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  • sabato 19 Dicembre 2020

Che nomi hanno i nostri stadi di calcio

Maradona lo conosciamo, ma Renato Dall’Ara, Marcantonio Bentegodi e Carlo Castellani, che sentiamo spesso, chi erano?

Degli stadi di calcio italiani si parla soprattutto per dire quanto siano vecchi rispetto alla media europea e di come andrebbero cambiati, ristrutturati o ricostruiti. La stessa vecchiaia degli impianti, però, porta con sé anche una serie di abitudini e tradizioni: quella dei nomi, per esempio, che in Italia rimangono ancora legati alle persone, più che agli sponsor. Soltanto quattro fra i maggiori stadi italiani non hanno nessun riferimento a persone realmente esistite (o santi), e non a caso sono anche gli unici quattro stadi privati, ristrutturati o costruiti di recente: parliamo dell’Allianz Stadium della Juventus, del Mapei Stadium di Reggio Emilia, della Gewiss Arena dell’Atalanta e della Dacia Arena dell’Udinese (che i tifosi locali continuano a chiamare orgogliosamente stadio Friuli).

I nomi dei vecchi stadi italiani, ripetuti e sentiti quasi ogni fine settimana, da decenni, nascondono quindi storie perlopiù conosciute, come quella del Grande Torino, altre quasi dimenticate ma significative, come quella di Carlo Castellani, e altre ancora più recenti e destinate a durare probabilmente per sempre, come nel caso di Diego Armando Maradona. Nelle pagine successive abbiamo raccolto quelle dei principali stadi italiani, regione per regione.

Stadio Olimpico Grande Torino
Torino

Il vecchio Comunale di via Filadelfia, inaugurato nel 1933, venne ristrutturato per essere lo Stadio Olimpico dei Giochi invernali del 2006. Dieci anni dopo l’impianto è stato rinominato Stadio Olimpico Grande Torino in ricordo della prima grande squadra moderna del calcio italiano, vincitrice di cinque campionati, morta nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949.

Stadio Silvio Piola
Vercelli, Novara

Silvio Piola è il miglior marcatore nella storia del campionato di Serie A. Fra il 1929 e il 1954 segnò 274 gol giocando con Pro Vercelli, Lazio, Juventus e Novara. Nacque in provincia di Pavia e morì a Gattinara, in provincia di Vercelli, il 3 ottobre 1996. Dal 1997 gli stadi della Pro Vercelli e del Novara hanno il suo nome.

Silvio Piola con la Nazionale nel 1938

Marassi (Luigi Ferraris)
Genova

Il caratteristico stadio di Genova viene chiamato perlopiù con il nome del suo quartiere, Marassi, ma dal 1933 è intitolato a Luigi Ferraris, centrocampista del Genoa nei primi anni del Novecento, morto da combattente volontario durante la Prima guerra mondiale e medaglia d’argento al valore.

Stadio Alberto Picco
Spezia

Anche l’altro stadio ligure della Serie A, quello dello Spezia, prende il nome da un ex calciatore morto nel corso della Prima guerra mondiale. Picco non fu solo un calciatore, ma anche capitano, fondatore e consigliere della squadra. Morì nel 1915 durante la battaglia per la conquista del Monte Nero.

San Siro (Giuseppe Meazza)
Milano

Giuseppe Meazza è stato probabilmente la prima celebrità del calcio italiano. Giocò dal 1927 al 1947 e segnò 216 gol in 367 partite ufficiali. Trascorse gli anni più importanti della sua carriera con l’Inter, società che lo prese quattordicenne, e nei suoi ultimi anni di attività giocò brevemente anche per Milan, Juventus, Varese e Atalanta. Vinse da protagonista i Mondiali del 1934 e del 1938. Nel 1980, un anno dopo la sua morte, gli fu intitolato lo stadio di Inter e Milan nel quartiere di San Siro.

Arena Civica (Gianni Brera)
Milano

Il 15 maggio 1910 la nazionale di calcio italiana giocò all’Arena di Milano il suo primo incontro ufficiale. L’antico impianto milanese, costruito nel 1807, fu anche lo stadio dell’Inter dal 1930 al 1947 e poi del Milan dal 1941 al 1945. Dal 2002 è intitolato a Gianni Brera, direttore della Gazzetta dello Sport e tra i personaggi più influenti nel calcio italiano del Novecento.

