Harry Styles ai Grammy, 14 marzo 2021 (Kevin Winter/Getty Images for The Recording Academy)
  • Moda
  • martedì 4 Maggio 2021

Com’è che gli uomini hanno iniziato a mettersi lo smalto

La manicure maschile è antica e le rockstar lo usano da tempo, ma le unghie sgargianti che si vedono in giro sono una cosa nuova

Harry Styles ai Grammy, 14 marzo 2021 (Kevin Winter/Getty Images for The Recording Academy)

La scorsa settimana il cantante Fedez, noto anche per essere il marito dell’influencer Chiara Ferragni, ha messo in commercio una linea di smalti da uomo, NooN By Fedez, realizzata insieme a Layla Cosmetics, la più antica azienda italiana di smalti. Sono semipermanenti e in sei colori scelti da Fedez: bianco gesso, nero, rosso, aragosta, giallo lime, e uno trasparente alla luce e fluorescente al buio; costano 17,75 l’uno.

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Fedez non è né il primo né l’unico artista maschio a tingersi le unghie e nemmeno a mettere in vendita una sua linea di smalti, e anzi negli ultimi anni lo smalto è stato portato da cantanti, attori, rapper e celebrità internazionali e italiane – da Harry Styles ad Achille Lauro – mentre prima ancora, negli anni Settanta, era un simbolo di ribellione e controcultura. La novità è che nell’ultimo anno, soprattutto in Regno Unito e negli Stati Uniti, ha iniziato a comparire sulle unghie di uomini e ragazzi che non sono personalità dello spettacolo o di internet, che se lo mettono senza particolari messaggi e rivendicazioni, semplicemente per il gusto di farlo. La tendenza è stata notata da riviste maschili e di moda – a gennaio Esquire scriveva che il 2021 sarebbe stato l’anno della Mencure, un gioco di parole tra manicure e men, uomini – e anche da aziende di cosmetici, che stanno proponendo delle linee di smalti dedicate.

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Nei secoli l’idea di mani curate e unghie dipinte non è stata associata esclusivamente alle donne come oggi. Ritrovamenti nelle tombe reali nella città di Ur, in Mesopotamia, risalenti al 3.200 a.C., testimoniano che erano gli uomini a tingersi le unghie e in particolare i guerrieri, per intimidire il nemico in battaglia. In Cina se le coloravano uomini e donne con un miscuglio di cera d’api, albumi d’uovo, gelatina, coloranti vegetali e gomma arabica. Suzanne Shapiro, autrice di Nails: The Story of the Modern Manicure, racconta di mummie egiziane di entrambi i sessi con unghie dorate o colorate di hennè. Nel XV secolo d.C. anche i guerrieri Inca si tingevano le unghie e le decoravano con ritratti di aquile, un segno di forza e potere.

Harry Styles nel 2019
(Rich Fury/Getty Images for Spotify)

Durante il Medioevo, invece, l’abitudine cadde in disuso ed è forse nei secoli successivi che rinacque associata alle donne. Le aristocratiche britanniche dell’epoca vittoriana (1837-1901) portavano unghie accuratamente pulite e a forma ovale. Nell’Ottocento la manicure era molto diffusa anche in Francia, come si legge in Madame Bovary, il romanzo di Gustave Flaubert ambientato tra la fine del 1820 e il 1846: la protagonista aveva unghie candide «lucide, appuntite, più levigate degli avori di Dieppe e fatte a mandorla». In quello stesso periodo, comunque, re Luigi Filippo di Francia (1830-1848) si faceva fare periodicamente la manicure da un uomo chiamato Monsieur Sitts. Sempre Shapiro racconta che nella Parigi del 1879 aprirono i primi saloni per la manicure, dove però le unghie erano solo limate e lucidate: non erano posti troppo diversi da quelli di oggi, visto che «donne (e qualche uomo) leggevano e aspettavano il proprio turno a uno dei tavoli, apparecchiato con una bacinella, strumenti e trattamenti per le unghie».

La storia dello smalto moderno iniziò con l’epoca industriale e l’invenzione delle lacche di nitrocellulosa, che erano usate per dipingere le automobili. Alcune donne le usarono per tingersi le unghie, come scrive Susan Stewart, autrice di Painted Faces: A Colorful History of Cosmetics, trovandole più pratiche delle paste e delle polveri che si applicavano con un panno e che davano solo una sfumatura rosa. Nel 1915 l’azienda americana Cutex – fondata nel 1911 a New York dal chimico Northam Warren, che aveva fatto successo con il Cutex Cuticle Remover, un liquido che rimuoveva le cuticole – lanciò sul mercato un liquido trasparente per le unghie a base di nitrocellulosa e nel 1917 un altro di colore rosa. La popolarità dello smalto si affermò nel 1928, quando venne messo in vendita anche l’acetone per rimuoverlo, e nell’anno successivo, quando l’azienda francese Revlon lanciò il primo smalto a lunga durata in rosa e in rosso.

