Louise Gluck alla cerimonia dei National Book Awards a New York, 2014

Louise Glück ha vinto il Nobel per la letteratura

La poetessa statunitense è stata premiata "per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale”

Louise Gluck alla cerimonia dei National Book Awards a New York, 2014

Il Premio Nobel per la letteratura 2020 è stato assegnato alla poetessa statunitense Louise Glück, “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale”.

Glück ha 77 anni ed è una stimatissima poetessa negli Stati Uniti, già vincitrice di vari premi prestigiosi. Nata a New York, ha origini ebraico-ungheresi e insegna letteratura inglese all’Università di Yale. Nel 1993 vinse il premio Pulitzer della poesia con la raccolta di poesie L’iris selvatico; nel 2014 il National Book Award, un altro importante premio letterario americano. Ha scritto 12 raccolte di poesie, oltre a varie raccolte di saggi di critica letteraria. In italiano è stata pubblicata all’inizio dell’anno la sua decima raccolta di poesie, Averno, che era uscita negli Stati Uniti nel 2006: contiene una riscrittura del mito greco di Persefone. A pubblicarla è stata la Libreria Dante & Descartes di Napoli, che ha anche una piccola attività come casa editrice.

La mitologia greca in generale è uno dei temi ricorrenti delle sue opere (altri personaggi che vi sono citati sono Didone ed Euridice, come Persefone donne tradite), oltre all’infanzia, e ai rapporti familiari, in particolare con genitori e fratelli e sorelle, e al rapporto con la natura: in L’iris selvatico le poesie sono “ambientate” in giardini dove a parlare sono i fiori.

In uno dei suoi saggi, contenuto in Proofs & Theories: Essays on Poetry, del 1994, ha raccontato della sua esperienza con l’anoressia da giovane. Come ha spiegato Anders Olsson, presidente del comitato che le ha assegnato il Nobel, «non negherebbe mai l’importanza del contesto autobiografico nelle sue opere, ma non deve essere considerata una poetessa confessionale», come ad esempio sono Sylvia Plath e Anne Sexton, anche se proprio un poeta confessionale, Robert Lowell, è considerato dai critici tra quelli che più l’hanno influenzata.

Un’altra caratteristica di Glück è che nelle sue opere spesso non c’è nulla che indichi il genere o altri caratteri identitari che descrivono il soggetto della poesia; è una di quegli autori a cui non piace essere identificati all’interno di una specifica categoria – come donna, o di origine ebraica.

 

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Il Nobel per la letteratura è uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito letterario e viene assegnato dal 1901. Glück è la sedicesima donna a riceverlo, dopo la scrittrice polacca Olga Tokarczuk, vincitrice del premio per il 2018. Era invece dal 2011 che il premio Nobel per la letteratura non veniva assegnato non veniva assegnato a un autore che si occupa principalmente di poesia: quell’anno lo vinse lo svedese Tomas Tranströmer. L’ultimo statunitense a vincere il premio prima di Glück invece è stato Bob Dylan, nel 2016: anche lui è un poeta, anche se non è la prima parola che si userebbe per descriverlo. Un’ultima statistica: negli ultimi dieci anni, con Glück, sono stati quattro i vincitori del premio Nobel per la letteratura che scrivono in inglese.

Per chi lo legge, qui c’è una breve poesia di Glück che sarà pubblicata sul prossimo numero della New York Review of Books e che parla, a una prima lettura, del periodo che stiamo vivendo.

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