Stadio Mario Rigamonti
Brescia

Rigamonti è uno dei numerosi giocatori del Grande Torino morti nell’incidente di Superga al quale è stato intitolato uno stadio. Nacque in provincia di Brescia e nel Brescia iniziò a giocare a calcio. Del Grande Torino fu lo stopper titolare al centro della difesa.

Stadio Franco Ossola
Varese

Ossola fu un altro calciatore lombardo del Torino morto a Superga. Era l’esterno sinistro offensivo titolare, giocò a Torino per dieci stagioni e morì a 28 anni.

Stadio Marcantonio Bentegodi
Verona

Il più grande stadio di calcio veneto si chiama da sempre Bentegodi in onore di Marcantonio Bentegodi, politico, dirigente sportivo e filantropo veronese che a fine Ottocento promosse l’attività sportiva in città con la sua Società di Ginnastica e Scherma. Dopo la morte lasciò una fetta consistente del suo patrimonio al finanziamento delle attività sportive cittadine.

Stadio Romeo Menti
Vicenza

Romeo Menti esordì con il Vicenza proprio nella partita inaugurale del nuovo stadio in città, all’epoca chiamato “del Littorio” come tanti altri impianti in epoca fascista. Fu il terzo dei fratelli Menti a giocare con il Vicenza, e da lì iniziò un’ottima carriera nel calcio italiano tra Firenze, Torino e Milano. Fu tra le 31 vittime della tragedia di Superga del 1949: nello stesso anno la città di Vicenza gli intitolò lo stadio.

Stadio Pier Luigi Penzo
Venezia

Il secondo stadio più vecchio d’Italia è anche il più caratteristico del nostro calcio professionistico. È situato all’estremità orientale di Venezia, nel quartiere residenziale di Sant’Elena, uno dei pochi luoghi in città a non essere stati intaccati dal turismo di massa. Negli anni Trenta fu intitolato a Pier Luigi Penzo, aviatore veneziano morto in un incidente aereo in Francia nel 1928, mentre era di ritorno dalla missione di salvataggio dell’equipaggio del dirigibile Italia nel Mar Glaciale Artico.

Stadio Piercesare Tombolato
Cittadella

Il piccolo comune in provincia di Padova è da anni una presenza stabile nel campionato di Serie B. Il suo stadio è intitolato a Piercesare Tombolato, portiere delle giovanili del Cittadella morto nel 1957 a diciotto anni a causa di uno scontro di gioco in una partita del campionato juniores contro il Padova.

Stadio Nereo Rocco
Trieste

Il principale stadio di Trieste è stato inaugurato nel 1992 e da sempre è intitolato a Nereo Rocco, uno dei più importanti allenatori nella storia del calcio italiano, nato e morto a Trieste. Con il Milan tra gli anni Sessanta e Settanta, Rocco ottenne le prime vittorie internazionali del calcio italiano: vinse due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e una Intercontinentale, oltre a due campionati e tre Coppe Italia. Il Rocco fu costruito accanto al vecchio impianto principale della città intitolato a Giuseppe Grezar, uno dei giocatori del Torino morti nella tragedia di Superga.

Rocco (a destra) con l’attaccante inglese Jimmy Greaves nel 1961 (Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Stadio Renato Dall’Ara
Bologna

Renato Dall’Ara fu lo storico presidente del Bologna più forte di sempre (“lo squadrone che tremare il mondo fa”). Morì il 3 giugno 1964 per un infarto mentre si trovava nella sede della Lega Calcio a Milano, durante un incontro con il presidente dell’Inter Angelo Moratti in preparazione dello spareggio tra Bologna e Inter per l’assegnazione dello Scudetto del 1964. Gli fu intitolato lo stadio cittadino nel 1983.

Stadio Ennio Tardini
Parma

Tardini fu il presidente del Parma artefice della costruzione dello stadio che porta ancora il suo nome. I lavori iniziarono nel 1922 ma Tardini non fece in tempo a vederne la conclusione perché morì l’anno successivo.

