10 nuove cose da guardare in streaming a gennaio

Da oggi una serie sulla meditazione e un documentario su John Belushi, più avanti le serie "WandaVision" e "The Undoing" e i film "Pieces of a Woman" e "One Night in Miami"

Mentre siamo sempre in attesa di capire se, come, dove e quando i cinema eventualmente riapriranno (e per proiettare cosa), l’offerta di film, serie, miniserie, docuserie e mini-docuserie da vedere in streaming continua a essere assai ricca e varia. Al punto che ormai risulta piuttosto difficile raccapezzarsi tra le nuove uscite sulle tante piattaforme presenti. Ma, come dicono gli allenatori delle squadre di calcio con tanti giocatori, meglio avere tanta scelta che nessuna scelta. Come al solito, dunque, abbiamo scelto le più interessanti e attese tra le novità del mese, dove per novità si intendono contenuti che in Italia ancora non erano arrivati da nessun’altra parte.

Si inizia già oggi con una serie meditativa, poi ne arriveranno una apocalittica tratta da un romanzo di Stephen King e, tra qualche giorno, le attese WandaVision e The Undoing. Ma a gennaio ci saranno anche una miniserie documentaria sul serial killer noto come Night Stalker e una di Martin Scorsese su una sua amica e concittadina. E i film Pieces of a Woman, One Night in Miami e La nave sepolta.

Le guide di Headspace: meditazione
1 gennaio: Netflix

«Quando è stata l’ultima volta che avete oziato, che non avete fatto niente-di-niente?». È la domanda con cui si apre il trailer di questa serie animata in otto episodi che si propone di esplorare alcune tecniche di meditazione per invitare chi la vorrà guardare «a scoprire i benefici di queste tecniche e la scienza su cui poggiano». Ogni episodio proporrà una sorta di introduzione alla tecnica in questione e si concluderà con una seduta guidata di meditazione, secondo i suoi creatori «alla portata di tutti».

Headspace è un’azienda, nota soprattutto per la sua app, che fu fondata nel 2010 da Andy Puddicombe, un ex monaco buddista e autore di diversi libri, uno dei quali fu consigliato un paio di anni fa da Bill Gates. Oltre che per la meditazione e la mindfulness (semplificando: la pratica che allena a concentrarsi sul momento presente), Headspace si occupa anche di tecniche e consigli per migliorare la qualità del sonno, argomento a cui sarà dedicata una futura serie, sempre su Netflix.

Belushi
1 gennaio: Sky e Now TV

Un documentario – uno di quelli con «nastri audio e video inediti» – su John Belushi, che morì a 33 anni il 5 marzo 1982, nel famoso albergo Chateau Marmont di Hollywood, dopo essere diventato, come ha scritto Hadley Freeman sul Guardian, «la star del film, del programma tv e della band più popolari del momento». Il documentario è stato scritto e diretto da R. J. Cutler e negli Stati Uniti è stato mostrato sul network statunitense Showtime. Le recensioni, in genere positive, hanno apprezzato il modo in cui riesce a essere «un’elegia e un omaggio» e a interessarsi sia alle luci che alle ombre: «è sempre divertente mettersi a guardare qualche sketch di un talento così grande», ha scritto su IndieWire Eric Kohn «ma il documentario riesce anche a parlare della tristezza alla base di quel che ha rappresentato Belushi».

The Stand
3 gennaio: StarzPlay

Potreste non esservene accorti, ma nell’affollato contesto di chi offre cose da guardare in streaming dall’Italia c’è anche StarzPlay, al quale tra le tante possibilità ci si può abbonare attraverso Amazon Prime Video (costa 5 euro al mese, ma c’è un periodo di prova di 7 giorni). Oltre a The Great e Normal People, già disponibili su StarzPlay, dal 3 gennaio arriverà anche The Stand, una nuova serie tratta da un romanzo del 1978 di Stephen King, che in Italia fu tradotto come L’ombra dello scorpione, da cui già era stata tratta una serie negli anni Novanta, che qui andò in onda su Italia 1.

