(Justin Sullivan/Getty Images)
  • Scienza
  • mercoledì 28 Aprile 2021

Le regole per le mascherine vanno riviste?

In certe situazioni all'aperto se ne può fare a meno, dicono le autorità sanitarie americane, soprattutto all'aumentare dei vaccinati

(Justin Sullivan/Getty Images)

Negli Stati Uniti le autorità sanitarie federali hanno da poco aggiornato le linee guida sull’utilizzo delle mascherine, consigliando ai singoli stati americani di non renderle più obbligatorie all’aperto in determinate circostanze. Le nuove indicazioni sono coerenti con le valutazioni di vari esperti, che nelle ultime settimane avevano avviato un dibattito piuttosto acceso negli Stati Uniti sull’opportunità o meno di continuare a indossare le mascherine all’aperto.

In linea di massima, gli esperti concordano sul fatto che i rischi di contagio all’aperto siano molto bassi, specialmente se si è da soli o insieme a poche persone e si mantengono le distanze. Gli individui vaccinati hanno ulteriori tutele: sono protetti dalle forme gravi di COVID-19 e se infetti dovrebbero essere meno contagiosi, quindi potrebbero assumere qualche precauzione in meno, se le regole glielo consentissero. Il tema del cambiare le norme sulle mascherine è del resto dibattuto da tempo in vari paesi, compresa l’Italia dove i decreti impongono che si indossino sempre le mascherine quando ci si trova fuori casa, salvo rare eccezioni.

Mascherine
Da circa un anno le mascherine sono utilizzate quotidianamente da centinaia di milioni di persone in giro per il mondo e, secondo gli esperti, hanno contribuito enormemente a rallentare la diffusione della pandemia. Nella primavera del 2020 divenne via via evidente che il coronavirus si diffondesse per lo più per via aerea, tramite le piccole gocce di saliva che emettiamo tossendo, starnutendo, parlando ad alta voce (droplet) e in alcuni casi semplicemente respirando (aerosol).

La concentrazione delle particelle virali può essere molto alta negli ambienti al chiuso, dove c’è uno scarso ricambio di aria, mentre è raro che sia rischiosa all’aperto, dove si possono mantenere più facilmente le distanze e le particelle virali sono assai diluite nell’aria. Per questo gli esperti consigliano di utilizzare sempre le mascherine al chiuso, mantenendo inoltre una distanza di sicurezza tra 1 e 2 metri, e di impiegarle all’esterno in tutte le circostanze in cui non si possa praticare il distanziamento fisico.

Le cose da sapere sul coronavirus

Incontri
Incrociare per qualche secondo una persona senza mascherina su un marciapiede non affollato o lungo un sentiero di montagna costituisce un rischio estremamente basso: se quella persona fosse contagiosa, non avrebbe il tempo di emettere una quantità di particelle virali tale da trasmettere al prossimo il coronavirus. Anche nel caso in cui tossisse o starnutisse, il rischio di ricevere una dose sufficiente di particelle virali rimarrebbe basso.

Le cose cambiano nel caso in cui si abbiano incontri di maggiore durata all’aperto. Una chiacchierata per strada tra due amici senza mascherina può, in alcuni casi, diventare fonte di contagio: il tempo di esposizione alle particelle virali aumenta e l’eventuale minore distanza durante la conversazione può contribuire a fare aumentare i rischi. In questi casi è quindi consigliabile tenere la mascherina, ricordandosi di coprire sia il naso sia la bocca.

Pasti
Il rischio di contagio aumenta sensibilmente quando si consuma un pasto, condizione che inevitabilmente rende impossibile l’impiego delle mascherine. Il rischio è molto alto al chiuso, mentre è relativamente inferiore all’aperto e spiega perché in Italia il governo abbia di recente deciso di consentire la riapertura di bar e ristoranti, a patto che il servizio sia effettuato all’aperto. Rimanere comunque a lungo a un tavolo con altre persone comporta qualche rischio, e per questo è consigliabile mantenere una buona distanza e utilizzare la mascherina nei tempi morti, per esempio mentre si attendono le ordinazioni.

Milano, 26 aprile (LaPresse – Claudio Furlan)

Obbligo
Dallo scorso autunno in alcuni paesi come l’Italia l’impiego delle mascherine all’aperto è obbligatorio, salvo qualche eccezione e «i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente». Anche se i rischi di contagio all’esterno sono bassi, si è ritenuto che un unico obbligo per quasi tutte le circostanze fosse più semplice e immediato da fare osservare, rispetto a regole più articolate e non sempre di facile interpretazione.

Le mascherine obbligatorie sempre, salvo nel caso in cui si faccia attività fisica individualmente, hanno via via ridotto il rischio che qualcuno non le indossasse perché le aveva lasciate a casa, oppure che entrasse in negozi e locali senza averne una con sé, con rischi di contagio molto più alti trattandosi di luoghi al chiuso.

