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  • Giovedì 29 ottobre 2020

Il comune di Milano vuole vietare di fumare in alcuni luoghi all’aperto

La giunta ha approvato un regolamento che vieta il fumo nei parchi, vicino alle fermate dei mezzi pubblici e negli stadi: lunedì ci sarà il voto finale in consiglio comunale

Un fumatore alla fermata dell'autobus, a Milano, 18 gennaio 2020 (ANSA/MARIA ACANFORA)
Un fumatore alla fermata dell'autobus, a Milano, 18 gennaio 2020 (ANSA/MARIA ACANFORA)

La giunta del comune di Milano ha approvato il Regolamento sulla qualità dell’aria che prevede, tra le altre cose, il divieto di fumare dall’1 gennaio 2021 anche in alcuni luoghi all’aperto. Il regolamento prevede il divieto nei parchi, nel raggio di dieci metri dalle fermate dei mezzi pubblici, nelle aree gioco per i bambini, nelle aree per i cani, nei cimiteri, ma anche negli stadi, compreso quello di San Siro.

Lunedì il regolamento, di cui la parte sul fumo è quella politicamente più controversa, arriverà in consiglio comunale dove sarà prima discusso e poi votato: solo a quel punto, se approvato ed eventualmente emendato, entrerà in vigore. La decisione della Giunta è stata presa per combattere l’inquinamento nella città, che è tornato a crescere da ottobre, con flussi di traffico a livelli simili, o addirittura superiori, a quelli precedenti all’emergenza coronavirus, soprattutto nelle ore di punta.

L’assessore alla Mobilità Marco Granelli ha spiegato che limitare il fumo «aiuta a ridurre il Pm10», ovvero il particolato formato da particelle con un diametro inferiore al centesimo di millimetro (10 micrometri) che riescono anche a depositarsi nei bronchi. Per Granelli «a maggior ragione adesso, con la pandemia in corso», la richiesta della giunta del blocco del fumo in alcune aree aperte di rappresenta «una spinta ulteriore per migliorare la salute e fare prevenzione».

– Leggi anche: L’inquinamento dell’aria, spiegato bene

Per quanto riguarda gli altri obblighi previsti dal Regolamento dovrebbe essere anticipato dall’1 ottobre 2023 allo stesso giorno del 2022 il divieto di utilizzare caldaie a gasolio. Secondo i dati del Comune sarebbero ancora 1.500 i vecchi impianti a gasolio che dovranno essere adeguati, ma che potranno utilizzare gli incentivi del governo e del comune. Per quanto riguarda il settore pubblico, sempre Granelli ha detto che il comune «è intervenuto in modo deciso su questo punto e nelle case popolari gestite dall’amministrazione non ne è rimasta nemmeno una». Gli edifici pubblici che usano ancora un impianto a gasolio sarebbero al momento soltanto otto.

Invece l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi, per evitare la dispersione di riscaldamento d’inverno o di aria condizionata d’estate, con un conseguente spreco di energia e un maggiore inquinamento, è stato posticipato all’1 gennaio 2022 (era previsto per lo scorso giugno) a causa dell’emergenza coronavirus.

Il Regolamento prevede anche il divieto di fuochi d’artificio e barbecue dal primo ottobre al 31 marzo, il censimento delle pizzerie con forni a legna da realizzare entro marzo 2021 con l’obbligo di utilizzare “legna certificata in classe A1” (cioè la meno inquinante) da ottobre 2023.