The Stand è ambientata in un mondo postapocalittico decimato dalla peste e nel quale sembra avere un ruolo molto importante una donna ultracentenaria interpretata da Whoopi Goldberg. Ovviamente, c’è anche un cattivo: che in questo caso ha le fattezze di Alexander Skarsgård ed è noto come l’Uomo Nero. King, che ha collaborato alla sceneggiatura, ha detto di aver cambiato il finale rispetto al libro e ha spiegato: «ho sempre pensato che ci fosse una cosa in più che non avevo detto nel libro, una scena in più che volevo scrivere. Finalmente l’ho fatto, e ne sono felice».

– Leggi anche: Cosa pensa Stephen King delle serie tratte dalle storie di Stephen King

Pieces of a Woman
7 gennaio: Netflix

Un film drammatico presentato, e in genere molto apprezzato, al Festival di Venezia, in cui  Vanessa Kirby è Martha e Shia LaBeouf è Sean. Martha e Sean sono una coppia di Boston che aspetta un figlio e decide di farlo nascere in casa. Forse a causa di un errore dell’ostetrica il bambino però muore e, scrive Netflix, «per Martha ha inizio un’odissea lunga un anno, in cui convive con il dolore e il rapporto conflittuale con Sean e la madre dispotica, oltre all’ostetrica diffamata dall’opinione pubblica, che affronta in tribunale».

Il film è stato scritto da Kata Wéber e diretto da suo marito Kornél Mundruczó, che parlandone al Festival di Venezia ha detto: «È possibile sopravvivere dopo che si è persa la persona che più si amava? A cosa ci si aggrappa quando sembra che non ci siano più appigli? Mia moglie ed io volevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze più personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l’arte possa essere la miglior cura per il dolore».

The Undoing – Le verità non dette
8 gennaio: Sky e Now TV

Una miniserie che arriva in Italia un paio di mesi dopo essere stata vista negli Stati Uniti su HBO, dove si è fatta molto notare, guadagnando spettatori episodio dopo episodio (in genere, succede il contrario). Tratta dal romanzo del 2014 Una famiglia felice, ideata da David E. Kelley (già produttore e sceneggiatore di Big Little Lies – Piccole grandi bugie) e diretta da Susanne Bier (regista di The Night Manager e Bird Box), The Undoing ha per protagonisti Nicole Kidman e Hugh Grant, e ci recitano anche Donald Sutherland e l’italiana Matilda De Angelis.

La miniserie, composta da sei episodi di un’ora ciascuno, racconta la storia di una terapista newyorkese di successo, sposata con un rispettato oncologo pediatrico (lei è Kidman, lui è Grant), che vivono un’invidiabile vita nell’Upper East Side di New York, fino a quando «un violento omicidio e delle inquietanti rivelazioni sconvolgeranno il loro destino e il peso di verità non dette creerà delle crepe profonde nella loro storia». Sky ne parla come di un «family drama con atmosfere da thriller psicologico».

Tutti gli episodi di The Undoing saranno immediatamente disponibili dalla sera dell’8 gennaio, sia su Sky che su Now TV. Per chi invece ancora ci tiene alle tradizioni della cosiddetta “appointment TV”, quella con gli episodi a cadenza settimanale e il tempo peer pensarci su tra uno e l’altro, la serie sarà disponibile anche in “modalità lineare”, con i nuovi episodi trasmessi ogni venerdì.

Fran Lebowitz: una vita a New York
8 gennaio: Netflix

Una miniserie documentaria diretta da Martin Scorsese, e girata prima della pandemia, sulla scrittrice Fran Lebowitz, che da qualche mese ha 70 anni. Nel presentarla, Netflix ha scritto di lei che è una che «sa cosa le piace e cosa non le piace… e lo comunica senza imbarazzo» e che «per decenni, la critica e saggista ha espresso le proprie opinioni a volte in modo brusco e sempre con grande esuberanza trasformando da vera newyorkese la schiettezza in un’arte, distribuendo il suo pungente sarcasmo verso la città e sui suoi abitanti sotto forma di cronaca satirica che non risparmia nessuno».

Scorsese – che già nel 2010 aveva diretto il documentario La parola a Fran Lebowitz –è suo amico ed estimatore e in questa docuserie «raccoglie i pensieri dell’autrice in una guida incredibilmente divertente che ogni newyorkese avrebbe voluto avere a disposizione» e «attraverso una classica prospettiva urbana esplora argomenti che vanno da turisti, denaro e arte all’atto apparentemente semplice di attraversare Times Square a piedi (esiste il modo giusto di farlo)». Scorsese è Scorsese, Lebowitz è un personaggio che molti forse non conoscono ma che a molti potrebbe piacere e un documentario con questi che passeggiano-per e parlano-di New York senza coronavirus potrebbe far passare una piacevole serata.