Stadio Paolo Mazza
Ferrara

Lo stadio della Spal è intitolato a Paolo Mazza, allenatore, dirigente e presidente del club fra gli anni Quaranta e Sessanta, a cui si attribuiscono i maggiori successi della società, fra cui la valorizzazione di molti giovani calciatori italiani poi ceduti alle grandi del campionato. Fu anche Commissario Tecnico della Nazionale italiana ai Mondiali in Cile del 1962.

Stadio Alberto Braglia
Modena

Lo stadio del Modena che ha anche ospitato il Carpi in Serie A è intitolato all’olimpionico Alberto Braglia, vincitore di tre ori nella ginnastica artistica alle Olimpiadi di Londra 1908 e Stoccolma 1912. Fu anche allenatore della Nazionale italiana che vinse l’oro a Los Angeles 1932.

Stadio Artemio Franchi
Firenze, Siena

Gli stadi di Firenze e Siena sono entrambi intitolati ad Artemio Franchi, influente dirigente sportivo italiano, segretario della Fiorentina, presidente della FIGC dal 1967 al 1976, presidente della UEFA e vicepresidente della FIFA negli anni Settanta. Franchi nacque a Firenze ma fu sempre legato a Siena, città dei suoi genitori.

Gianpiero Boniperti e Artemio Franchi (LaPresse)

Arena Garibaldi (Romeo Anconetani)
Pisa

In origine conosciuta come Arena Federighi, già a fine Ottocento fu intitolata a quel Garibaldi, il cui nome resiste tuttora nonostante dal 2001 sia intitolato anche a Romeo Anconetani, storico presidente del Pisa negli anni Ottanta, il periodo di maggior successo della società toscana.

Stadio Carlo Castellani
Empoli

Castellani è stato fino al 2011 il miglior marcatore nella storia dell’Empoli, con cui giocò dal 1926 al 1930 e dal 1934 al 1939. Durante la Seconda guerra mondiale si costituì al regime fascista al posto del padre anziano, ritenuto tra i responsabili degli scioperi di massa delle industrie locali. Morì nel 1944 in uno dei sottocampi di concentramento dipendenti da quello austriaco principale di Mauthausen.

Stadio Renato Curi
Perugia

Lo stadio del capoluogo umbro, inizialmente conosciuto come il Comunale di Pian di Massiano, è intitolato al centrocampista del Perugia che il 30 ottobre del 1977 morì per un arresto cardiaco durante una partita di campionato contro la Juventus, a 24 anni. A Curi è intitolata anche la squadra di calcio di Città Sant’Angelo, la Renato Curi Angolana, club in provincia di Pescara in cui iniziò la carriera.

Renato Curi fotografato durante il suo ultimo allenamento con il Perugia, nel 1977 (ANSA)

Stadio Cino e Lillo Del Duca
Ascoli

I fratelli Cino e Lillo Del Duca furono editori, fondatori del quotidiano Il Giorno e presidenti onorari dell’Ascoli negli anni Cinquanta e Sessanta, nonché importanti finanziatori della società.

Cino Del Duca (al centro) a Parigi nel 1957 (AGIP/ArchiviFarabola)

Stadio Adriatico (Giovanni Cornacchia)
Pescara

Lo stadio Adriatico è intitolato all’atleta pescarese Giovanni Cornacchia, olimpico a Tokyo nel 1964 e argento europeo nei 110 metri ostacoli, morto nel 2008. Fu inoltre presidente della sezione provinciale del CONI.

Stadio Olimpico
Roma

Inizialmente chiamato stadio dei Cipressi, poi Stadio dei Centomila e infine Stadio Olimpico in seguito all’assegnazione delle Olimpiadi del 1960, è di proprietà del CONI. Ha ospitato due finali dei Mondiali e attualmente è usato da Roma, Lazio e della Nazionale italiana di rugby per il Sei Nazioni.

– Leggi anche: Che fine farà lo stadio Flaminio?

Stadio Benito Stirpe
Frosinone

Inaugurato nel 2017, l’impianto è stato costruito su di una base già esistente, il vecchio stadio Casaleno, rimasto incompiuto per decenni e nel frattempo andato in rovina. Benito Stirpe fu presidente del Frosinone dal 1965 al 1967.

