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  • Sabato 29 agosto 2020

Il picco di nuovi contagi in Francia

Venerdì ne sono stati registrati oltre 7mila, il secondo record dall'inizio dell'epidemia: ma ricoveri e decessi sembrano sotto controllo

L'Arco di Trionfo a Parigi. (AP Photo/Michel Euler)
L'Arco di Trionfo a Parigi. (AP Photo/Michel Euler)

Venerdì in Francia sono stati registrati 7.379 nuovi contagi da coronavirus, il secondo dato più alto registrato dall’inizio dell’epidemia dopo quello dello scorso primo aprile. I nuovi contagi registrati sono in forte aumento da oltre un mese e sono tornati ai livelli di fine marzo e inizio aprile, tanto che l’andamento dell’epidemia è stato definito «esponenziale» dal ministero della Salute. Ma la situazione è molto diversa dalla primavera, perché i ricoveri ospedalieri rimangono abbastanza stabili e sotto controllo, e soprattutto il numero dei decessi quotidiani è basso e non ha manifestato finora tendenze al rialzo. Ciononostante, in Francia circola una diffusa preoccupazione, che ha portato il presidente Emmanuel Macron a parlare della possibilità di un secondo lockdown.

 

Come gran parte dei paesi europei, la Francia ha cominciato ad allentare le misure restrittive per contenere l’epidemia a fine maggio, e ha registrato da giugno in avanti una stabilizzazione dei nuovi casi di contagio accertati quotidianamente, prima del rialzo cominciato il mese scorso. Nonostante il grafico dei contagi mostri un andamento allarmante, la situazione in Francia è molto migliore rispetto alle fasi acute dell’epidemia anche perché buona parte dei casi accertati non manifestano sintomi ed è mediamente più giovane, e quindi meno a rischio. Una dinamica simile a quella registrata in Italia, dove i numeri sono tornati ad aumentare ma sono finora molto più bassi di quelli francesi.

Tuttavia secondo il ministero della Sanità francese, la percentuale di nuovi contagiati che manifesta i sintomi della COVID-19 è in crescita. Il governo ha anche ammesso che la crescita dei casi rilevati non è spiegabile unicamente con il maggior numero di test, che comunque sono molto aumentati: a fine maggio veniva testata in media ogni giorno una persona su duemila abitanti, oggi più o meno tre. Il governo francese vuole arrivare a un milione di test settimanali entro fine settembre, aumentando ulteriormente i circa 840mila attuali: l’Italia, per fare un paragone, ne ha fatti quasi 550mila nell’ultima settimana, e meno di 400mila in quella precedente.

Per ora Macron ha detto che «non si può escludere» un secondo lockdown, se la situazione diventerà fuori controllo. Ma è una misura estrema che, come in tutti i paesi europei, il governo cercherà di evitare per non bloccare nuovamente l’economia. Intanto sono state reintrodotte alcune regole meno drastiche: già da alcune settimane nei luoghi più affollati di Parigi era stato messo di nuovo l’obbligo di indossare la mascherina, che da venerdì è stato esteso a tutta l’area metropolitana della città.

Il paese ha identificato una serie di “zone rosse” in cui il virus circola di più che altrove: cioè dipartimenti – la suddivisione territoriale amministrativa sotto alle regioni – in cui sono stati registrati più di 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti nei sette giorni precedenti. Sono 21 a oggi, principalmente nell’area di Parigi e in Costa Azzurra, in particolare a Marsiglia e dintorni. Gli amministratori locali dei dipartimenti definiti “zone rosse” hanno maggiori poteri e autonomie per applicare misure restrittive.

La preoccupazione del governo riguarda soprattutto il rientro di milioni di persone sul posto di lavoro previsto per la prossima settimana, e la riapertura delle scuole del paese, prevista tra martedì e mercoledì. La mascherina sarà obbligatoria per i bambini sopra agli 11 anni.