Lo smalto ormai si era imposto come cosa da donne e – tranne rari casi come quello dell’attore e icona queer Quentin Crisp, che si tingeva le unghie d’oro negli anni Trenta – rispuntò sulle unghie degli uomini negli anni Settanta. Erano soprattutto rockstar come Lou Reed, Mick Jagger, Iggy Pop e David Bowie, che rifiutavano di seguire le restrittive norme di genere imposte dalla società dell’epoca. Poi negli anni Novanta arrivò Kurt Cobain dei Nirvana, descritto in un ritratto così dalla rivista Esquire: «porta smalto rosso scheggiato. Ha i capelli biondi, sporchi e umidicci, che incorniciano un viso di inaspettata bellezza». In quegli anni lo smalto si diffuse tra i teenager appartenenti alla controcultura gotica, punk, glam rock ed emo, che facevano largo uso di rossetto, eyeliner (il fluido che si applica sulla palpebra superiore) e smalto neri.

Negli ultimi anni lo smalto sulle unghie maschili è tornato di moda con uno spirito e in una cerchia totalmente nuovi. Aveva già fatto capolino sui giornali nel 2002, quando il calciatore inglese David Beckham si era presentato al battesimo del figlio dell’attrice Liz Hurley con uno smalto rosa acceso, coordinato con quello della moglie Victoria. Beckham è considerato il principale esempio di metrosexual, un neologismo coniato nel 1994 per indicare uomini eterosessuali che si prendono cura del proprio aspetto in modo nuovo, appropriandosi di strumenti e comportamenti considerati tradizionalmente femminili: creme per la pelle, cosmetici, depilazione e cura dell’alimentazione. Anche il calciatore Cristiano Ronaldo, altro modello di uomo metrosexual, sfoggiò – ma più avanti, nel 2017 – smalto nero sulle unghie dei piedi, facendo discutere.

In tempi più recenti a questa motivazione sorniona, narcisa e leggera se n’è aggiunta un’altra: la fluidità di genere. La mescolanza dei confini tra maschile e femminile – negli abiti, negli accessori e anche nella bellezza dei corpi – è diventata un imperativo della moda contemporanea e sempre più ragazzi e ragazze giocano a confondere la propria immagine e identità, indossando vestiti associati tradizionalmente all’altro sesso; anzi, l’idea è che una distinzione categorica non esista più e che chiunque possa utilizzare qualsiasi vestito, colore e ornamento per esprimere la propria personalità.

 

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È con questo spirito che lo smalto si è diffuso prima tra personaggi famosi e poi, su loro esempio, tra i loro follower e fan, anche eterosessuali. Lo indossano abitualmente il cantante Harry Styles (pare che il suo colore preferito sia il Mint Candy Apple della nota marca Essie), l’attore Jared Leto, i rapper Bad Bunny e A$AP Rocky, gli stilisti Marc Jacobs e Demna Gvasalia e, in Italia, Damiano del gruppo musicale Måneskin, il cantante Achille Lauro, il produttore musicale Boss Doms e prima ancora Morgan. L’anno scorso gli attori Zac Efron e i fratelli Chris e Liam Hemsworth si erano dipinti un’unghia per la campagna Polished Man, che invita a farlo per attirare l’attenzione sui bambini vittime di abusi. Prima di loro, negli anni, era stato visto sul regista Quentin Tarantino, abitualmente sul giocatore di basket Dennis Rodman, sugli attori Antonio Banderas e Johnny Depp e sul cantante Max Gazzè a una serata del Festival di Sanremo.

 

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Il fenomeno era già nell’aria da tempo: Hammer & Nails, il primo salone di Los Angeles specializzato in manicure per uomini, aprì nel 2013. Un’altra tappa fu la sfilata della collezione maschile di Balenciaga per l’autunno-inverno 2017, quando il direttore creativo dell’azienda di moda, Demna Gvasalia, collaborò con la nail artist (cioè un’artista dell’arte delle unghie) Mei Kawajiri, seguitissima su Instagram per gli articolati disegnini sulle unghie dei suoi clienti. Kawajiri disse che aveva «sempre sognato di occuparsi delle unghie per una sfilata maschile», e disegnò su quelle dei modelli i loghi di Balenciaga e del gruppo del lusso che la controlla, Kering. Cinque mesi dopo Kawajiri aprì un negozio pop up (cioè temporaneo) a Parigi: «l’80 per cento dei clienti furono giovani ragazzi alla moda», racconta. E aggiunge che «ora la manicure è uno degli strumenti che ti rendono figo, come i tatuaggi, i piercing o il trucco».

