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  • mercoledì 28 Luglio 2021

La truffa dei Green Pass in vendita su Telegram

Un gruppo con 7mila iscritti promette il certificato dietro pagamento, senza vaccinazione, ma è un raggiro dal meccanismo consolidato

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Da quando il governo ha annunciato che dal 6 agosto il Green Pass sarà obbligatorio per accedere ai ristoranti al chiuso, al cinema, al teatro, in palestra, ai musei, nelle sagre, negli stadi, ai congressi e ai grandi eventi, sull’app di messaggistica istantanea Telegram sono nati diversi gruppi che promettono fornire il certificato di avvenuta vaccinazione a pagamento, senza aver davvero ricevuto il vaccino contro il coronavirus. È una truffa, e non perché sia una falsificazione di un documento ufficiale, ma perché quel fantomatico documento falsificato non viene poi fornito.

Si basa su di un meccanismo piuttosto consolidato: una volta inviati i soldi richiesti attraverso sistemi che non consentono di rintracciare i destinatari del pagamento, i gestori dei gruppi interrompono qualsiasi tipo di comunicazione e non inviano quanto promesso. Lo stesso metodo viene utilizzato da anni per finte vendite di moltissime altre cose, dagli occhiali agli strumenti musicali.

Tra i gruppi più popolari c’è Green Pass ITA, che attualmente ha oltre settemila iscritti. Nei messaggi pubblicati, i gestori del gruppo assicurano che grazie al loro aiuto si può ottenere il Green Pass senza sottoporsi a tamponi né alla vaccinazione (e anche se non si è guariti recentemente dalla COVID-19, la terza condizione a cui viene rilasciato). Basta inviare il numero di tessera sanitaria, un documento di identità, e soprattutto pagare.

Il listino prezzi è articolato: 100 euro per un Green Pass esclusivamente digitale, 120 euro per il Green Pass cartaceo, 300 euro per quattro famigliari, in versione digitale, 350 euro per il cartaceo. C’è anche un ulteriore sconto per una famiglia allargata: 450 euro per sei Green Pass digitali, 500 per sei documenti cartacei.

Per dare una parvenza di ufficialità, nel gruppo si trova anche una sezione “domande frequenti” con una serie di informazioni: la consegna del Green Pass avviene tra 48 e 72 ore dopo il pagamento e viene specificato che i documenti cartacei vengono spediti via posta entro cinque giorni lavorativi. Si legge anche che i Green Pass «non sono repliche, non documenti farlocchi», ma reali e validati, attivi, scansionabili e perfettamente in regola.

I gestori scrivono di aver già inviato 1.200 Green Pass, ma entrare in contatto con i presunti clienti non è possibile. «L’unica garanzia che possiamo offrire è la nostra parola e professionalità. Lasciamo che siano gli eventi a dare la prova: siamo gli unici in Italia ed in Europa ad offrire tale servizio», scrivono. Per dimostrare che la consegne vanno a buon fine, inoltre, vengono pubblicati screenshot di finti messaggi di ringraziamenti inviati da presunti clienti via Telegram e foto di Green Pass cartacei rilasciati da sistemi sanitari esteri.

Il contatto con i possibili truffatori avviene attraverso una chat privata, attraverso cui il gestore spiega i metodi di pagamento, alcuni dei quali consentono di ottenere uno sconto: se si paga con ricarica Postepay, con buoni regalo di Amazon o il sistema PaySafeCard il prezzo per il Green Pass è maggiore rispetto a quello richiesto se si paga con criptovalute.

Nelle informazioni generali del gruppo Green Pass ITA si fa riferimento a un utente Telegram chiamato DRFranceschi: nel suo profilo compare la foto di un medico seduto dietro a una scrivania. Grazie a una semplice ricerca è possibile risalire all’identità del medico, che effettivamente pratica la professione: si tratta un medico di base ligure, completamente estraneo alla truffa. Contattato dal Post, ha confermato di non sapere nulla del gruppo Telegram, aggiungendo che presenterà una denuncia alla polizia postale.

– Leggi anche: C’è una nuova, deludente teoria dietro la “truffa dei semi”

È bene ricordare che il Green Pass si ottiene gratuitamente solo dopo aver ricevuto almeno una dose del vaccino contro il coronavirus, essere risultati negativi a un test nelle 48 ore precedenti o se si è guariti dalla COVID-19 da meno di sei mesi. In Italia il “Green pass” viene emesso attraverso la Piattaforma nazionale-DGC, che è gestita dal ministero della Salute. La piattaforma integra automaticamente i dati di vaccini effettuati, tamponi e certificati di avvenuta guarigione forniti dalle regioni, dalle province autonome, dai medici di base e dai laboratori di analisi, e poi avverte i cittadini che il loro “Green Pass” è pronto per essere scaricato tramite sms o email.

Il certificato è disponibile su questo sito, a cui si può accedere inserendo i dati della tessera sanitaria o accedendo con identità digitale (SPID o carta di identità elettronica), ma anche sull’app Immuni o sull’app IO, cioè quella che consente di accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. Può essere stampato e conservato, e a breve dovrebbe essere disponibile anche nel Fascicolo sanitario elettronico regionale.

Qualora non si disponga di strumenti digitali si può richiedere anche al proprio medico di base, al pediatra o in farmacia, presentando la tessera sanitaria.