Una donna tra ciò che resta della sua casa nel campo caravan di Ashland, l'11 settembre 2020 (David Ryder/Getty Images)
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  • sabato 12 Settembre 2020

In Oregon ci sono decine di dispersi

Gli stati più colpiti dai grandi incendi boschivi di queste settimane sono la California, l'Oregon e lo stato di Washington: i morti sono almeno 26

Una donna tra ciò che resta della sua casa nel campo caravan di Ashland, l'11 settembre 2020 (David Ryder/Getty Images)

I circa cento grandi incendi boschivi in corso nell’ovest degli Stati Uniti hanno bruciato più di 18mila chilometri quadrati – una superficie pari a quella del Veneto – in dodici stati e causato la morte di almeno 26 persone, dalla metà di agosto a oggi. Gli stati più colpiti sono la California, l’Oregon e lo stato di Washington.

In Oregon, dove si sono sviluppati gli incendi più recenti, le fiamme hanno praticamente distrutto le cittadine di Phoenix e Talent, nel sud dello stato, e decine di persone sono disperse: le autorità hanno detto che probabilmente verranno trovati molti corpi di persone che non sono riuscite a fuggire in tempo man mano che i vigili del fuoco entreranno nei quartieri bruciati.

Circa 500mila persone sono state fatte evacuare dalle proprie case o hanno ricevuto un avviso per prepararsi a farlo: è più del 10 per cento della popolazione totale dello stato. Per 40mila di loro l’ordine di evacuazione era obbligatorio: la governatrice dello stato Kate Brown ha invitato i cittadini a rispettare l’ordine di abbandonare le proprie case nonostante il timore di saccheggi.

Al momento in Oregon sono in corso 35 diversi incendi (all’inizio della settimana erano quasi 50) e per ora sono stati bruciati circa 3.600 chilometri quadrati, ha detto l’ufficio di Kate Brown: negli ultimi dieci anni la media annuale di boschi bruciati era di soli duemila chilometri quadrati, per questo Brown ha detto che gli incendi di quest’anno sono senza precedenti. Giovedì Ted Wheeler, sindaco di Portland, la città più grande dello stato, ha dichiarato lo stato di emergenza, facendo evacuare alcune zone e chiudendo i parchi della città. Nella cittadina di Phoenix un uomo è stato accusato di aver appiccato volontariamente un incendio minore mentre si avvicinava il più grande “Almeda Fire”.

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In California, invece, dall’inizio dell’anno sono bruciati più di 12mila chilometri quadrati: secondo i dati di Cal Fire, il dipartimento statale che si occupa degli incendi boschivi, è 26 volte la superficie bruciata nei primi otto mesi del 2019. Sei dei venti più grandi incendi mai registrati in California sono avvenuti quest’anno: l’aumento delle temperature causato dal cambiamento climatico è una delle cause di questi incendi sempre più grandi e frequenti.

Nello stato di Washington infine sono bruciati circa 2.500 chilometri quadrati secondo il National Interagency Fire Center. In tutti gli stati colpiti dagli incendi i vigili del fuoco stanno ancora lavorando per cercare di contenerli o rallentarli.

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