Paolo Damilano, candidato sindaco a Torino. (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Il centrodestra ha scelto chi candidare a Roma e Torino

Alle comunali si presenteranno rispettivamente l'avvocato Enrico Michetti e l'imprenditore Paolo Damilano, ma mancano Milano, Bologna e Napoli

Paolo Damilano, candidato sindaco a Torino. (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Dopo settimane di discussioni, tentennamenti, rinunce e tentativi di accordo, il centrodestra ha scelto i candidati a sindaco per le elezioni comunali del prossimo autunno a Roma e a Torino. A Roma il candidato è Enrico Michetti, 55enne avvocato e noto per una rubrica sull’emittente locale Radio Radio, vicino a Fratelli d’Italia; insieme a lui si presenterà come candidata vice sindaca Simonetta Matone, magistrata 68enne che ha già lavorato in diversi ministeri.

A Torino il candidato del centrodestra sarà invece Paolo Damilano, 56enne  imprenditore del settore vinicolo, dell’acqua minerale e della ristorazione, che per alcuni anni è stato presidente del Museo Nazionale del Cinema. Da mesi era citato come possibile persona individuata dalla coalizione del centrodestra per le comunali a Torino, appoggiato dalla Lega e inizialmente osteggiato da Forza Italia. Ma mancano ancora i candidati per diverse grandi città: in particolare Milano, Bologna e Napoli.

Per il centrodestra la questione delle candidature delle amministrative, che si terranno tra il 15 settembre e il 15 ottobre dopo essere state rinviate per via della pandemia, è stata complicata. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia faticavano da un lato a mettersi d’accordo, per via dei nuovi equilibri nella coalizione che vedono il partito di Giorgia Meloni sempre più influente, e dall’altro per la difficoltà a trovare persone disposte a candidarsi, considerate adatte al ruolo e con possibilità di vittoria. Alla fine la scelta è ricaduta, come chiedeva da tempo il leader leghista Matteo Salvini, su personalità esterne alla politica.

Simonetta Matone e Enrico Michetti. (ANSA)

Per Roma a lungo il centrodestra aveva provato a convincere a candidarsi l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, senza successo. Erano circolati poi vari nomi, da quello dell’ex ministro Maurizio Gasparri a quello della senatrice Giulia Buongiorno. Alla fine la lista sembrava essersi ridotta a Michetti e Matone, che formeranno un “ticket”. L’avversario del centrosinistra sarà il vincitore delle primarie che si terranno il 20 giugno, e che salvo sorprese sarà l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Si ricandiderà la sindaca uscente Virginia Raggi, del Movimento 5 Stelle, che probabilmente si giocherà l’accesso al ballottaggio con Gualtieri e Michetti. L’altro candidato principale è il leader di Azione Carlo Calenda.

A Torino non si ricandiderà invece la sindaca uscente Chiara Appendino del M5S, che non ha ancora deciso chi presentare al suo posto. Il centrosinistra terrà invece le primarie questo weekend: i candidati sono il radicale Igor Boni, l’indipendente di sinistra Francesco Tresso, e i rappresentanti del PD Stefano Lo Russo e Enzo Lavolta. In ballo c’è anche la possibilità di un’alleanza successiva con il M5S.

Tra le grandi città che voteranno in autunno, il centrodestra non ha ancora scelto chi candidare a Milano, dopo che i tentativi di convincere l’ex sindaco Gabriele Albertini non hanno avuto successo. La sfida sarà con l’uscente Beppe Sala, che ha buone possibilità di essere rieletto, soprattutto se il centrodestra non tirerà fuori un nome forte. Manca anche il candidato del centrodestra a Bologna, città per cui il centrosinistra farà sempre le primarie, tra l’assessore Matteo Lepore, del PD, e la sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, di Italia Viva.

Il centrodestra non ha ancora deciso nemmeno su Napoli, l’altra grande città che rinnoverà il sindaco. Potrebbe decidere di appoggiare la candidatura del magistrato Catello Maresca, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia, che si è già candidato con una lista civica. Il PD qui ha fatto un accordo con il M5S per candidare Gaetano Manfredi, ex rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II, ministro dell’Università con il governo Conte II. Ma è candidato come civico anche Antonio Bassolino, già sindaco tra il 1993 e il 2000 con il centrosinistra, e poi presidente della Campania nei dieci anni successivi.