Un film nato da un racconto su Twitter

Nel 2015 una cameriera di Detroit descrisse in un “thread” un suo spericolato viaggio in Florida: qualcuno disse che era una storia da film, e in effetti

Questa settimana è stato pubblicato il trailer di Zola, un film tratto da un thread di Twitter diventato virale nel 2015 e scritto da Aziah Wells, un’allora diciannovenne cameriera di Detroit nota anche come “Zola”. Il thread – cioè una concatenazione di messaggi – era composto da 148 tweet e raccontava, con tante parole e con qualche immagine, le incredibili vicende che si erano innescate quando Zola aveva accolto l’invito di Jessica, una spogliarellista, a fare un viaggio insieme in Florida. Il piano delle due era di fare quanti più soldi possibili come spogliarelliste, solo che poi le cose presero tutta un’altra piega. Era in effetti una storia che, come scrisse il settimanale Time, «aveva tutti gli elementi di una grande sceneggiatura: amicizia, amore, tradimento, vendetta, suspense, azione e momenti divertenti».

Il thread divenne effettivamente una sceneggiatura, e la sceneggiatura un film, il cui arrivo nei cinema è previsto per l’estate.

A inizio anno Zola fu presentato tra generali apprezzamenti al Sundance Film Festival, e anche il trailer sta attirando attenzioni positive. Ma del film si parla soprattutto in quanto ispirato a quella storia raccontata su Twitter, che già nel novembre del 2015 fu in parte smentita da due articoli, uno del Washington Post e uno di Rolling Stone. Il primo a muoversi per trasformare la storia in un film fu James Franco, che però abbandonò il progetto che passò quindi a Janicza Bravo, che come Wells è una donna ed è nera.

Il thread di Zola iniziava così, con la protagonista che chiedeva – allegando alcune foto di lei e Jessica – se qualcuno fosse interessato a sentire le vicende. Sarebbe stata una storia lunga, avvertiva, ma piena di suspense. Zola raccontava poi di aver conosciuto Jessica mentre faceva la barista, e che le due si misero subito a ballare, scambiandosi quindi i rispettivi numeri di telefono.

Nei successivi tweet Zola raccontava come il giorno successivo Jessica l’avesse invitata a partire insieme per un viaggio in Florida, proposta che lei accettò. Una volta arrivate, a lei e a Jessica si unirono poi anche Jarrett, il fidanzato non particolarmente scaltro di quest’ultima, e un uomo nigeriano che veniva chiamato “Z” e che veniva inizialmente presentato come suo amico coinquilino.

Zola scopriva poi che, sebbene pensasse che avrebbero fatto le spogliarelliste, il piano di Z – che in realtà era una sorta di “pappone” di Jessica – era di farle prostituire. E, in effetti, sempre stando alla versione di Zola, è quello che poi Jessica si mise a fare. Era “Z” a obbligarla, senza che Jarrett ne fosse a conoscenza: a quel punto, Zola raccontava di aver provato a prendere in mano la situazione, innescando una serie di avventure, disavventure e incidenti che compresero tentativi di truffa e azioni violente e criminali.

La storia era «un incrocio tra Spring Breakers e Pulp Fiction, raccontato però da Nicki Minaj». La definizione, che cita la rapper Nicki Minaj in riferimento al linguaggio spesso scurrile usato da Zola, è di David Kushner, autore dell’articolo di Rolling Stone che provò, per quanto possibile, a verificare i fatti alla base del thread. «Molti dettagli sembrano tornare» scrisse Kushner, che però aggiunse: «la stessa cosa non si può tuttavia dire di un paio di punti chiave della storia». Per esempio Jessica sostenne che lei non si prostituì mai e che fu Zola a proporre di andare in Florida. La stessa Zola, tra l’altro, ammise a sua volta di aver modificato a fini narrativi qualche pezzo del suo racconto: per esempio quelli che raccontavano di un tentato suicidio e del fatto che qualcuno sparò a qualcun altro.

A proposito del thread, Zola disse che prima che diventasse condiviso e famoso aveva iniziato a pubblicarlo un altro paio di volte, rimuovendo però tutti i tweet visto che nessuno sembrava curarsene. A suo dire, quindi, le aggiunte servirono a renderlo un po’ più interessante.

Al termine del suo lungo e dettagliato articolo, Kushner scrisse che Zola e Jessica non si erano più viste né sentite dopo gli eventi raccontati nel thread. Jessica – il cui personaggio nel film si chiama invece Stefani – disse che Zola le stava «rovinando la vita». Zola, invece, sostenne che dopo il successo del suo thread (che nel frattempo non è più su Twitter) stava valutando la possibilità di fare l’autrice o anche solo di partecipare a qualche reality show: «penso di essere divertente», disse.

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Qualche mese dopo l’articolo di Rolling Stone, nel febbraio 2016, fu annunciato che gli sceneggiatori Andrew Neel e Mike Roberts si erano nel frattempo messi al lavoro su una sceneggiatura tratta da quel thread, e che James Franco ne sarebbe stato regista e coproduttore. Dovette però abbandonare il ruolo dopo che alcune donne lo accusarono di abusi di potere e comportamenti inappropriati nei loro confronti.

Janicza Bravo, scelta al suo posto come regista, raccontò di essersi trovata davanti a una sceneggiatura «molto mascolina» ma aggiunse che il lavoro maggiore consistette invece nel «dare alla storia una voce più giovane, più elettrica e più nera». Parlando di Wells, Bravo disse di averla trovata «più piccola e più dolce» rispetto al personaggio del suo thread. Secondo diversi critici, tra i migliori aspetti di Zola c’è il modo in cui è stato riscritto e diretto da Bravo, a prescindere dalla storia, dalla sua genesi e dalla sua  generale attendibilità. «Sebbene si sviluppi dalle mediocri pretese di Twitter» ha scritto Richard Lawson su Vanity Fair «il mondo cinematografico creato da Bravo non è finto, e riesce colpirti alla pancia. Semplicemente, è l’America: spesso spaventosa, a volte tristemente divertente, e sempre presa dalla sua entropia».

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