Tokyo, Giappone (EPA/KIMIMASA MAYAMA)

Comprare una PlayStation 5 è difficilissimo

Per chi vuole pagarla a prezzo di listino, almeno: c'entrano il marketing, i bagarini e naturalmente la pandemia

Tokyo, Giappone (EPA/KIMIMASA MAYAMA)

Per più di tre mesi, Alessandro le ha provate tutte per comprare una PlayStation 5 online. Alla fine ci è riuscito: nel giro di due giorni, su due negozi online diversi, ha fatto due ordini nella speranza che almeno uno andasse a buon fine. Si è ritrovato con due console. Su Facebook, in un gruppo di appassionati dove aveva condiviso il suo successo, gli è stato chiesto come aveva fatto, dal momento che la PlayStation 5, pur essendo in vendita da novembre, risulta esaurita in tutti gli e-commerce. «I drop (le occasioni in cui gli e-commerce ne mettono in vendita in quantità limitata, ndr) a volte durano mezz’ora, a volte qualche minuto. Io ero in macchina, ho ricevuto la notifica da Telegram, mi sono fermato e ho fatto l’ordine» ha raccontato.

Il giorno dopo, alle 5 del mattino, Alessandro ha fatto un secondo ordine: appena sveglio aveva visto un post su Facebook che segnalava la disponibilità di PlayStation 5 su un altro e-commerce, con ritiro in negozio, e ne ha approfittato non fidandosi del tutto del sito dove aveva fatto il primo ordine. Ora che ha due PlayStation 5 da ritirare, Alessandro sta cercando, sempre su Facebook, qualcuno che abiti vicino a lui a cui venderne una.

Nei gruppi di Facebook, Telegram e Twitch dedicati alla PlayStation 5, si possono leggere decine di storie simili a quella di Alessandro, anche se la maggior parte finisce con un fallimento. Sia in Italia che nel resto del mondo la PlayStation 5 è quasi introvabile. Chi è disposto a pagarla molto di più del prezzo di listino (500 euro nella versione “Standard”, 400 euro l’edizione “Digital”), prova a comprarle dai bagarini su eBay, Subito.it e Facebook Marketplace. Chi invece vuole pagare il prezzo vero, non può fare molto di più che iscriversi ai gruppi nati sui social network proprio per monitorare le disponibilità degli e-commerce. Per accaparrarsene una bisogna stare pronti a fare l’ordine appena arriva la notifica, perché quelle disponibili vanno esaurite sempre in pochi minuti. Anche a quel punto comunque bisogna aspettare a festeggiare: molte persone si sono ritrovate senza niente in mano, pur avendo fatto ordine e pagamento, a causa dell’incapacità degli e-commerce di gestire il gran numero di richieste.

Perché così tanti la vogliono?
L’uscita della PlayStation 5 è arrivata sette anni dopo quella della PlayStation 4, e in contemporanea con Xbox Series X di Microsoft, il principale concorrente di Sony nel mercato delle console. Negli ultimi sette anni, la PlayStation 4 è stata la console per videogiochi più venduta nel mondo, con circa 112 milioni di unità. «Sony è un po’ come Apple: è un marchio blasonato» spiega al Post il fondatore del gruppo Telegram “PlayStation 5 Italia | MIT”, che ha più di 5mila iscritti ed è uno dei più grandi in Italia: «Chi compra la PlayStation 5 non lo fa per le caratteristiche, ma perché vuole quel modello lì. In Italia e in Europa, le vendite della scorsa generazione di console hanno mostrato che le persone compravano molte più PlayStation che Xbox. E infatti negli ultimi mesi l’Xbox è stata più disponibile (a volte si trova anche nei negozi della grande distribuzione), mentre la PlayStation è molto più difficile da comprare».

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Oltre al marchio, alle caratteristiche tecniche assai potenziate e all’usabilità migliorata, uno dei motivi che spingono gli appassionati a passare ai nuovi modelli sono alcuni videogiochi disponibili in esclusiva. La PlayStation 5 infatti è stata presentata insieme a otto titoli che non esistono sulla concorrente Xbox. «Per giocare a certi giochi devi avere la PlayStation 5. Il mondo videoludico di oggi gira molto sulle esclusive e il parco esclusive di Sony è più fornito e più famoso di quello della controparte», spiega il fondatore di “PlayStation 5 Italia | MIT”. Uno degli esempi più noti e riusciti di esclusiva Sony è The Last of Us (poi seguito con altrettanto successo da The Last of Us 2), uno dei videogiochi più apprezzati degli ultimi anni e che tutt’ora può essere giocato solo sulle PlayStation.

