Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con due mascherine (AP Photo/Carolyn Kaster)

Due mascherine sono meglio di una?

Molti ne indossano una sull'altra per avere maggiore protezione, ma non bisogna esagerare

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con due mascherine (AP Photo/Carolyn Kaster)

Da quando è diventata evidente l’importanza delle mascherine per ridurre i rischi di contagio da coronavirus, in molti si sono chiesti se indossarne due al posto di una possa offrire una maggiore protezione. Il tema è dibattuto da tempo, ma negli ultimi giorni è tornato di attualità in seguito ad alcune dichiarazioni di Anthony Fauci, uno degli immunologi più rispettati negli Stati Uniti e responsabile del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Nel corso di un’intervista televisiva, Fauci ha detto: “Se hai una protezione fisica con uno strato e ne metti un altro, ce lo dice il buonsenso che probabilmente la protezione sarà più efficace”. Fauci ha in seguito ridimensionato le proprie dichiarazioni, consigliando di seguire comunque le indicazioni delle autorità sanitarie statunitensi, che per ora non consigliano di utilizzare due mascherine o di prediligere respiratori che offrono maggiore protezione come le mascherine FFP2.

Prima ancora dell’intervista di Fauci, comunque, molti avevano iniziato a indossare una doppia mascherina. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è stato visto in più occasioni con due mascherine ed è sempre più frequente vedere persone per strada e sui mezzi pubblici che fanno altrettanto in diverse parti del mondo, Italia compresa.

In linea di massima, dicono gli esperti, è vero che due mascherine possono offrire una maggiore protezione. Nel corso della pandemia abbiamo scoperto che le particelle virali del coronavirus si diffondono con le gocce di saliva (droplet) o rimanendo per diverse ore in sospensione nell’aria (aerosol), e che per questo motivo è importante indossare le mascherine per ridurre il rischio di entrare in contatto con il virus o di contaminare gli altri nel caso in cui si sia infetti.

Le cose da sapere sul coronavirus

Una barriera di tessuto o di materiale filtrante su bocca e naso riduce i rischi di inalare le particelle virali contenute negli aerosol, e impedisce anche ai droplet di diffondersi contaminando le superfici. Diversi studi condotti nel 2020 hanno evidenziato come ci siano maggiori rischi di essere contagiati negli ambienti chiusi e con scarso ricambio di aria, e come indossare le mascherine possa far ridurre drasticamente i rischi.

Per proteggersi dal coronavirus le autorità sanitarie, comprese quelle italiane, consigliano di utilizzare mascherine di comunità (quelle di tessuto) o chirurgiche. Alcuni preferiscono utilizzare le FFP2 che offrono un maggior grado di filtraggio dell’aria e che vengono spesso impiegate dal personale sanitario. Inizialmente il loro uso tra la popolazione era sconsigliato perché ce n’erano poche in circolazione e servivano soprattutto negli ospedali. Ora la situazione è migliorata e le FFP2 (o le equivalenti N95) si trovano molto più facilmente, anche se sono più costose delle mascherine chirurgiche e non possono essere usate più volte, a differenza di quelle di tessuto.

Le FFP2 offrono un maggior grado di protezione, ma diversi esperti non sono convinti che siano la soluzione ideale per il loro impiego nel quotidiano. Oltre a costare di più, per molti sono più scomode da indossare e rendono più faticosa la respirazione in alcune circostanze, per esempio se si sta facendo uno sforzo fisico. Il rischio è che la loro minore praticità induca a utilizzarle con minore costanza, con il risultato di trascurare alcune circostanze in cui è importante indossare la mascherina per evitare il contagio.

La principale funzione delle mascherine è di creare, a livello microscopico, una sorta di percorso a ostacoli per l’aria prima che venga inalata o emessa da chi le indossa. L’aria riesce a passare attraverso gli ostacoli, mentre le particelle in sospensione restano intrappolate nel filtro. Naturalmente, più è fitto e intricato il filtro maggiore sarà la capacità della mascherina di intrappolare le particelle virali in sospensione.

Le mascherine di tessuto hanno una buona capacità di filtraggio e, secondo le ricerche più recenti, sono efficaci almeno al 50 per cento in entrambe le direzioni. Più individui che condividono lo stesso spazio le indossano, minore sarà il rischio che si contagino tra loro. Le FFP2 hanno un’efficacia maggiore, ma alcune ricerche hanno evidenziato come possano essere una precauzione eccessiva in scenari con pochi individui in ambienti spaziosi e ventilati.

Indossare due mascherine può offrire una maggiore protezione, ma è importante farlo in sicurezza e con gli strumenti adeguati. Un approccio consigliato da alcuni esperti è di indossare una mascherina chirurgica, coperta da una seconda mascherina di tessuto, che sia un poco più avvolgente della prima, in modo da fare aderire meglio al viso quella sottostante. Si può anche utilizzare una mascherina di stoffa con una tasca interna, in corrispondenza di naso e bocca, dove inserire un filtro per mascherine.

A proposito del buonsenso citato da Fauci, come in tutte le cose è importante fare attenzione a non esagerare: se la respirazione diventa difficoltosa significa che probabilmente la doppia barriera tra naso-bocca e ambiente circostante è eccessiva; siamo pur sempre fatti per respirare, assorbire ossigeno ed emettere anidride carbonica, e lo facciamo soprattutto con il naso e la bocca. Un filtro adeguato non ci impedisce di farlo e ci può aiutare a restare alla larga dai rischi del coronavirus, a patto di seguire anche le altre buone pratiche come mantenere il distanziamento fisico e lavarci spesso e bene le mani.