(AP Photo/Frank Augstein)

No, il Regno Unito non è uscito dal programma Erasmus

I giornali italiani hanno frainteso un voto del parlamento britannico che non avrà alcuna conseguenza concreta

(AP Photo/Frank Augstein)

Stamattina diversi giornali italiani hanno scritto che dopo l’uscita dall’Unione Europea il Regno Unito lascerà anche il programma di scambio europeo per studenti Erasmus+, discendente del più noto programma Erasmus. La notizia è falsa: i giornali italiani hanno frainteso una decisione del Parlamento britannico che per il momento non avrà alcuna conseguenza sugli scambi in corso o su quelli che inizieranno a breve, come ha precisato anche il sottosegretario britannico alla Ricerca, Chris Skidmore.

Erasmus+ è il principale programma per i giovani dell’Unione Europea, che prevede esperienze di scambio e opportunità di lavoro co-finanziate dal budget europeo. Dalla sua nascita, circa trent’anni fa, ha coinvolto circa 9 milioni di persone e nell’ultimo bilancio pluriennale comunitario – che va dal 2014 al 2020 – è stato finanziato con 14,7 miliardi di euro.

Come molti altri programmi europei, non è chiaro se il Regno Unito continuerà a farne parte una volta che uscirà dall’Unione: insieme a molti altri temi sarà oggetto delle trattative dei prossimi mesi, quando inizieranno i negoziati fra funzionari britannici ed europei per la futura relazione che avranno l’Unione Europea e il Regno Unito (si stima che le trattative potrebbero durare diversi anni).

Al momento il parlamento britannico sta ancora discutendo l’accordo concordato a ottobre fra il governo di Boris Johnson e la Commissione Europea, che riguarda soltanto le misure relative all’uscita vera e propria del Regno Unito dall’Unione. Nell’ambito di questa discussione, il partito Liberal-Democratico aveva proposto un emendamento all’accordo che avrebbe vincolato il governo a chiedere all’Unione Europea di rimanere all’interno del programma Erasmus+ anche dopo Brexit. L’emendamento è stato bocciato con 344 voti contro e 254 a favore. È questo il voto che citano i giornali italiani quando scrivono che il Regno Unito lascerà il programma.

In realtà il voto di ieri «non avrà alcuna conseguenza pratica», come ha fatto notare al Post una fonte della Commissione Europea. Il governo non ha ricevuto alcuna indicazione precisa – il Parlamento non ha approvato un emendamento o una mozione esplicitamente a favore dell’uscita del programma – e i negoziati dei prossimi mesi saranno talmente lunghi e complessi che al momento è impossibile capire quali compromessi prevederanno.

Per di più, l’articolo 137 dell’accordo negoziato a ottobre (PDF) prevede esplicitamente che il Regno Unito continui a partecipare a tutti i programmi europei previsti dal bilancio pluriennale 2014-2020, fra cui quindi anche Erasmus+. Il programma Erasmus+ poi è considerato talmente importante che già l’anno scorso l’Unione Europea e il Regno Unito si erano impegnati a far concludere i programmi individuali di scambio alle persone che li avevano già iniziati, anche in caso di uscita del Regno Unito senza alcun accordo.

Se anche il Regno Unito avvierà davvero le procedure per uscire dall’Unione – la data fissata è il 31 gennaio 2020 – il paese continuerà a fare parte del programma Erasmus+ per tutto il 2020. Secondo una fonte della Commissione Europea, significa che «i beneficiari del programma potranno continuare a ottenere finanziamenti fino alla fine dei loro progetti, anche se si concludono dopo il 2020».

Non è ancora chiaro cosa succederà dopo, ma nella dichiarazione politica allegata all’accordo concordato a ottobre l’Unione Europea e il Regno Unito si sono impegnati (pagina 181 del documento) a «stabilire principi generali, termini e condizioni per la partecipazione del Regno Unito ai programmi dell’Unione […] in aree come la scienza e l’innovazione, la cultura, l’educazione e le attività giovanili». In sintesi, hanno stabilito che continuerà a esistere una forma di collaborazione anche su programmi come l’Erasmus+, a cui peraltro partecipano diversi paesi al di fuori dall’Unione Europea.

Lo ha chiarito anche Skidmore, scrivendo su Twitter che il voto di ieri «non impedisce al Regno Unito di partecipare al programma Erasmus+ una volta usciti dall’Unione Europea».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.