Perché tutti guardano Kim Yo-jong

La sorella del dittatore nordcoreano – di cui sappiamo pochissimo – ha dato un'immagine rassicurante del regime durante la sua storica visita in Corea del Sud

Kim Yo Jong a Gangneung, Corea del Sud, 10 febbraio 2018 (AP Photo/Felipe Dana)

Kim Yo-jong, la sorella minore del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, è tornata ieri in Corea del Nord dopo aver fatto parlare di sé su tutti i giornali del mondo per gli ultimi tre giorni, cioè per la durata della sua storica visita in Corea del Sud. Kim Yo-jong ha fatto un’impressione notevole. Diversi giornali sudcoreani, per esempio, hanno parlato del suo aspetto fisico, molto diverso da quello del fratello e degli altri membri maschi della famiglia Kim. Kim Yo-jong è magra e in forma. Non si trucca – un particolare che l’ha fatta sembrare più spontanea a molti osservatori – ma allo stesso tempo, ha scritto Jerry Brewer sul Washington Post, «ha avuto una presenza così potente che i tifosi hanno sussultato quando sabato è entrata all’arena [di hockey su ghiaccio] indossando il suo solito cappotto nero e con i capelli raccolti con un fermaglio».

Kim Yo-jong è riuscita a dare un’immagine di sé poco minacciosa, diversa da quella del fratello, associato all’aggressivo programma missilistico e nucleare della Corea del Nord. Si è mostrata spesso sorridente, per esempio, e molto cordiale durante gli incontri con i rappresentanti sudcoreani.

Negli ultimi giorni Kim Yo-jong è diventata una specie di simbolo del riavvicinamento tra le due Coree. È stata il primo membro della famiglia Kim a mettere piede in Corea del Sud dopo la separazione dei due paesi, ha assistito alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali che si stanno tenendo a Pyeongchang e si è presentata a sorpresa a una partita di hockey su ghiaccio della nazionale coreana femminile, l’unica a riunire le atlete delle due Coree. Ma soprattutto ha formalmente invitato il presidente sudcoreano Moon Jae-in ad andare a Pyongyang, in Corea del Nord, a incontrare suo fratello, Kim Jong-un. L’invito è stato accettato, anche se la data dell’incontro non è ancora stata definita.

La grande attenzione mediatica degli ultimi giorni sulla delegazione nordcoreana in Corea del Sud non ha risolto però due grandi questioni, che rimangono ancora con risposte parziali: chi sia veramente Kim Yo-jong, su cui si hanno poche informazioni, e quali siano le reali intenzioni del regime nordcoreano, tema su cui si sono fatte molte ipotesi.

Qualche giorno fa Anna Fifield, giornalista del Washington Post esperta di Coree, ha provato a rispondere alla prima domanda, per quanto possibile. Kim Yo-jong, ha scritto Fifield, potrebbe avere una trentina d’anni (non c’è accordo tra le informazioni diffuse dal dipartimento del Tesoro americano e dai servizi di intelligence sudcoreani): è la più giovane tra i figli dell’ex leader nordcoreano Kim Jong-il e della sua compagna, la ballerina di origini giapponesi Ko Yong-hui, e l’unica femmina. Come suo fratello Kim Jong-un ha studiato in una scuola pubblica a Berna, in Svizzera, sotto falsa identità: ha vissuto per parecchi anni in un appartamento modesto e si pensa abbia frequentato un corso di danza. Da piccola era così:

Si pensa che Kim Yo-jong sia tornata in Corea del Nord tra il 2000 e il 2001, nello stesso periodo in cui tornò anche Kim Jong-un. Non si hanno informazioni su dove abbia frequentato le scuole superiori, ma si pensa che abbia seguito dei corsi all’università Kim Il-sung a Pyongyang e che abbia cominciato a mostrare interesse e predisposizione per la politica fin da giovane. La sua prima apparizione pubblica dopo il ritorno in Corea del Nord fu in occasione del funerale del padre, Kim Jong-il, alla fine del 2011. Non è chiaro nemmeno se sia sposata o no: alcuni dicono che è sposata con un funzionario del governo, con cui avrebbe almeno un figlio; altri che si sarebbe innamorata di una sua guardia del corpo; altri ancora che è single e senza figli.

Nel 2012 la televisione di stato nordcoreana trasmise un video che mostrava Kim Yo-jong a cavallo insieme alla zia, Kim Kyong-hui, che sparì dopo il 2013, anno in cui suo marito, Jang Song-thaek, fu ucciso dal regime per avere tentato di sfidare il potere di Kim Jong-un. Kim Kyong-hui era membro del potente ufficio politico del Partito dei Lavoratori, unico partito che conta qualcosa in Corea del Nord: lo scorso anno Kim Yo-jong ha preso il posto della zia ed è diventata anche vice-direttrice del dipartimento della Propaganda, ovvero l’ufficio responsabile dell’immagine pubblica di Kim Jong-un. Secondo diversi esperti, non diventerà mai leader della Corea del Nord, visto che la successione nella famiglia Kim è basata su un modello di potere solo maschile.

La difficoltà ad avere informazioni sui membri della famiglia Kim ha contribuito a rendere molto difficile capire qualcosa di più sulle reali intenzioni del governo nordcoreano. La presentabilità di Kim Yo-jong, sostengono alcuni analisti, potrebbe essere stata usata dal regime della Corea del Nord per spingere il governo sudcoreano ad allontanarsi progressivamente dagli Stati Uniti: indebolendo l’alleanza, il regime nordcoreano potrebbe avere voluto guadagnare tempo e nuove resistenze nei confronti delle misure internazionali più intransigenti, come per esempio l’imposizione di nuove sanzioni. Secondo altri esperti, comunque, le recenti aperture non vanno sopravvalutate ma nemmeno ignorate: la visita di Kim Yo-jong è stata storica, soprattutto visti gli ultimi mesi di enorme tensione tra le due Coree, e se dovesse andare in porto lo sarà ancora di più l’incontro tra Kim Jong-un e Moon Jae-in.

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