Stadio Diego Armando Maradona
Napoli

L’annuncio dell’intitolazione del vecchio San Paolo a Diego Armando Maradona è stato dato il giorno stesso della morte dell’ex campione argentino, il più grande giocatore nella storia del Napoli. Inizialmente conosciuto come Stadio del Sole, ma rinominato San Paolo nel 1963, lo stadio di Fuorigrotta è diventato il secondo grande impianto intitolato a Maradona dopo quello dell’Argentinos Juniors di Buenos Aires, la prima squadra della sua carriera.

Diego Armando Maradona entra per la prima volta allo stadio San Paolo (Delmati/LaPresse)

Stadio Ciro Vigorito
Benevento

Lo stadio del Benevento, una delle ultime esordienti in Serie A, è dedicato al fratello dell’attuale presidente della squadra campana, morto nel 2010: i due rilevarono il Benevento dalla Serie C2 nel 2006. Precedentemente l’impianto era noto come Santa Colomba.

Stadio Arechi
Salerno

Inaugurato nel 1990, prende il nome da Arechi II, principe e duca longobardo di origini friulane vissuto nell’ottavo secolo: spostò la corte del suo ducato da Benevento a Salerno.

Stadio Partenio (Adriano Lombardi)
Avellino

I Monti del Partenio sono le cime che circondano Avellino e che danno il nome allo stadio cittadino, dal 2011 dedicato all’ex capitano toscano dell’Avellino, Adriano Lombardi, morto per sclerosi laterale amiotrofica nel 2007.

Stadio San Nicola
Bari

Progettato da Renzo Piano e soprannominato “Astronave” per la sua forma, è intitolato al santo patrono di Bari, il cui nome fu preferito a Mediterraneo, Azzurro, degli Ulivi e del Levante.

Stadio Via del Mare (Ettore Giardiniero)
Lecce

Lo stadio di Lecce si trova lungo la provinciale che collega la città al mare. Per tutti è semplicemente il Via del Mare, ma dal 2002 è intitolato all’ex sindaco leccese Ettore Giardiniero, che diede inizio alla costruzione dell’impianto nel 1966.

Stadio Ezio Scida
Crotone

Ezio Scida fu un giocatore del Crotone degli anni Quaranta che morì a trent’anni in un incidente stradale sulla strada per Castrovillari, dove avrebbe dovuto giocare in una partita amichevole tra il Crotone e la squadra locale.

Stadio San Vito (Gigi Marulla)
Cosenza

Nel 2015 il San Vito è stato co-intitolato all’ex calciatore Gigi Marulla, attaccante del Cosenza per undici stagioni tra il 1982 e il 1997, morto nel 2015 per un arresto cardiaco a 52 anni.

Stadio Oreste Granillo
Reggio Calabria

Oreste Granillo fu presidente della Reggina dal 1960 al 1977 e sindaco democristiano di Reggio Calabria dal 1980 al 1982. Nel 1999 gli è stato intitolato lo stadio cittadino, in precedenza conosciuto come “Michele Bianchi”o semplicemente Stadio Comunale.

Stadio Angelo Massimino (Cibali)
Catania

Massimino fu presidente del Calcio Catania dal 1969 al 1973, dal 1974 al 1987 e dal 1992 al 1996. Nel 2002 gli fu intitolato lo stadio cittadino, fino ad allora conosciuto come il Cibali, nome del quartiere circostante al quale è legata una delle espressioni storiche del calcio italiano, quel «Clamoroso al Cibali!» detto da Sandro Ciotti in Tutto il calcio minuto per minuto per commentare la vittoria del Catania sulla “Grande Inter” di Helenio Herrera il 4 giugno 1961.

Stadio Renzo Barbera (La Favorita)
Palermo

Conosciuto anche come “La Favorita”, il Barbera è stato inaugurato nel 1932 e ristrutturato nel 1988 in previsione dei Mondiali di Italia. Barbera fu presidente del Palermo fra gli anni Settanta e Ottanta. L’attuale proprietario della squadra, Dario Mirri, è suo nipote.