Controlli sul lungomare di Pescara (ANSA/Lorenzo Dolce)
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  • mercoledì 11 Novembre 2020

Da oggi Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata sono in area arancione

Entrano in vigore nuove restrizioni per contenere la pandemia da coronavirus, ma resta possibile circolare liberamente nel proprio comune

Controlli sul lungomare di Pescara (ANSA/Lorenzo Dolce)

Da oggi Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata sono considerate “area arancione”, ovvero rientrano nella fascia intermedia di rischio coronavirus prevista dall’ultimo Decreto del presidente del Consiglio (DPCM). Gli abitanti delle cinque regioni saranno soggetti a restrizioni maggiori, come già Puglia e Sicilia.

La decisione di inserire anche Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria nella fascia di rischio intermedia è stata presa in base agli ultimi dati raccolti sull’andamento dell’epidemia a livello locale. In base al Dpcm del 4 novembre, infatti, il collocamento delle regioni nelle diverse fasce di rischio è legato all’indice Rt, che indica la quantità di individui che in media vengono contagiati da una persona positiva al coronavirus, e a 21 parametri tra cui il numero dei ricoveri in ospedale e la percentuale dei tamponi positivi su tutti i tamponi effettuati.

Cosa si può fare e cosa no nelle “aree arancioni”
Nelle “aree arancioni” è vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino – salvo «comprovati motivi di lavoro, necessità e salute» che dovranno essere autocertificati – e sono vietati spostamenti in entrata e in uscita dal comune di residenza, salvo quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. Sono inoltre vietati gli spostamenti con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune.

– Leggi anche: Il nuovo modulo di autocertificazione

Nelle “aree arancioni” è comunque consentito spostarsi e uscire dal proprio comune o dalla propria regione per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza: questi spostamenti riguardano quindi docenti, alunni e gli accompagnatori di questi ultimi. Ed è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non ci sono invece limiti agli spostamenti all’interno del comune di residenza, quindi si potrà liberamente uscire di casa.

Nella “aree arancioni” sono sospesi tutti i servizi di ristorazione (ristoranti, bar, pub, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, e fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Per saperne di più, il governo ha pubblicato una pagina speciale con tutte le domande più frequenti e le risposte su cosa si può fare e cosa no nelle “aree arancioni”.