Olga Tokarczuk alla fiera del libro di Londra, nel 2017 (EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA/Ansa)

Chi è Olga Tokarczuk, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura del 2018

È polacca, ha 57 anni e nel 2018 aveva vinto l'importante Man Booker International Prize con "I vagabondi", pubblicato in Italia da Bompiani

Olga Tokarczuk alla fiera del libro di Londra, nel 2017 (EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA/Ansa)

La scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha vinto il premio Nobel per la letteratura del 2018. Tokarczuk, che ha 57 anni, è stata scelta “per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta il superamento dei confini come una forma di vita”.

Nel 2018 si parlò di lei nel mondo dei libri internazionale perché vinse il Man Booker International Prize, l’importante premio letterario dedicato alla narrativa tradotta in inglese nel Regno Unito, con I vagabondi, ripubblicato da Bompiani nel marzo del 2019. I vagabondi rientra in un genere narrativo reso famoso dallo scrittore tedesco W. G. Sebald, dove decine e decine di storie, aneddoti e divagazioni sono tenuti insieme dalla voce dell’autore, che narra un viaggio o qualcosa che gli è capitato in prima persona: su questa storia si puntellano e si diramano tutte le altre. Racconta, tra le altre cose, della sorella di Chopin che portò il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, dell’anatomista olandese che scoprì il tendine di Achille, del bambino nigeriano esposto alla corte imperiale d’Austria e poi, dopo la morte, impagliato. Se ancora non vi è venuta la curiosità di leggerlo, trovate l’incipit qui.

Il primo libro di Tokarczuk è la raccolta di poesie Miasta w lustrach uscita nel 1989, il suo primo romanzo, Podróż ludzi księgi, uscì invece nel 1993; divenne famosa a livello nazionale con il terzo romanzo Prawiek i inne czasy del 1996, la storia di una famiglia polacca dal 1914 al 1980, ai tempi del movimento di Solidarność che la rese invisa ai nazionalisti del suo Paese. In Italia venne pubblicata per la prima volta nel 1999 dalla casa editrice e/o con il libro Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli, poi ripubblicato da Nottetempo nel 2013 con il titolo Nella quiete del tempo. Gli altri suoi libri pubblicati in Italia sono Casa di giorno, casa di notte, uscito per Fahrenheit 451 nel 2007; Che Guevara e altri racconti, pubblicato da Forum nel 2006; Guida il tuo carro sulle ossa dei morti sempre con Nottetempo nel 2012 e in ristampa per Bompiani, da cui è stato tratto il film Pokot (2017) di Agnieszka Holland. È molto apprezzato anche il romanzo storico “Księgi Jakubowe” (tradotto in inglese con The Book of Jacob) del 2014, ambientato nell’impero asburgico ottomano e che racconta la vita di Jacob Frank, un ebreo polacco che fondò un gruppo religioso in cui si presentava come il nuovo Messia; il libro le fece vincere nuovamente, nel 2015, il premio Nike.

Tokarczuk è anche un’editrice, è membro del partito dei Verdi polacco ed è un’oppositrice del partito di governo Diritto e Giustizia (PiS, di destra radicale, euroscettico e guidato da Jaroslaw Kaczynski). A gennaio aveva scritto per il New York Times un articolo sullo stato del Paese – «sono preoccupata per il nostro futuro immediato» – aveva detto. Qualche giorno fa il ministro della cultura polacco Piotr Glinski aveva detto di non essere mai riuscito a finire un suo libro; ora però si è congratulato con lei su Twitter e ha detto che ci riproverà.

Quest’anno i premi Nobel per la letteratura sono due perché quello del 2018 non era stato assegnato per lo scandalo di molestie sessuali che aveva coinvolto l’Accademia Svedese, l’ente che sceglie il vincitore. Quello del 2019 è andato allo scrittore austriaco Peter Handke.

Olga Tokarczuk a una conferenza stampa per il film Pokot alla Berlinale, 12 febbraio 2017
(Britta Pedersen/dpa-Zentralbild/dpa/Ansa)

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