Joe Biden e Raphael Warnock ad Atlanta (AP Photo/Carolyn Kaster)
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  • mercoledì 6 Gennaio 2021

I Democratici hanno vinto entrambi i seggi in Georgia

E hanno così ottenuto il fondamentale successo di poter governare il Senato, che si aggiunge alla vittoria di Biden

Joe Biden e Raphael Warnock ad Atlanta (AP Photo/Carolyn Kaster)

Dopo molte cautele, nel pomeriggio americano di mercoledì è stata data per certa la vittoria di Jon Ossoff – candidato Democratico – nella seconda delle due competizioni per i due seggi da senatore della Georgia: la prima era stata chiaramente assegnata all’altro candidato Democratico, Raphael Warnock già nella notte precedente, poche ore dopo la chiusura dei seggi.

Le elezioni in Georgia erano cruciali per il controllo del Senato, da cui passerà molta della autonomia politica del nuovo presidente Joe Biden, Democratico. Con le due vittorie i Democratici controlleranno di fatto il Senato, oltre che la Casa Bianca e la Camera.

Tutti e quattro i candidati hanno ottenuto più di due milioni di voti – in uno stato che conta circa 10 milioni di abitanti – e la distanza finale in entrambe le elezioni è stata di poche migliaia di voti. Secondo un’analisi dell’esperto di sondaggi del New York Times, Nate Cohn, l’affluenza nelle zone rurali e delle contee tradizionalmente conservatrici è stata inferiore a quella registrata nelle elezioni presidenziali, e di qualche punto più bassa rispetto alle zone urbane e a quelle in cui abitano le minoranze etniche, che tendenzialmente votano per i Democratici.

Con la vittoria dei candidati Democratici i due principali partiti controllano ora 50 senatori a testa. In caso di pareggio, però, le regole del Senato prevedono che possa votare anche la persona che presiede l’aula: cioè il vicepresidente degli Stati Uniti, che nella prossima legislatura sarà Kamala Harris, anche lei Democratica.

Per settimane i Repubblicani hanno cercato di convincere il proprio elettorato che le elezioni in Georgia fossero cruciali per bilanciare la vittoria di Biden e il controllo dei Democratici sulla Camera, ma gli sforzi del partito sono stati paradossalmente ostacolati da Trump, che di fatto ha scoraggiato i suoi sostenitori a presentarsi al seggio sostenendo senza prove che le procedure elettorali in Georgia fossero «truccate». Nei giorni scorsi è emersa fra l’altro una telefonata in cui Trump invitava il segretario di stato della Georgia, Repubblicano come lui, ad annullare il voto del suo stato alle elezioni presidenziali, citando brogli inesistenti.

Trump non ha ancora commentato i risultati parziali del voto in Georgia – poco dopo la chiusura dei seggi ha twittato nuove e infondate accuse su presunti brogli – ed è stato più concentrato sulla manifestazione dell’ala più radicale dei suoi sostenitori a Washington e sulla certificazione del voto delle elezioni presidenziali da parte del Congresso, eventi che si sono scontrati in serata con l’attacco violento dei primi contro il palazzo del Campidoglio.