Luca Pellegrini, terzino del Genoa, contro il Napoli (Francesco Pecoraro/Getty Images)
  • Sport
  • mercoledì 30 Settembre 2020

Il Genoa ha fatto emergere una grossa lacuna nel protocollo sanitario della Serie A

E cioè: con quante positività in una squadra si deve rinviare una partita di campionato? La Lega Serie A ha convocato un consiglio straordinario per decidere

Luca Pellegrini, terzino del Genoa, contro il Napoli (Francesco Pecoraro/Getty Images)

Le quindici positività al coronavirus riscontrate in settimana tra giocatori (11) e staff (4) della squadra di calcio del Genoa stanno mettendo in dubbio lo svolgimento regolare della terza giornata del campionato di Serie A. Il Genoa dovrebbe infatti giocare sabato pomeriggio contro il Torino, ma in questo momento si trova con mezza squadra in quarantena — le positività sono state confermate martedì — e tutti gli altri giocatori ancora impossibilitati ad allenarsi per precauzione. Il Napoli, invece, che è stato l’ultimo avversario del Genoa in campionato, non ha riscontrato nessuna positività nel ciclo di tamponi effettuato martedì.

Secondo il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, la sua squadra non è nelle condizioni per poter affrontare il Torino sabato sera e confida in un rinvio che verrà eventualmente deciso oggi pomeriggio dal consiglio straordinario convocato dalla Lega Serie A, riunito alle 15 per colmare quella che apparentemente sembra una lacuna nel protocollo sanitario del calcio professionistico italiano: con quante positività in una squadra si deve rinviare una partita di campionato? Nelle ultime giornate, infatti, le squadre con un calciatore positivo hanno giocato normalmente, dopo aver messo in quarantena il contagiato e dopo aver testato gli altri.

Né il protocollo sanitario né le norme federali indicano un limite minimo di giocatori disponibili che ciascuna squadra debba presentare per poter giocare una partita. Altrove questo limite viene chiarito espressamente: la UEFA per esempio richiede che ogni squadra possa giocare in una delle sue coppe con almeno 13 giocatori disponibili, mentre in Premier League uno in più, compresi i giocatori provenienti dalle squadre riserve. In Francia il limite è stato alzato a 20 giocatori disponibili sui 35 registrati, mentre in Italia questo vuoto normativo “ereditato” dalla Bundesliga tedesca, dove si continua a decidere caso per caso, ha richiesto un consiglio straordinario, che oggi deciderà il da farsi.

Per quanto riguarda le altre linee guida previste dal protocollo sanitario, da martedì non sono più richiesti due cicli di tamponi a settimana, solitamente il martedì e il giovedì, ma soltanto uno, effettuato da ciascuna squadra due giorni prima delle partite, a meno di casi eccezionali. I test sierologici vengono invece effettuati a cadenza mensile. In caso di positività i club si rimettono alle aziende sanitarie locali, le quali applicano il loro protocollo standard valido per tutti i contagiati.

Le cose da sapere sul coronavirus