Napoli, 23 ottobre 2020 (© Fabio Sasso/ZUMA Wire / ANSA)
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  • sabato 24 Ottobre 2020

Le proteste contro il coprifuoco a Napoli

In tarda serata centinaia di persone hanno manifestato contro le misure per contenere il coronavirus, lanciando petardi e fumogeni

Napoli, 23 ottobre 2020 (© Fabio Sasso/ZUMA Wire / ANSA)

Venerdì sera a Napoli centinaia di persone hanno protestato contro il coprifuoco entrato in vigore dalle 23 per contenere il coronavirus e contro il lockdown chiesto dal presidente della Campania Vincenzo De Luca. Ci sono stati scontri davanti alla sede della Regione, in via Santa Lucia, lanci di petardi, bottiglie e fumogeni, cassonetti della spazzatura gettati in mezzo alla strada; alcuni gruppi di manifestanti hanno assalito le auto della polizia. Agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno lanciato gas lacrimogeni e cercato di disperdere la folla.

Sei tra poliziotti e carabinieri sono stati feriti, due manifestanti 32enni con precedenti penali sono stati arrestati, processati con rito direttissimo e rilasciati sabato: uno è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere, l’altro a 1 anno e due mesi con pena sospesa. È stata aperta un’inchiesta per i danneggiamenti e le violenze.

La manifestazione era stata organizzata sui social network; il corteo ha attraversato il centro storico, passando per piazza Municipio e piazza Plebiscito, e si è concluso davanti alla sede della Regione in via Santa Lucia, dove ci sono stati gli scontri più violenti.

I manifestanti protestavano soprattutto per la crisi economica causata dalle misure di contenimento del coronavirus. Cantavano slogan di protesta contro il governatore De Luca e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sugli striscioni c’erano slogan come «Tu ci chiudi, tu ci paghi» e «’A salute è ‘a prima cosa ma senza soldi non si cantano messe».

Durante gli scontri è stato aggredito anche un giornalista di SkyTg24, Paolo Fratter.

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