Un particolare della copertina di "La funzione del mondo - Una storia di Vito Volterra" (Feltrinelli-CNR edizioni)

Vito Volterra e la libertà della scienza

Un nuovo libro a fumetti racconta la vita del grande matematico emarginato dal fascismo

Un particolare della copertina di "La funzione del mondo - Una storia di Vito Volterra" (Feltrinelli-CNR edizioni)

Il 26 novembre è uscito La funzione del mondo, un graphic novel di Alessandro Bilotta e Dario Grillotti dedicato al matematico Vito Volterra (pubblicato da Feltrinelli in coedizione con CNR edizioni, le pubblicazioni del Consiglio nazionale delle ricerche). Volterra fu uno dei più importanti matematici italiani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ma è stato a lungo dimenticato poiché negli ultimi anni della sua vita fu estromesso dal fascismo dagli studi accademici. Nel 1931 fu infatti uno della dozzina di docenti universitari, su oltre milleduecento, che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. A Volterra, e ai suoi dieci colleghi, fu tolta la cattedra. Recensendo il libro sul quotidiano Domani, la scrittrice e matematica Chiara Valerio ha scritto: «Ci sono in Vito Volterra quell’uomo nuovo e quella donna nuova che speriamo tornino per spezzare l’incantesimo lanciato da Giovanni Gentile che relega, nel nostro paese, le scienze a mere tecnologie».
Ecco le prime dieci tavole del libro:

Volterra era nato ad Ancona nel 1860 e si laureò in fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1883 diventò professore di meccanica razionale a soli 23 anni. Nel 1905 fu nominato senatore del Regno d’Italia per meriti scientifici. Dal 1923 al 1926 fu presidente dell’Accademia dei Lincei e, sempre dal 1923, il primo presidente del CNR, il Consiglio nazionale delle ricerche. Nel 1926 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Morì a Roma nel 1940 dopo essere stato emarginato dalla vita scientifica e accademica.