Luna Rossa in una regata delle PRADA America's Cup World Series (Phil Walter/Getty Images)
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  • mercoledì 13 Gennaio 2021

Luna Rossa, Prada Cup, Coppa America: una guida

Le cose da sapere sulle regate in cui Luna Rossa sfida americani e britannici per ripetere i successi di vent'anni fa: si inizia nella notte tra il 14 e il 15 gennaio

Luna Rossa in una regata delle PRADA America's Cup World Series (Phil Walter/Getty Images)

La Prada Cup, competizione velica un tempo conosciuta come Louis Vuitton Cup, deciderà quale sarà l’imbarcazione che a marzo andrà a sfidare il Team New Zealand nella prestigiosa Coppa America, il più antico trofeo sportivo al mondo. La Prada Cup inizia nella notte tra il 14 e il 15 gennaio al largo di Auckland, in Nuova Zelanda: fino al 22 febbraio tre delle quattro barche a vela più evolute e veloci al mondo si contenderanno il ruolo di “challenger” per andare a sfidare la miglior barca da regata da quattro anni a questa parte, quella appunto dei neozelandesi campioni in carica.

Le sfidanti: Luna Rossa, American Magic, Team UK

Si contenderanno il ruolo di “challenger” le squadre provenienti da tre paesi: gli italiani di Luna Rossa, iscritti per il Circolo della Vela Sicilia, gli statunitensi di American Magic, iscritti per il New York Yacht Club, e i britannici di Ineos Team UK, in gara per il Royal Yacht Squadron. Ognuna di queste squadre rappresenta il meglio della tradizione nautica del proprio paese. Gli equipaggi devono essere composti almeno al 20 per cento da marinai della stessa nazionalità della squadra, e gli stranieri hanno dovuto risiedere per almeno 380 giorni in Italia, Stati Uniti o Regno Unito durante la fase di sviluppo precedente alle regate.

Le imbarcazioni riflettono le tradizioni e le competenze nautiche e industriali dei loro paesi. Nel caso di Luna Rossa, per esempio, sono state coinvolte alcune delle maggiori eccellenze italiane: la costruzione è avvenuta nei cantieri bergamaschi di Persico e la squadra ha avuto come quartier generale il molo Ichnusa di Cagliari. L’idraulica è stata curata dal gruppo brianzolo Cariboni, Pirelli ha messo a disposizione le sue tecnologie, Panerai l’orologeria in dotazione all’equipaggio e Prada ha realizzato l’intera linea di abbigliamento a disposizione dei 110 dipendenti.

Date e regole delle regate

La Prada Cup inizierà con quattro cosiddetti “round-robin” distribuiti nei weekend del 15-17 gennaio e 22-24 gennaio in cui le tre imbarcazioni si sfideranno in regate alternate l’una contro l’altra. Quella che otterrà più punti si qualificherà automaticamente alla finale, mentre le altre due dovranno sfidarsi ancora in una semifinale: la prima che otterrà quattro vittorie si qualificherà alla finale, che verrà vinta a sua volta dalla prima imbarcazione che tra il 13 e il 22 febbraio raggiungerà le sette vittorie. Chi si dimostrerà migliore nella Prada Cup acquisirà il diritto di andare a sfidare i neozelandesi nella Coppa America in programma tra il 6 e il 21 marzo, sempre in Nuova Zelanda.

L’area di regata sarà sempre la stessa, al largo di Auckland, di forma rettangolare e delimitata da confini virtuali che non potranno essere oltrepassati. In regata le due imbarcazioni dovranno percorrere l’area per lungo navigando da un lato piccolo del rettangolo all’altro (uno a vento e l’altro controvento) per il numero di giri che la direzione di gara stabilirà di volta in volta a seconda delle condizioni presenti. Se una barca dovesse incorrere in una penalità, come ad esempio la fuoriuscita dai confini dell’area di navigazione, dovrà portarsi a cinquanta metri di distanza dall’altra imbarcazione in gara.

Le barche AC75

I neozelandesi campioni in carica hanno avuto il tradizionale vantaggio di stabilire le regole della nuova competizione: regole che i neozelandesi hanno spinto al massimo dell’innovazione per trarre più benefici possibili dalla loro posizione vantaggiosa. A differenza dell’edizione di quattro anni fa — alla quale gli equipaggi parteciparono con dei catamarani — per l’America’s Cup 2021 si è deciso di tornare ai monoscafi. Non si tratta però di monoscafi qualunque, ma di AC75: monoscafi volanti lunghi venti metri e larghi cinque, caratterizzati da due ali mobili che spuntano dai lati della carena. Le ali (foils) regolano la stabilità del monoscafo e permettono di “alzarsi in volo” per arrivare a sfiorare i cento chilometri orari offrendo meno resistenza possibile all’acqua.

