nel Regno Unito non è stata avvertita come le due precedenti negli ospedali, soprattutto grazie ai vaccini. Le persone ricoverate per COVID-19 sono quasi 6mila e sono continuate ad aumentare negli ultimi giorni. Come è ormai noto, le ospedalizzazioni iniziano a diminuire in ritardo rispetto alla riduzione dei nuovi casi positivi perché ci vuole tempo per guarire.

Se la riduzione dei contagi negli ultimi giorni si dovesse confermare, tra un paio di settimane si dovrebbero osservare le prime riduzioni dei ricoveri in ospedale. Lo stesso ritardo riguarda i decessi, solitamente gli ultimi a diminuire.

Attesa
Per comprendere se la terza ondata sia in fase discendente nel Regno Unito, occorrerà attendere qualche settimana anche per un altro motivo. La rimozione delle ultime restrizioni risale a una decina di giorni fa e il loro eventuale effetto negativo non è ancora visibile, nell’andamento dei contagi. I primi effetti sulle minori limitazioni potranno essere valutati tra una settimana circa, quando sarà trascorso tempo a sufficienza per farsi un’idea più completa.

Estate
Nel 2020 i nuovi casi da coronavirus si erano ridotti sensibilmente durante l’estate, periodo nel quale si tende a trascorrere più tempo all’aperto e molti luoghi ad alto rischio di contagio, come le scuole e gli uffici, sono meno frequentati. All’epoca non era però in circolazione una variante così contagiosa come la delta, che ha la capacità di diffondersi molto rapidamente. I suoi effetti negativi sono comunque mitigati dalla presenza dei vaccini, che nell’estate del 2020 non erano ancora disponibili.

Autorità sanitarie ed esperti si chiedono se con l’arrivo della stagione fredda possa verificarsi una nuova ondata, con la riapertura delle scuole e una maggiore frequentazione degli ambienti al chiuso.

Altri paesi
Diversi altri paesi europei e gli Stati Uniti nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con un sensibile aumento dei casi da coronavirus, proprio a causa della progressiva diffusione della variante delta. Seppure con qualche differenza, i dati mostrano andamenti comparabili a quelli britannici, con un marcato ritardo dovuto al fatto che la variante avesse iniziato a diffondersi nel Regno Unito prima rispetto ad altrove.

Nelle ultime settimane i casi positivi negli Stati Uniti sono aumentati del 145 per cento, con un aumento dei ricoveri soprattutto tra chi non era stato vaccinato. Al momento non ci sono segni di un rallentamento dei contagi, tanto che le autorità sanitarie statunitensi hanno di recente consigliato di tornare a indossare le mascherine al chiuso nelle situazioni più a rischio.

In Francia sempre negli ultimi 15 giorni l’aumento dei casi positivi è stato del 350 per cento, mentre sono rimasti bassi i ricoveri e i decessi. Nelle ultime giornate si è assistito ad aumenti più contenuti dei nuovi casi, ma è presto per stabilire se sia in corso un rallentamento come sta avvenendo nel Regno Unito.

In Spagna, dove i casi erano tornati ad aumentare prima rispetto ad altri paesi e sempre a causa della variante delta, i casi giornalieri continuano a essere oltre 25mila al giorno, ma la situazione sembra iniziare a stabilizzarsi. In Italia i casi hanno continuato ad aumentare da fine giugno e, per quanto con numeri più bassi di molti stati europei, al momento non ci sono indicazioni di rallentamento.