(Photo by Lisa Maree Williams/Getty Images)

13 pantofole, per un inverno in casa

Per chi ormai ha usurato le sue, oppure non le ha mai usate ma lavorando da casa ha deciso di convertirsi

(Photo by Lisa Maree Williams/Getty Images)

Nell’ultimo anno la maggior parte delle persone ha consumato più suole di pantofole che di scarpe. Non è un caso che, mentre nel mondo le vendite delle scarpe calavano, crescevano quelle delle Crocs, gli zoccoli di resina schiumosa noti e apprezzati per la loro “bruttezza” e comodità. Una cosa simile è successa in Italia alle tradizionali pantofole friulane, fatte di velluto, che già da qualche anno avevano cominciato ad andare di moda, ma per le quali la richiesta è cresciuta moltissimo negli ultimi mesi.

Per molti di quelli che le usavano anche prima, le pantofole sono diventate le scarpe da tutti i giorni, mentre chi prima non le usava, quest’anno potrebbe essersi convertito – anche per non dare fastidio ai vicini, a loro volta chiusi in casa. Come le tute, sono in parte diventate un modo per “vestirsi” senza vestirsi veramente: insomma, per stare comodi nelle lunghe giornate passate in casa e, allo stesso tempo, darsi delle regole per mantenere una certa normalità. Per chi ancora non le ha comprate, le deve sostituire o vorrebbe regalarne un paio a Natale, ne abbiamo selezionate 13 tra quelle che si possono comprare online.

Ciabatte
Chi ha spesso freddo ai piedi potrebbe stupirsi di sapere che esistono persone che invece preferiscono tenere i piedi all’aria aperta, anche d’inverno. Per queste persone è sufficiente avere un paio di pantofole che isolino i piedi dal freddo del pavimento, come le classiche ciabatte aperte che si usano anche d’estate, al massimo abbinate a un paio di calze – specialmente ora che tra gli ama lo street wear l’abbinamento è stato sdoganato.

Tra i redattori del Post le più gettonate in questa categoria sono le Adilette di Adidas, che inizialmente venivano vendute come ciabatte da piscina ma che negli ultimi anni si sono diffuse moltissimo anche in altri contesti. Si riconoscono per la spessa fascia sul davanti con le tre righe di Adidas. Sono fatte di plastica, nello specifico di etilene vinil acetato (EVA), un materiale morbido che dà un effetto ammortizzante quando ci si cammina. Si possono comprare sul sito di Adidas, ma si trovano anche su Asos e su Amazon a un costo che va dai 25 ai 35 euro.

Di EVA è fatta anche una versione delle Arizona di Birkenstock, quelle con le due fasce sopra il piede e aperte dietro. Si possono acquistare sul sito di Birkenstock, su MaxiSport e su Amazon (dove fino a poco tempo fa non si trovavano per una decisione dell’azienda produttrice, poi rivista) in vari colori a un prezzo che va dai 33 ai 45 euro.

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Pantofole “carro armato”
Così soprannominate dalla redattrice del Post che anche in casa pretende di avere i piedi ben protetti, con calzature resistenti all’esterno e calde e soffici all’interno. Costano come un paio di scarpe, ma «tanto siamo sempre in casa» e «abbiamo risparmiato perché non abbiamo dovuto comprare scarpe nuove per uscire». Di questa categoria fanno parte per esempio le Thermoball di North Face (da uomo e da donna costano 60 euro), fatte come una giacca imbottita: sono chiuse dietro e hanno la suola in gomma antiscivolo che va bene per stare in casa ma anche sul balcone, sulle scale, o addirittura per arrivare all’edicola sotto casa o alla panetteria all’angolo. Per chi preferisce, comunque, ci sono anche quelle esclusivamente da casa, con la suola morbida antiscivolo. Quest’ultimo modello esiste solo da donna, apparentemente, e costa 50 euro.

Per chi non apprezza l’estetica del piumino, ma preferisce quella del montone col pelo, ci sono le scuffette di Ugg, il marchio dei popolari stivali imbottiti australiani. Sul sito di UGG costano 99 euro, ma qualche numero si trova anche su Amazon a poco meno.