Se da un lato questa politica ha escluso le ambiguità, secondo alcuni ha trasmesso il messaggio sbagliato sulle possibilità di contagio all’aperto, facendo sovrastimare il rischio a molte persone. Con l’arrivo della stagione calda e l’aumento delle possibilità di rimanere fuori, c’è chi ha iniziato a chiedersi se non fosse arrivato il momento di rivedere l’obbligo per le mascherine all’aperto. Se ne è parlato molto negli Stati Uniti, complici i buoni risultati ottenuti finora con la campagna vaccinale.

Le nuove indicazioni negli Stati Uniti
Martedì 27 aprile, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), una delle più importanti autorità di controllo sulla sanità pubblica negli Stati Uniti, hanno aggiornato le linee guida sull’utilizzo delle mascherine aggiungendo diverse circostanze nelle quali possono farne a meno sia i vaccinati sia gli altri. Trattandosi di una delle istituzioni sanitarie più importanti al mondo, le valutazioni dei CDC potrebbero indurre altri paesi a rivedere le regole applicate finora.

Per quanto riguarda le attività all’aperto, i CDC dicono che si può fare a meno della mascherina mentre si fa una passeggiata, si va a correre o si fa una gita in bici con i propri conviventi. La stessa regola si applica nel caso di incontri tra un numero contenuto di persone all’esterno che siano state vaccinate; se nel gruppo sono presenti sia vaccinati sia non vaccinati è consigliato l’uso della mascherina per questi ultimi. La mascherina per i non vaccinati è consigliata anche nel caso di una cena con amici all’aperto; i CDC avvisano che in questo caso l’attività è meno sicura per chi non ha ricevuto il vaccino.

Per le attività al chiuso i CDC continuano invece a consigliare sempre l’impiego della mascherina, sia per i vaccinati sia per chi non ha ricevuto il vaccino. A seconda dei casi, come prevedibile, i rischi sono più bassi per i vaccinati e più alti per gli altri, specialmente nel caso di situazioni in cui ci sono molte persone e non può essere garantito un buon ricambio d’aria. Per i non vaccinati, i CDC indicano come poco sicuro andare al cinema, mangiare al chiuso al ristorante e partecipare alle cerimonie religiose molto affollate.

La regola “due su tre”
Di recente il New York Times ha segnalato la cosiddetta regola “due su tre” che può aiutare a comprendere facilmente quando sia opportuno o meno utilizzare le mascherine all’aperto, naturalmente nei paesi dove non ci sia un obbligo generalizzato come in Italia.

Le condizioni da prendere in considerazione sono essere all’aperto e la possibilità di praticare il distanziamento fisico. Se si soddisfano entrambe le condizioni si può stare senza mascherina senza correre particolari rischi; se si soddisfa solo una delle due condizioni, allora l’uso della mascherina è sempre consigliabile.

Rischio
Fare una valutazione del rischio accurata nel caso delle malattie che si trasmettono per via aerea non è semplice, proprio perché nelle circostanze che potrebbero favorire un contagio intervengono quasi sempre numerose variabili. Un gruppo di ricercatori italiani del CNR e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) della Lombardia, per esempio, ha realizzato un modello matematico per calcolare dopo quanto tempo una persona viene infettata rimanendo all’aperto a Milano.

Il modello è stato impostato immaginando uno scenario piuttosto negativo, con il 10 per cento della popolazione della città infettata con il coronavirus. Secondo i calcoli, se un individuo evitasse i luoghi affollati, dovrebbe rimanere per quasi 32 giorni continuativamente all’aperto per inalare infine una quantità tale di particelle virali da causare un contagio. Il risultato, da prendere con qualche cautela, indica che nel caso in cui ci siano distanziamento e manchino contatti diretti il rischio di essere contagiati è estremamente basso all’aperto.

Difficoltà e comunicazione
Vedere persone per strada, nei parchi e in spiaggia senza mascherina dopo avere passato mesi a indossarle quasi sempre potrebbe fare uno strano effetto a molti, e trasmettere una sensazione di minore sicurezza. Eppure, all’aumentare dei vaccinati è probabile che molti paesi decidano di rivedere l’obbligo di mascherina, riservandolo per le situazioni ancora a rischio e che abbiamo visto in precedenza. Queste scelte dovranno essere accompagnate da una comunicazione chiara per evitare che siano percepite in contraddizione con le precedenti. Naturalmente ciascuno sarà poi libero di continuare a indossare le mascherine anche all’aperto quando è da solo, se si sentirà più tranquillo e tutelato.

Come quello sul coprifuoco, è prevedibile che il confronto sulle mascherine torni di attualità anche in Italia, con l’arrivo dell’estate e l’aumento della popolazione vaccinata. Fino ad allora, varrà la regola che ormai conosciamo: indossare la mascherina sempre, anche all’aperto, salvo quando si fanno particolari attività come quelle sportive.