Katherine Waterston e Vanessa Kirby al photocall di The World To Come, Venezia, 6 settembre (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
  • Cultura
  • domenica 6 Settembre 2020

Le foto di domenica a Venezia

Guadagnino presenta un documentario su Ferragamo e Abel Ferrara uno sulla sua vita

Katherine Waterston e Vanessa Kirby al photocall di The World To Come, Venezia, 6 settembre (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

The world to come è uno dei due film presentati domenica alla mostra del cinema di Venezia in concorso per il Leone d’oro. È stato girato dalla statunitense Mona Fastvold, con Vanessa Kirby (presente al festival anche per il film Pieces of a woman, presentato sabato) e Casey Affleck, ed è tratto da un racconto di Jim Shepard. È ambientato in una fattoria americana di metà Ottocento e racconta dell’incontro tra due donne e del «crescere dell’intimità e dell’appassionato attaccamento» tra loro.

L’altro è Khorshid (I figli del sole), del regista iraniano Majid Majidi. È la storia di un gruppo di ragazzini che mantengono le famiglie tra lavoretti ed espedienti finché incontrano un gangster che li incarica di cercare un tesoro nascosto nel sotterraneo di una scuola. Il regista ha raccontato che «i nostri protagonisti erano tutti bambini lavoratori e hanno dimostrato di essere attori eccezionali ed estremamente intelligenti».

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Fuori concorso verrà invece presentato Salvatore, Shoemaker of Dreams, il documentario di Luca Guadagnino su Salvatore Ferragamo, tra i più importanti stilisti di calzature del Novecento. Negli anni Venti visse negli Stati Uniti e diventò famoso a Hollywood dove aprì l’Hollywood Boot Shop, una boutique in cui creava scarpe per registi e attori, tra cui Rodolfo Valentino, Mary Pickford, Pola Negri, Charlie Chaplin e Joan Crawford. Guadagnino mostrerà anche Fiori, fiori, fiori!, un documentario di 12 minuti che ha girato con uno smartphone e un tablet, andando da Milano alla Sicilia, dov’è nato, per chiedere ad amici e conoscenti come avevano passato il lockdown per contenere il coronavirus.

Sempre fuori concorso c’è anche il documentario di Abel Ferrara Sportin’ Life, girato a Roma durante il lockdown: «l’argomento del mio nuovo documentario è la relazione che ho con il mio lavoro, con Willem Dafoe, con la mia musica e la mia arte. Queste relazioni costituiscono il punto di partenza dell’opera e non ho potuto fare a meno di confrontarmi anche con ciò che il mondo ha vissuto quest’anno con la pandemia».

Ci sarà anche la prima di un film italiano non in gara: Assandira di Salvatore Mereu, su un uomo che non è riuscito a salvare il figlio, morto nell’incendio del suo agriturismo nella Sardegna rurale.

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