Anche le pantofole del marchio londinese Mahabis sono molto strutturate, con la suola di gomma e il resto di lana. Hanno un aspetto da abbigliamento “tecnico” che potrebbe non piacere a tutti, ma esistono in molte varianti di colore, anche con una fantasia animalier in edizione limitata. Il modello classico costa 99 euro.

Ciabatte, ma col pelo
A metà tra la prima e la seconda categoria c’è un tipo di ciabatta diventata popolare negli ultimi anni: sono ciabatte, appunto, ma pelose. Tengono più caldo delle classiche ciabatte di plastica, ma sono più graziose – poi dipende dai gusti – delle pantofole carro-armato. Tra quelli che hanno preso più sul serio la centralità del pelo, c’è il marchio londinese Ducie: le sue pantofole hanno la suola in gomma e la fascia, pelosa, in diversi colori. Sono piuttosto costose, il prezzo varia dai 120 ai 150 euro.

Anche Ugg propone modelli simili, anche in versione infradito, o particolarmente vistosi, a prezzi un po’ inferiori ma sempre attorno al centinaio di euro. Per chi vorrebbe ciabatte del genere ma spendendo meno, ci sono quelle pelose di Oysho con la fascia incrociata sul piede. Costano 26 euro.

Le friulane
Se la priorità è essere alla moda, le friulane (o furlane, in dialetto) sono le pantofole del momento, come si dice. Il modello tradizionale friulano è quello con la suola in gomma riciclata, la copertura in velluto (che copre tutto il piede) e il punto a mano ben visibile tutto attorno, ma in commercio se ne trovano diverse varianti. Quelle più robuste, finito l’inverno, possono essere usate anche per uscire, come hanno cominciato a fare sempre più persone negli ultimi anni. Piedaterre, un negozio veneziano che ha rilevato l’attività di una bancarella di friulane degli anni Cinquanta, accetta ordini a distanza e li spedisce in tutta Italia. Altrimenti tra i negozi online che vendono friulane ci sono MelidèGallo. Costano tra i 50 e i 70 euro.

Le Sleeper
Altre pantofole eleganti (e molto più costose) sono quelle di Sleeper, un’azienda americana di pigiami e abbigliamento per stare in casa che nel 2015 fu nominato “brand dell’anno” da Franca Sozzani, che allora era la direttrice dell’edizione italiana di Vogue. Il modello classico (che come gli altri è solo da donna) è fatto di “peluche”, aperto dietro e con la punta squadrata; c’è anche un modello a ballerina, chiuso dietro e con i pompon.

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Pantofole a forma di pantofola
Le pantofole di cui abbiamo parlato finora si allontanano dalla classica forma da pantofola, che però continua a funzionare bene e forse corrisponde di più ai desideri di qualcuno.

Nella cultura giapponese le pantofole sono particolarmente importanti: per evitare di sporcare gli ambienti chiusi, spesso vengono date agli ospiti quando entrano in una casa che non è la loro o anche usate nei luoghi di studio e di lavoro. Forse è per questo che tra le pantofole “tradizionali” più di qualità e a prezzi più competitivi ci sono quelle di due marchi giapponesi: Muji e Uniqlo. Sul sito di Muji ce ne sono di vari modelli, aperti e chiusi, di lino, di lana, di pile e di flanella con prezzi che vanno dai 10 ai 25 euro.

Sul sito di Uniqlo ci sono varie versioni del modello tradizionale aperto dietro e chiuso davanti, ma anche un modello a ballerina e un modello a stivaletto, tutti a 12 euro e 90.

Altre pantofole di forma tradizionale e con prezzi accessibili sono quelle di Ofoot consigliate da The Cut, la rivista online femminile del New York Magazine. La suola è in memory foam, il materiale di cui sono fatti alcuni materassi che si adatta alla forma del corpo. Sono disponibili in vari colori e costano 24 euro.

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Per non prendersi troppo sul serio
Altre pantofole che più tradizionali non si può sono quelle di Defonseca, un marchio associato all’idea stessa di pantofola grazie ai suoi spot televisivi. Qui le segnaliamo soprattutto per chi, disinteressandosi completamente dell’opinione altrui, apprezza le pantofole a forma di animali o di personaggi di cartoni animati. I fan più spudorati di Star Wars per esempio potrebbero apprezzare le pantofole di Chewbecca (14 euro).

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.