Il giorno di uscita di PlayStation 5, i riconoscibilissimi simboli dei pulsanti di azione della console sono comparsi nella fermata Oxford Circus della metropolitana di Londra (Alex Davidson/Getty Images)

Ma perché è così difficile da comprare?
Quando a novembre uscì la PlayStation 5 le scorte andarono esaurite in breve tempo e ci furono parecchi disservizi. La giornalista britannica Bex April May, per esempio, raccontò che nel pacco di Amazon in cui avrebbe dovuto trovare la sua (che aveva preordinato) c’era in realtà una friggitrice ad aria. Più di 500 persone da tutto il Regno Unito risposero a un suo sondaggio su Twitter il giorno dopo dicendo di aver avuto problemi simili: alcuni avevano ricevuto un prodotto diverso, altri non avevano ricevuto niente. Su Wired, alcuni giornalisti americani hanno raccontato le loro storie “horror” di come negli ultimi mesi abbiano provato a procurarsi una PlayStation 5 senza riuscirci. Uno di loro ha detto: «Più ci provavo e più velocemente fallivo, e questo mi portava solo a desiderarla di più. Pensavo fosse dovuto al Natale, ma poi è arrivato gennaio ed è ancora incredibilmente difficile comprarne una».

Non è raro che le aziende mettano in commercio meno prodotti di quelli che si aspettano di vendere per non saturare subito il mercato, tenere alta l’attenzione e farne parlare più a lungo. Molti si chiedono quindi quanto la scarsa disponibilità sia dovuta alla volontà di Sony, ma l’azienda non rilascia dichiarazioni sull’argomento dal 25 novembre, quando aveva scritto su Twitter che la richiesta di console era senza precedenti.

Nel caso della PlayStation 5 però ci sono molti altri fattori che potrebbero aver contribuito a creare questa situazione. Saira Mueller di Wired ha spiegato che la pandemia potrebbe aver avuto un ruolo: «C’è carenza di un sacco di cose nell’industria tecnologica in questo momento: basta pensare alle schede grafiche dei computer. Potrebbe essere semplicemente un problema di distribuzione. Se alcune parti della console vengono prodotte in zone del mondo dove le fabbriche hanno chiuso, non possono metterne in commercio quante vorrebbero».

Allo stesso tempo non va trascurato il fatto che nell’ultimo decennio l’industria dei videogiochi è diventata sempre più importante nel settore dell’intrattenimento e la pandemia non ha fatto che dare una spinta a una crescita già in corso. Con la chiusura di cinema, teatri, parchi divertimenti, stadi e altri luoghi di intrattenimento, molte persone hanno passato il loro tempo in casa giocando ai videogiochi e in alcuni casi scoprendoli per la prima volta. Secondo la società di ricerche di mercato NPD, solo nel mese di aprile 2020 le vendite nell’industria dei videogiochi sono salite del 73 per cento rispetto allo stesso mese del 2019, battendo il precedente record mensile, che risaliva al 2008.

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Ma il motivo principale della difficoltà di acquistare una PlayStation 5 al prezzo di vendita sono i bagarini, e cioè persone che acquistano prodotti in grandi quantità per rivenderli a prezzi più alti quando i negozi rimangono senza. «Il grosso problema di questa generazione di console sono i bagarini che utilizzano dei bot sniper», ha spiegato il fondatore di “PlayStation 5 Italia | MIT”. «Cioè degli strumenti informatici che vengono studiati in modo tale da riconoscere quando una PlayStation 5 è disponibile su qualche e-commerce e comprarla in automatico, senza che il bagarino debba fare nulla manualmente».

Questo spiega perché spesso le persone che monitorano le disponibilità non fanno in tempo a completare un ordine online che le scorte di magazzino sono già esaurite di nuovo. Walmart, uno dei più grandi rivenditori di prodotti tecnologici negli Stati Uniti, ha raccontato di aver bloccato più di 20 milioni di bot in mezz’ora dopo aver reso disponibile PlayStation 5 sul suo sito il 25 novembre.

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Come ha scritto Sébastien Wesolowski su Vice, «non è un problema nuovo nell’industria videoludica, ma è stato accelerato dalla pandemia, visto che le vendite adesso avvengono quasi esclusivamente online e visto che la produzione è stata rallentata». E aggiunge: «Sarebbe facile scaricare la responsabilità sui consumatori, dopotutto se la maggioranza delle persone si rifiutasse di comprare da canali non ufficiali il mercato del bagarinaggio collasserebbe. Ma è importante evidenziare che questo è anche il risultato delle attente strategie di marketing perpetrate per decenni —un effetto collaterale che la maggior parte dei marchi non ha alcuna intenzione di correggere».

