«La star del film, del programma tv e della band più popolari del momento»

John Belushi oggi avrebbe settant'anni

John Belushi, nato il 24 gennaio nel 1949, avrebbe compiuto oggi settant’anni, e non si sa cosa avrebbe potuto fare se non fosse morto a 33 anni, il 5 marzo 1982. Si sa però che prima di morire fece in tempo a diventare, come ha scritto Hadley Freeman sul Guardian, «la star del film, del programma tv e della band più popolari del momento». Più concretamente, Belushi riuscì a fare almeno due film che è davvero difficile non conoscere – Animal HouseThe Blues Brothers – e a diventare uno dei più apprezzati comici americani di sempre.

John Belushi era nato a Chicago nel 1949 da genitori di origini albanesi. Da giovane era un ragazzo modello – voti alti e ottimi risultati nel football – ma capì presto che avrebbe voluto cantare, far ridere e recitare. Per molti attori, la parte biografica per cui “iniziò facendo cose in tv” si può agilmente saltare: rientra nella naturale gavetta. Con Belushi no: la sua gavetta in tv avvenne nel 1975 al Saturday Night Live, cioè al più famoso programma comico della storia statunitense e per di più nel suo periodo d’oro, insieme a Bill Murray, Dan Aykroyd, Chevy Chase e Gilda Radner.

In cinque stagioni Belushi si fece apprezzare per svariati sketch e imitazioni. Ognuno, tra i suoi fan, ha la sua preferita; che spesso riguarda Joe Cocker, il cuoco samurai o don Vito Corleone. Nel 1978, al Saturday Night Live, Belushi, fece anche – insieme all’amico Dan Aykroyd – uno sketch su due tizi che facevano balletti strani, erano vestiti bene, indossavano i Ray-Ban Wayfarer e suonavano gran musica.

Certi comici fanno ridere quasi solo con il corpo e le facce, altri soprattutto con le parole. Belushi era uno di quelli che funzionavano perché le due cose andavano benissimo insieme; ma fa ridere anche a sentirne le battute e gli sketch senza guardarle, o a guardarne senza audio le facce, gli occhi sbarrati e il sopracciglio alzato.

Alla fine degli anni Settanta Belushi passò al cinema. Recitò per Jack Nicholson nel western Verso il Sud e per Steven Spielberg nella commedia di guerra 1941 – Allarme a Hollywood, in cui ci si immagina che dopo Pearl Harbor i giapponesi volessero attaccare Hollywood. Ma gli anni Settanta nel cinema di Belushi furono soprattutto Animal House. Il film fu girato in quattro settimane, senza tanti soldi e senza grandi pretese. Parlava, con una comicità a volte demenziale, di una confraternita in un college: come molti altri film dopo e come pochissimi altri prima. La storia in sé non è niente di che, ma ci sono scene, tipi umani e frasi che sono rimaste. Quasi tutte sono dette da “Bluto”, il personaggio sregolato e sbruffone di Belushi, che tra l’altro si vede solo per pochi minuti, in una decina di scene, con un ruolo piuttosto marginale.

Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbour? Col cazzo che è finita! E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

Il film degli anni Ottanta di Belushi è invece The Blues Brothers, che come Animal House fu diretto da John Landis. Uscì nel giugno 1980 in un fine settimana in cui gli spettatori americani che volevano vedere un nuovo film potevano scegliere tra quello e Star Wars – L’impero colpisce ancora. Da quel momento Belushi divenne le tre cose che ha detto il Guardian – «la star del film, del programma tv e della band più popolari del momento» – e The Blues Brothers è uno di quei film di cui è davvero tanto difficile scegliere una sola scena.

Dopo il successo di The Blues Brothers Belushi fece in tempo a fare anche un ruolo romantico in Chiamami aquila, dove è un giornalista che si innamora dell’esperta di aquile interpretata da Blair Brown, e a recitare in I vicini di casa, una commedia con Aykroyd.

Poi nel 1982 morì di overdose, dopo anni di dipendenza dall’alcol e dalle droghe, nel famoso albergo Chateau Marmont di Hollywood. In quel momento stava lavorando alla sceneggiatura di un film che avrebbe dovuto chiamarsi Noble Rot e si dice che fosse già stato scelto per interpretare Max Bercovicz in C’era una volta in America di Sergio Leone, il ruolo che poi andò invece a James Woods.

Bill Murray mette un fiore sulla bara di John Belushi ai suoi funerali sull’isola di Martha’s Vineyard, 9 marzo 1982 (AP Photo/Paul Benoit)

Un po’ di altri video di Belushi, che fanno sempre bene.

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