13 gennaio
Night Stalker: caccia a un serial killer

Un’altra miniserie documentaria (un po’ vanno di moda, un po’ sono solo quelli che un tempo avremmo chiamato “documentari lunghi”) che «racconta l’avvincente storia vera di come uno dei più noti serial killer americani sia stato braccato e infine consegnato alla giustizia». Come sempre in questi casi, si tratta in gran parte di fatti reali e già successi da decenni, ma visto che magari c’è chi gradisce guardare una serie di questo tipo sapendone poco o niente, è forse meglio non aggiungere molto altro. Solo che ha a che fare con la California degli anni Ottanta.

Wandavision
15 gennaio: Disney+

La serie che sta all’Universo Cinematografico Marvel così come The Mandalorian sta alle trilogie cinematografiche di Star Wars: un’espansione televisiva, resa disponibile in streaming sul servizio Disney+, per far abbonare e possibilmente non far andare via spettatori affezionati a storie Marvel e Star Wars, entrambe controllate da Disney. WandaVision è una sorta di sitcom sulla vita della coppia di supereroi composta dall’androide Visione (Paul Bettany) e da Scarlet Witch, il cui vero nome è Wanda (da cui il titolo della serie). Nella serie, Visione e Wanda sono «due individui dotati di super poteri che conducono vite di periferia idealizzate, che iniziano a sospettare che ogni cosa non sia come sembra». Lui è Paul Bettany e lei è Elizabeth Olsen, come nei film.

Non ne sappiamo molto di più, e se avete dubbi su come e quando si incastrerà questa storia rispetto ai drastici eventi di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgameci sono pochi dubbi sul fatto che la serie li scioglierà. Intanto, però, già sappiamo che a marzo arriverà The Falcon and the Winter Soldier, e a maggio Loki, una serie con protagonista il fratello di Thor. E che il prossimo film dell’Universo Cinematografico Marvel, Black Widow, dovrebbe arrivare a maggio.

One Night in Miami
15 gennaio: Amazon Prime Video

«Durante un’incredibile notte del 1964 quattro icone dello sport, della musica e dell’attivismo si incontrano per festeggiare una delle rimonte più importanti della storia della boxe». La rimonta l’ha fatta Cassius Clay (che ancora non si chiamava Muhammad Ali) ai danni di Sonny Liston.

Le quattro icone sono Clay, Malcolm X, il cantante Sam Cooke e il giocatore di football americano Jim Brown. Il film, il primo diretto da Regina King, è basato su uno spettacolo teatrale e ha ottenuto recensioni molto positive. È vero che i quattro passarono insieme quella notte, ma non ci sono molte informazioni su quello che fecero e ovviamente su quello che si dissero. Il film è dunque, come scrive Amazon, «un racconto di finzione ispirato alla storica notte che questi quattro formidabili individui hanno passato insieme».

La nave sepolta
29 gennaio: Netflix

«Alle soglie della Seconda guerra mondiale, una ricca vedova chiede a un archeologo dilettante di occuparsi degli scavi di alcuni tumuli nella sua proprietà. Quando fanno una scoperta di portata storica, risuonano gli echi del passato britannico mentre la nazione si prepara a un futuro incerto». La ricca vedova è Carey Mulligan, l’archeologo Ralph Fiennes e gli scavi quelli di Sutton Hoo, che diedero molte importanti informazioni sulla storia britannica alto-medievale e che – indovinate un po’ – portarono al ritrovamento di una nave sepolta.

Intanto
Per chi dovesse essere ancora in ritardo con i nuovi arrivi di dicembre o per chi non è interessato a nessuno dei contenuti già disponibili oggi, è da poco uscita una docuserie su San Patrignano o, se cercate cose più leggere (ma forse non per bambini), il film Pixar Soul. A dicembre è anche finita la seconda stagione di The Mandalorian e su Netflix sono arrivati Mank e L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, delle cui storie abbiamo parlato qui e qui.