Jose Portes, influencer di unghie da uomo

 

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Ad agosto il Guardian scriveva che fino a un po’ di tempo prima gli uomini attenti al proprio aspetto ammorbidivano la barba con la cera apposita, si toglievano i peli dalle sopracciglia o si facevano fare un massaggio: oggi invece si fanno una manicure. Lo conferma anche Amy Lin, fondatrice di Sundays Studio, un salone di unghie a New York che organizza i Menicure Mondays, i lunedì in cui la manicure è dedicata agli uomini: si presentano «il padre con la figlia di 5 anni, il consulente d’affari, gli uomini che lavorano in un’agenzia creativa». Tra i suoi clienti celebri ci sono invece Travis Scott, A$AP Ferg, Marc Jacobs e lo stesso Gvasalia (che una volta si fece dipingere personaggi dei Simpsons e loghi di catene fast-food).

 

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Secondo GQ la tendenza è stata accelerata dal lockdown deciso un po’ in tutto il mondo per contenere il coronavirus: in questo periodo di noia, ozio e solitudine, molte persone hanno sperimentato con il proprio aspetto fisico. Su Instagram e TikTok sono spuntati video e immagini di manicure maschili che sono diventate così «parte centrale dello stile individuale, la risposta estetica del 2020 ai capelli decolorati e i tatuaggi fatti a mano che sono stati la moda degli anni scorsi».

Molti tra quelli che portano lo smalto oggi, quindi, non lo fanno per essere rivoluzionari e ribelli o per mandare qualche tipo di messaggio: si tingono le unghie semplicemente perché gli piace, magari perché desideravano farlo da ragazzini quando lo vedevano su Kurt Cobain ma vivevano in un ambiente troppo conservatore per imitarlo. Jonathan Reed, attivista che si occupa di espandere l’idea tradizionale di mascolinità, ha spiegato su Medium che si tinge le unghie di rosso «quando mi sento triste o perso: è come un ricordo visivo di un tempo in cui ero felice e completo. È un pezzo della mia identità personale e mi fa andare avanti nei tempi difficili». Motivazioni simili si ritrovano sul canale Male polish della piattaforma Reddit, dove vengono condivise foto e consigli tra maschi su come decorarsi le unghie.

 

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Molte aziende di bellezza stanno cercando di intercettare i desideri di questa nuova clientela. La scorsa estate Chanel aveva introdotto nella sua linea di cosmetici maschili due sfumature di smalto per uomini – nero e naturale – mentre Essie sta lavorando a una linea di smalti ad asciugatura rapida rivolta a donne e uomini. A luglio Faculty, un’azienda newyorkese specializzata nella cura per la pelle maschile, ha lanciato il suo primo prodotto per le unghie: uno smalto color verde muschio. Uno dei suoi fondatori, Fenton Jagdeo, ha raccontato che l’azienda vuole rivolgersi ai millennials e alla generazione Z (cioè i nati, rispettivamente, dagli anni Ottanta a metà anni Novanta, e poi da qui fino al 2010) che hanno regole meno rigide sull’identità di genere: «ascoltano A$AP Rocky, il gruppo sudcoreano dei BTS e si divertono a dipingere i capelli di rosso, colorarsi le unghie, andare in skateboard; sono anche molto consapevoli delle tematiche ambientali e sociali».

 

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In generale, scrive il Wall Street Journal, agli uomini piacciono di più le tinte scure come il nero e il blu, da abbinare a guardaroba dai colori neutri. Anche il giornalista di Esquire Garrett Munce, che si tinge le unghie da tempo, consiglia sfumature scure che stanno bene con tutto: blu, grigio, nero. È convinto che la nuova popolarità dello smalto sia dovuta alla poca cura che ci vuole nel metterlo: chiunque è in grado di farlo, costa poco e se non piace lo si può levare in un lampo. Munce ricorda comunque che le regole estetiche stanno cambiando ma non così rapidamente e che molti potrebbero avere ancora una certa perplessità a stringere una mano maschile con le unghie colorate: per questo consiglia di stare alla larga dai rosa di Harry Styles e dai gialli di Bad Bunny e di scegliere qualcosa di sobrio ed elegante.

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