Kim Yo-jong (Jorge Silva/Pool Photo via AP, File)
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  • martedì 12 Gennaio 2021

La sorella di Kim Jong-un è stata declassata?

Kim Yo-jong sembrava essere diventata la "numero due" del regime nordcoreano, ma le cose ora potrebbero essere cambiate

Kim Yo-jong (Jorge Silva/Pool Photo via AP, File)

Durante il sesto giorno del congresso del Partito dei Lavoratori, il partito nordcoreano guidato dal dittatore Kim Jong-un, ci sono state due grosse novità: Kim ha assunto un ruolo ancora più importante diventando “segretario generale” del partito, incarico in passato tenuto solo da suo padre e da suo nonno, i suoi predecessori; mentre sua sorella minore, la potente Kim Yo-jong, 32 anni, sembra avere subìto una sorta di declassamento, non venendo promossa a membro a tutti gli effetti del Politburo, l’organo decisionale più importante e influente del partito stesso. La notizia è significativa perché nel corso degli ultimi due anni Kim Yo-jong sembrava essere diventata la numero due del regime.

Non è chiaro cosa sia successo, e non è nemmeno certo che la sorella del dittatore abbia realmente perso influenza: questa notizia, come molte altre che arrivano dalla Corea del Nord, va infatti presa con grande cautele e prudenze.

Secondo l’interpretazione più accreditata, sostenuta tra gli altri da Park Won-gon, docente di affari internazionali all’Università sudcoreana di Handong, la rimozione di Kim dal Politburo sarebbe servita a rafforzare l’idea che il Partito dei Lavoratori, così come la Corea del Nord, sono guidati da una sola persona, invece che basati su un sistema di regole codificate. Park ha detto al Wall Street Journal  che «Kim Jing-un potrebbe avere pensato che era meglio non dare una posizione ufficiale a sua sorella, perché se l’avesse fatto lei si sarebbe costruita una sua personale rete di potere».

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Nonostante Kim Yo-jong non avesse incarichi di primissimo livello – faceva parte del Politburo ma non come membro a tutti gli effetti, ed era vice direttrice del dipartimento nordcoreano per la propaganda e l’agitazione – in molti si aspettavano una sua promozione.

Negli ultimi due anni, la sua importanza nel partito e nel regime sembrava essere aumentata in maniera rilevante, e Kim Jong-un sembrava intenzionato a volerla includere nel ristrettissimo circolo di suoi fedeli consiglieri. Allo storico incontro di Singapore tra Kim Jong-un e il presidente statunitense Donald Trump, avvenuto nel giugno 2018, Kim Yo-jong aveva per esempio assunto un ruolo simbolico molto importante, sottolineato dalla stampa di mezzo mondo: era stata lei a passare la penna a Kim Jong-un con cui poi il dittatore firmò il documento finale dell’incontro.

Kim Yo-jong dà una penna a Kim Jong-un per firmare il documento finale prodotto durante l’incontro tra Kim e Donald Trump a Singapore (AP Photo/Evan Vucci, File)

Più di recente lei e suo fratello avevano iniziato a interpretare una sorta di “poliziotto buono – poliziotto cattivo” in cui Kim Yo-jong era il “poliziotto cattivo”: una dinamica che confermava la sempre maggiore influenza di Kim Yo-jong all’interno della Corea del Nord.

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Non tutti però sono d’accordo che l’esclusione dal Politburo significhi necessariamente un passo indietro per Kim Yo-jong. Secondo alcuni analisti citati da Reuters, sarebbe troppo presto per dare risposte chiare e definitive, anche per una serie di segnali contraddittori provenienti dalla Corea del Nord. Per esempio ha stupito che durante il congresso Kim si sia mostrata per la prima volta sul palco di fianco ai 38 dirigenti più importanti del partito.

Secondo Lim Eul-chul, docente di Corea del Nord all’Università di Kyungnam (Seul, Corea del Sud), Kim «rimarrà comunque un membro del Comitato centrale del partito e c’è la possibilità che assuma altri incarichi importanti». Lim ha aggiunto che «siamo diventati abituati a vederla in ruoli più pubblici, ma le radici politiche di Kim Yo-jong e la sua esperienza e formazione si sono sviluppate dietro le quinte».

Nel 2017 Kim Yo-jong era diventata la seconda donna di sempre a unirsi al Politburo del Partito dei Lavoratori, dopo sua zia, Kim Kyong-hui. Nonostante la sua ascesa politica, molti analisti avevano sottolineato come fosse difficile immaginare Kim occupare una posizione di grande potere in un paese con un sistema patriarcale così marcato come la Corea del Nord.