LaPresse - Jennifer Lorenzini
  • Italia
  • lunedì 9 Novembre 2020

Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria saranno “area arancione”

Dal prossimo mercoledì, con conseguenti nuove limitazioni per i loro abitanti

LaPresse - Jennifer Lorenzini

Dal prossimo mercoledì Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria saranno considerate “area arancione”: saranno quindi inserite nella fascia intermedia di rischio coronavirus prevista dall’ultimo Dpcm e i loro abitanti saranno soggetti a restrizioni maggiori. La decisione sarà contenuta in un’ordinanza che il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe firmare lunedì sera, ma è già stata annunciata dal presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio, informato dal ministro Speranza. Il provvedimento sarà valido per due settimane.

La decisione di inserire anche Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria nella fascia di rischio intermedia è stata presa in base agli ultimi dati raccolti sull’andamento dell’epidemia a livello locale. In base al Dpcm del 4 novembre, infatti, il collocamento delle regioni nelle diverse fasce di rischio è legato all’indice Rt, che indica la quantità di individui che in media vengono contagiati da una persona positiva al coronavirus, e a 21 parametri tra cui il numero dei ricoveri in ospedale e la percentuale dei tamponi positivi su tutti i tamponi effettuati.

– Leggi anche: Quali criteri usa il governo per definire le aree rosse

Nelle “aree arancioni” è vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino – salvo «comprovati motivi di lavoro, necessità e salute» che dovranno essere autocertificati – e sono vietati spostamenti in entrata e in uscita, salvo quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. Sono inoltre vietati gli spostamenti con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune.

Le cose da sapere sul coronavirus

Nelle “aree arancioni” è comunque consentito spostarsi e uscire dal proprio comune o dalla propria regione per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza: questi spostamenti riguardano quindi docenti, alunni e gli accompagnatori di questi ultimi. Ed è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Non ci sono invece limiti agli spostamenti all’interno del comune di residenza, quindi si potrà liberamente uscire di casa.

Nella “aree arancioni” sono sospesi tutti i servizi di ristorazione (ristoranti, bar, pub, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, e fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Al momento, oltre a Liguria, Toscana, Umbria, Basilicata e Abruzzo, le regioni inserite nella fascia di rischio intermedia sono Puglia e Sicilia; Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria sono state definite “aree rosse”, mentre le altre regioni si trovano nella fascia di minor rischio e minori restrizioni: sono “aree gialle”. Da lunedì, inoltre, anche in Alto Adige sono state imposte nuove restrizioni simili a quelle delle aree rosse.