La sonda OSIRIS-REx della NASA in un'elaborazione grafica (NASA)

La sonda OSIRIS-REx ha esagerato

Ha raccolto più materiale del previsto dall'asteroide Bennu, a 320 milioni di chilometri da noi, e ora ne sta perdendo un po' dando qualche grattacapo alla NASA

La sonda OSIRIS-REx della NASA in un'elaborazione grafica (NASA)

La sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA ha raccolto molto più materiale del previsto dall’asteroide Bennu, intorno al quale orbita a circa 320 milioni di chilometri da noi, causando un’anomalia nel suo sistema di raccolta. La copertura del braccio meccanico con cui ha effettuato l’operazione è rimasta lievemente aperta a causa dei detriti in eccesso, e alcuni di questi stanno fuoriuscendo nell’ambiente spaziale circostante.

OSIRIS-REx è una delle missioni spaziali più ambiziose degli ultimi tempi per la NASA. La sonda era stata lanciata nel 2016 e nel 2018 ha raggiunto Bennu, un asteroide che  ha una massa stimata intorno ai 70 milioni di tonnellate e un diametro massimo di 565 metri. Uno degli obiettivi della missione, il più complicato, prevede che OSIRIS-REx prelevi frammenti dell’asteroide, li raccolga in un contenitore e li riporti poi sulla Terra per poterli analizzare. Lo studio di quei frammenti potrebbe infatti offrire nuovi indizi su come si formò il nostro sistema solare, miliardi di anni fa.

Poco dopo la mezzanotte di mercoledì 21 ottobre, OSIRIS-REx ha compiuto una manovra per avvicinarsi a Bennu e toccarlo per circa cinque secondi con il proprio braccio meccanico. Nel farlo, ha emesso un potente sbuffo di azoto, per far sollevare i detriti presenti sulla superficie dell’asteroide, che sono poi stati raccolti dalla parte inferiore dello stesso braccio meccanico. L’operazione, come confermato dalle immagini inviate dalla sonda, è stata un successo e nelle ultime ore i responsabili della missione si sono accorti di essere “vittime del loro stesso successo”, come ha ammesso uno dei coordinatori dell’iniziativa per conto della NASA.

Analizzando alcune immagini dell’estremità del braccio meccanico, i ricercatori si sono accorti che il suo tappo non si è chiuso perfettamente, a quanto pare proprio per la presenza di una quantità eccessiva di materiale roccioso proveniente dall’asteroide. La chiusura è sollevata di circa un centimetro e questo fa sì che parte delle rocce prelevate si stia disperdendo nello spazio.

Le immagini mostrano una perdita molto lenta e per questo si ritiene che OSIRIS-REx possa comunque trattenere una sufficiente quantità di materiale.

Una manovra del braccio meccanico svolta nella giornata di giovedì ha probabilmente favorito la perdita di 1-10 grammi di rocce. La NASA è quindi al lavoro per studiare le manovre da far svolgere alla sonda per immagazzinare il materiale prelevato in un contenitore che si trova nel suo corpo centrale, e che consentirà poi di portare sulla Terra i campioni. I responsabili della missione si sono dati tempo fino a lunedì 26 ottobre per capire come fare, consapevoli di dovere agire in fretta per ridurre il rischio di perdere altro materiale presente all’interno del braccio meccanico.

Il piano iniziale prevedeva di fare le cose con più calma, effettuando una serie di manovre oggi per stimare la massa del materiale prelevato. Non potendolo pesare in modo convenzionale, viste le condizioni di sostanziale assenza di peso, i ricercatori avevano elaborato un sistema per confrontare i movimenti della sonda registrati in passato con quelli dopo il prelievo, in modo da verificare se la sua massa fosse cambiata, a indicazione della presenza delle rocce. L’operazione avrebbe però richiesto di far compiere alcune manovre a OSIRIS-REx con l’ulteriore rischio di perdersi altri campioni per strada.

L’avvicinamento della sonda OSIRIS-REx all’asteroide Bennu, in un’elaborazione grafica (NASA)

I ricercatori hanno quindi rinunciato a “pesare” il materiale prelevato, dicendo comunque di essere ottimisti sulla sua quantità, a giudicare dalle immagini inviate dalla sonda e dall’imprevisto alla copertura del braccio meccanico. Un singolo prelievo avrebbe dovuto portare alla raccolta di almeno 60 grammi, ma a questo punto i responsabili della missione non sapranno quanto materiale sia stato prelevato fino a quando la sonda non tornerà sulla Terra.

Sulla base delle immagini e dei dati raccolti, la NASA non ritiene inoltre utile o sicuro effettuare un secondo tentativo, per la raccolta di nuovo materiale. OSIRIS-REx era stata progettata prevedendo la possibilità di svolgere almeno tre tentativi. Ora la priorità è mettere al sicuro i campioni di roccia prelevati da Bennu il prima possibile, riducendo il rischio di ulteriori perdite.

Se lunedì le cose funzioneranno come previsto, la sonda potrà riprendere la raccolta di dati intorno al suo asteroide fino al prossimo marzo. Poi intraprenderà un lungo viaggio verso la Terra, che si concluderà nel 2023 con un turbolento rientro nell’atmosfera nei cieli sopra lo Utah, negli Stati Uniti.