Persone in fila fuori da un negozio di Hong Kong in attesa di poter preordinare una Playstation 5, il 18 settembre 2020 (AP Photo/Kin Cheung)

Comprare una PlayStation 5 in Italia
Il gruppo Telegram “PlayStation 5 Italia | MIT” è nato a gennaio 2020 per raccogliere persone interessate a confrontarsi sull’uscita della nuova console, ma da novembre è diventato uno dei tanti gruppi in cui gli amministratori provano a tenere i membri aggiornati sulle nuove disponibilità. Il fondatore ha raccontato: «Abbiamo contatti da Unieuro e MediaWorld che ci tengono aggiornati, ma spesso sono molto vaghi perché non sanno neanche loro le date. Amazon, che è la società da cui tanti si aspettavano grandi quantitativi di console, in realtà è quella che ne ha rilasciate meno di tutti: l’ultima due settimane fa (a inizio febbraio, ndr) e la volta prima il 3 dicembre». Su molti e-commerce c’è comunque la possibilità per tutti gli utenti di lasciare il proprio contatto e farsi avvisare via mail quando le PlayStation 5 tornano disponibili.

Il problema è che in molti casi gli e-commerce dei grandi rivenditori di elettronica non sono preparati per gestire picchi di richieste e molte persone hanno raccontato di aver fatto pagamenti senza che gli ordini andassero effettivamente a buon fine. Marco ad esempio spiega di aver provato a fare un acquisto un venerdì di febbraio, dopo aver scoperto che la PlayStation 5 era tornata disponibile sul sito di MediaWorld. «Vado sul sito, lentissimo ma tutto sommato funzionante, e la metto nel carrello. Procedo con la registrazione e il pagamento con Paypal, ma la pagina di “conferma dell’ordine” non si carica: una rotellina gira all’infinito finché non torna da sola in homepage con la PlayStation sempre nel carrello. Decido di riprovare con la carta di credito e mi dico: mal che vada, se ne prendo due, una la do a mio fratello che la voleva».

Anche al secondo tentativo però il risultato è stato lo stesso e l’ordine non è andato a buon fine: «A quel punto mollo il colpo, ma controllando la mail mi ritrovo i due pagamenti effettuati e i soldi scalati. Contatto subito via mail il servizio clienti: nessuna risposta. Riscrivo, questa volta con termini più focosi, e mi richiama il giorno dopo un operatore che non riesce a dirmi niente di utile. Riscrivo a una nuova mail allegando le conferme dei pagamenti avvenuti e il giorno successivo vedo che sulla carta di credito sono tornati i soldi. Ma su Paypal no. Mercoledì, dopo quasi una settimana di sequestro dei miei 504 euro (499 della console e 5 di spese di spedizione) decido che è passato abbastanza tempo». Marco è il marito di Francesca Crescentini, un’influencer con più di 130mila follower su Instagram: insieme hanno deciso di sfruttare quel canale per raccontare la loro disavventura e provare a smuovere la situazione. Ha funzionato: sono stati contattati personalmente da MediaWorld e sono riusciti a ottenere anche il secondo rimborso in poche ore.

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Non tutti però sono stati altrettanto fortunati. Kevin per esempio ha raccontato di aver fatto un ordine lo stesso venerdì in cui l’ha fatto Marco. Anche nel caso di Kevin il pagamento con la carta è andato a buon fine, ma l’ordine no. Nel giorno di pubblicazione di questo articolo, cioè più di dieci giorni dopo, Kevin non ha ancora ricevuto nessuna risposta ai numerosi tentativi di richiesta di rimborso inviati al servizio clienti e continua a non risultare che abbia mai ordinato una PlayStation 5. Il Post ha contattato MediaWorld per capire le dinamiche e le difficoltà dietro a questi disservizi, ma l’azienda ha fatto sapere di non voler rispondere.

Non tutte le storie sono come quelle di Marco e Kevin: nel gruppo Telegram “PlayStation 5 Italia | MIT” molte persone stanno pubblicando le foto delle PlayStation 5 che, dopo qualche tentativo e un po’ attesa, hanno ricevuto a casa o ritirato in negozio con successo, accompagnate da esultanze e ringraziamenti. «Miracolo!», è una delle risposte più frequenti. Secondo il fondatore del gruppo, comunque, «i problemi andranno avanti fino a novembre, diciamo che ce li porteremo dietro almeno per un anno dalla data di uscita».