Il livello di innovazione portato dall’America’s Cup 2021 è stato definito rivoluzionario: le barche, per esempio, viaggiano in equilibrio su due appendici asimmetriche e per questo hanno esigenze elettroniche di trasmissione dati descritte come «senza precedenti» nella vela. Secondo il regolamento alcune parti delle imbarcazioni, come l’albero e l’impianto idraulico che muove le ali, saranno uguali per tutti, ma nel complesso è stato lasciato molto spazio alla sperimentazione. Di conseguenza le quattro barche progettate sembrano simili ma in realtà sono tutte molto diverse tra loro. Le competizioni stabiliranno quindi chi ha avuto ragione nella progettazione e chi invece ha sbagliato qualcosa.

Cosa c’è in ballo

La vela ha accompagnato evoluzione e scoperte dell’umanità a partire all’incirca dal 4000 a.C.. Lo sviluppo delle imbarcazioni prosegue ininterrotto da allora, e in modo più omogeneo rispetto a qualsiasi altro sistema di propulsione inventato dall’uomo. L’avvento delle regate e del professionismo ne ha estremizzato lo sviluppo, il cui limite è oggi rappresentato — per velocità e tecnologie — proprio dalle imbarcazioni coinvolte nella Coppa America, competizione che nella sua storia ha attirato alcuni degli uomini più ricchi e potenti al mondo e che che ogni quattro anni alza l’asticella delle innovazioni con effetti in tutto il settore della vela (la grande diffusione dei foil, per esempio, iniziò grossomodo il 6 settembre 2012, quando il Team New Zealand mise in acqua per la prima volta un nuovo rivoluzionario catamarano volante). La barca che si imporrà al termine della Coppa America, la cui storia prosegue ininterrottamente dal 1851, sarà quindi un punto di riferimento per gli anni a venire.

Cosa si dice di Luna Rossa

Era il 2001 quando Luna Rossa, alla sua prima partecipazione, arrivò a contendersi la Coppa America contro la Nuova Zelanda risvegliando l’interesse per la vela italiana e conquistando nuovi appassionati. Quella di quest’anno è la sesta campagna in America’s Cup per la squadra dell’armatore Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, gruppo a cui Pirelli si è aggiunto come partner per questa nuova campagna. Proprio per essere la sesta partecipazione, le aspettative su Luna Rossa sono molto alte e nell’ambiente circola ottimismo fin dal giorno del varo della prima delle due barche sviluppate in questi anni.

Giuseppe Conte, Patrizio Bertelli, Marco Tronchetti Provera e Max Sirena al varo di Luna Rossa (Filippo Attili/LaPresse)

Nell’equipaggio italiano si trovano alcuni dei migliori velisti in circolazione. Lo skipper è Max Sirena, alla sua settima partecipazione all’America’s Cup: ha già fatto parte di Luna Rossa nel 2000 — vincendo la Louis Vuitton Cup — nel 2003 e nel 2007, e ha vinto la coppa con Oracle ed Emirates Team New Zealand. I timonieri sono due: l’australiano James Spithill, già vincitore di due America’s Cup, e Francesco Bruni, olimpionico nel 1996, 2000 e 2004. Tra i marinai di Luna Rossa trova spazio anche Romano Battisti, medaglia d’argento nel canottaggio alle Olimpiadi del 2012.

Previsioni e pronostici

Anche per gli addetti ai lavori non è mai semplice capire in che modo le imbarcazioni della Coppa America si presentino alle regate. A dicembre ci sono state le World Series, vinte dal Team New Zealand davanti ad American Magic, Luna Rossa e Ineos. La superiorità dei neozelandesi è confermata dai favori dei pronostici, che vedono American Magic e Luna Rossa come principali contendenti. I rapporti di forza fra le tre sfidanti, tuttavia, si scopriranno soltanto nelle prime regate della Prada Cup, dato che è consuetudine per gli equipaggi nascondere il loro vero potenziale nelle regate interlocutorie. Gli errori però non possono essere nascosti, motivo per cui il Team UK è dato come largamente sfavorito alla luce dei problemi avuti nelle World Series, concluse senza nemmeno una vittoria. Tuttavia, gli esperti sostengono che il livello dell’equipaggio britannico, guidato da Sir Ben Ainslie, il marinaio più vincente nella storia delle Olimpiadi, sia talmente alto da poter ribaltare la situazione.

Dove vedere la Prada Cup

Le regate saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube America’s Cup, raggiungibile da qui. In Italia verranno trasmesse in diretta a partire dalle 3 di notte circa anche dalla Rai, su Rai 2 e Rai Play con il commento di Giulio Guazzini, e da Sky su Sky Sport America’s Cup (canale 205) con il commento di Guido Meda e dei velisti Flavia Tartaglini e Roberto Ferrarese. Le regate saranno poi trasmesse in replica nel corso delle giornate.