L'ex europarlamentare del M5S, Eleonora Evi (Mathieu CUGNOT/EP)

La scissione del M5S al Parlamento Europeo

Quattro europarlamentari vicini ad Alessandro Di Battista hanno lasciato gruppo e Movimento: cercheranno di entrare nei Verdi

L'ex europarlamentare del M5S, Eleonora Evi (Mathieu CUGNOT/EP)

Quattro europarlamentari del Movimento 5 Stelle, il partito più rappresentato nel governo nazionale italiano, hanno lasciato il gruppo parlamentare e il Movimento: Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi. La decisione dei quattro europarlamentari, considerati i più vicini all’ala “radicale” del Movimento guidata da Alessandro Di Battista, hanno scritto in una nota congiunta che lasciano il Movimento «per poter continuare a portare avanti il proprio programma elettorale, più volte disatteso dall’ambiguo atteggiamento imposto nell’ultimo anno dal M5s stesso».

Di una scissione all’interno della delegazione del M5S al Parlamento Europeo, che dall’inizio della legislatura non appartiene ad alcun gruppo parlamentare e per questo è sostanzialmente condannato all’irrilevanza, si parla ormai da diverse settimane, per via delle stesse tensioni fra “moderati” e “radicali” che da tempo attraversano il partito e non sono state risolte con i recenti Stati Generali.

Le tensioni all’interno del gruppo del movimento sono cresciute dopo l’approvazione al Parlamento Europeo della politica agricola comune (PAC) del prossimo bilancio: i quattro eurodeputati hanno votato contro il programma di sussidi in contrasto con l’indicazione del partito, ritenendolo troppo poco ambizioso. Dopo lo scontro sul PAC, la capodelegazione Tiziana Beghin aveva accennato a possibili espulsioni dei dissidenti, che non avevano escluso la possibilità di lasciare il gruppo.

Secondo quanto è stato ricostruito da EURACTIV, i quattro parlamentari proveranno nelle prossime settimane a entrare nel gruppo dei Verdi, con cui sarebbero in trattativa da tempo. Anche nel comunicato con cui hanno annunciato la scissione, i quattro si definiscono “l’ala ambientalista” della delegazione (in realtà è vero soprattutto per Evi, vicinissima ai Verdi sin dalla sua elezione nella precedente legislatura). Non è chiaro se verranno accolti: in passato l’intera delegazione del M5S aveva avuto diversi contatti coi Verdi, molto scettici soprattutto sul controllo esercitato da Davide Casaleggio sul partito e sulla loro passata alleanza con partiti di estrema destra, dalla Lega fino allo UKIP di Nigel Farage.

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I quattro eurodeputati spiegano ora che la loro decisione «è stata resa necessaria dall’impossibilità di portare avanti con coerenza la difesa di questi temi, all’interno della delegazione del M5S, il cui operato oggi diverge irrimediabilmente sia dall’impegno preso con gli elettori che dalle aspirazioni originarie del MoVimento». Per quanto riguarda la loro posizione sul governo italiano spiegano di «non voler in alcun modo scalfire l’operato del Governo Conte» e di aver agito «in totale e piena autonomia».

In un lungo post su Facebook Eleonora Evi ha accusato i vertici del Movimento 5 Stelle e l’ex capo politico, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, di aver «deciso deliberatamente di calpestare la democrazia interna nel M5S». Evi ripercorre la sua storia all’interno del Movimento dalla prima militanza all’arrivo al Parlamento Europeo ed elenca i temi di conflitto, soprattutto ambientale, con le scelte del gruppo a Bruxelles. Definisce infine l’abbandono del Movimento «una decisione sofferta, maturata nel tempo», ma presa oggi «con lucidità e consapevolezza». Per Evi è il M5S che ha «tradito le sue battaglie e la sua identità».

Fra i quattro Evi è la parlamentare che ha più possibilità di essere accolta nei Verdi. Nella scorsa legislatura il gruppo parlamentare – dominato dai Verdi tedeschi – ha anche accettato singoli parlamentari che avevano lasciato il partito, come l’ex eurodeputato del M5S Marco Affronte.

I Verdi però potrebbero decidere di accogliere tutti e quattro perché dopo l’uscita del Regno Unito dalle istituzioni europee hanno perso sette deputati britannici e sono stati superati dal gruppo di estrema destra Identità e Democrazia (ID), di cui fa parte anche la Lega, diventato il quarto gruppo del Parlamento per grandezza, con 75 europarlamentari. I Verdi hanno recentemente accolto l’ex parlamentare polacca Sylwia Spurek, uscita dal gruppo Socialista.