(Leon Neal/Getty Images)
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  • giovedì 24 Dicembre 2020

Il Regno Unito non parteciperà più al programma Erasmus

Lo ha detto Michel Barnier, capo negoziatore Ue per la Brexit, al termine della trattativa tra l'Unione Europea e il Regno Unito

(Leon Neal/Getty Images)

Il governo britannico non parteciperà al programma di scambio Erasmus+: è una delle conseguenze dell’accordo tra il Regno Unito e l’Unione Europea, che hanno definito i termini di Brexit. L’intesa è stata trovata il 24 dicembre e l’accordo entrerà in vigore l’1 gennaio 2021, con l’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea. Durante la conferenza stampa in cui sono stati spiegati gli accordi, il capo negoziatore Ue per la Brexit, Michel Barnier, ha detto che «il governo britannico ha deciso di non partecipare al programma di scambio Erasmus».

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto che abbandonare il programma Erasmus è stata «una decisione difficile». Ma ha anche detto che si trattava di un programma estremamente costoso e che verrà sostituito da un nuovo programma chiamato “Turing Scheme”, dal nome del matematico Alan Turing. Secondo Johnson, “Turing Scheme” consentirà agli studenti del Regno Unito di studiare non solo nelle università europee, ma anche nelle «migliori università del mondo».

Erasmus+ è il principale programma per i giovani dell’Unione Europea e prevede esperienze di scambio e opportunità di lavoro co-finanziate dal budget europeo. Nel corso degli ultimi 30 anni, cioè da quando è nato, Erasmus ha coinvolto circa 9 milioni di persone e nell’ultimo bilancio pluriennale comunitario è stato finanziato con 14,7 miliardi di euro.

Nel 2017, 16.561 studenti britannici hanno partecipato al programma Erasmus+, mentre 31.727 cittadini dell’Unione Europea hanno studiato nel Regno Unito.

Nell’ultimo anno c’erano stati parecchi dubbi sulla condizione degli studenti che studiano nel Regno Unito e dei quasi 17mila britannici che fanno lo stesso in Europa. Nessuno di loro interromperà gli studi il 31 dicembre. Le Faq nel sito di Erasmus+ spiegano che «i beneficiari del Regno Unito possono continuare a usufruire delle sovvenzioni fino alla loro scadenza, anche dopo il 2020. Di conseguenza, fino alla conclusione dei progetti o fino all’esaurimento dei fondi, gli studenti e gli altri partecipanti del Regno Unito possono proseguire la mobilità con altri paesi del programma Erasmus+, vale a dire gli Stati membri dell’UE, più il Liechtenstein, la Norvegia, l’Islanda, la Turchia, la Macedonia del Nord e la Serbia».

Non è ancora chiaro cosa succederà dall’1 gennaio: una delle possibili conseguenze per gli studenti europei che vorranno studiare nel Regno Unito sarà che dovranno chiedere il visto e pagare le rette universitarie senza agevolazioni. Non è escluso, però, che possano essere trovati accordi di collaborazione tra università. Molto dipenderà dalle condizioni previste da “Turing Scheme”, appena annunciato da Boris Johnson.

Universities UK, l’organizzazione che rappresenta le università del Regno Unito, ha calcolato che l’adesione a Erasmus+ vale 243 milioni di sterline all’anno per l’economia inglese.