(Christopher Jue/Getty Images)

Cosa si dice di Reels

Per il momento la nuova funzione di Instagram "alla TikTok" non sta piacendo per niente

(Christopher Jue/Getty Images)

Da circa due settimane è arrivato anche in Italia Instagram Reels, la nuova funzione di Instagram per realizzare, modificare e condividere brevi video molto simili a quelli di TikTok, l’app che ha avuto grande successo soprattutto grazie ai suoi video comici e musicali. Oltre che in Italia, Reels è arrivato in decine di altri paesi, compresi gli Stati Uniti, e negli ultimi giorni sono uscite diverse sue recensioni: Reels è stata stroncata da quasi tutte, sia per motivi tecnici, legati al suo funzionamento, che per motivi più pratici, legati alla creazione e fruizione dei video da parte degli utenti.

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Cos’è Reels
Per chi è ancora fermo a “Instagram serve per condividere le foto”, Reels è una funzione interna a Instagram che permette di creare e soprattutto modificare brevi video di 15 secondi (aggiungendo effetti, suoni e canzoni in sottofondo). Sono in parte simili alle Storie, ma offrono maggiori possibilità di montaggio e “postproduzione”. Una volta creato un Reel, si può pubblicare sia nelle Storie che nel feed delle foto. Per creare un Reel si deve andare dove si va per creare le Storie; per vederne uno fatto da altri bisogna sperare di trovarne qualcuno tra le Storie o le foto, oppure – per poterne vedere tanti in serie, come succede su TikTok – andare sulla funzione “Esplora”, accessibile dalla lente d’ingrandimento nella parte bassa della schermata (tra la “casetta” e il “+”).

Le Storie – il più grande successo tra le novità introdotte da Instagram negli ultimi anni – erano arrivate nel 2016 ed erano chiaramente ispirate ai contenuti resi popolari da Snapchat. I Reels sono ancora più palesemente copiati («clonati», ha scritto qualcuno) dai video di TikTok.

Le critiche
Dal punto di vista tecnico, i Reels sono stati da tutti ritenuti notevolmente peggiori dei video di TikTok. Molte recensioni spiegano che, dopo averci preso un poco la mano, su TikTok ci si mette anche pochi secondi per creare e modificare i video, anche sfruttando un avanzato algoritmo che è in grado di suggerire quali canzoni usare e sincronizzare in modo generalmente efficace musiche ed immagini. Come ha spiegato tra gli altri il New York Times, nei Reels alcune funzioni sono invece semplicemente assenti, mentre altre sono molto più macchinose rispetto a TikTok. In poche parole, insomma, sembra che lo stesso video venga meglio e si faccia con meno fatica su TikTok.

Il fatto che TikTok sia più piacevole e veloce da usare è già da sé un notevole disincentivo all’uso dei Reels, ma ci sono anche altre questioni più pratiche per cui, secondo molti, i Reels faranno fatica a sfondare.

Innanzitutto, i Reels sono tutt’altro che a portata di mano: sia farli che guardarli richiede infatti di compiere un paio di azioni che su TikTok sono molto più immediate. Su TikTok i video sono l’unico tipo di contenuto dell’app, e basta aprirla e scorrere dall’alto in basso per vederli uno dopo l’altro, suggeriti da un algoritmo con cui, secondo The Verge, «nessuna altra app sembra poter competere». Su Instagram, al contrario, i Reel sono solo una parte del tutto, tra l’altro per ora poco visibile e quindi poco rilevante. Per di più, gran parte dei Reels di Instagram oggi non sono altro che video di TikTok (quindi con il logo di TikTok) ricaricati su Instagram. Sempre secondo The Verge, molti dei Reels “originali” di Instagram sono basati su mode e meme che si diffondono proprio su TikTok e solo dopo arrivano su Instagram.

Nell’articolo “Perché Reels fa così schifo“, Vox ha fatto notare un’altra rilevante differenza: su TikTok sembra che a lanciare le mode e ottenere successo siano spesso utenti sconosciuti, in grado di sfruttare a loro vantaggio l’algoritmo dell’app e il fatto che permetta anche di far arrivare i propri video ad altri utenti con i quali non ci si conosce o segue; su Instagram, invece, è difficile che il Reel di uno sconosciuto, anche se bello e originale, possa andare particolarmente lontano. «TikTok non ha avuto successo perché Will Smith decise di iscriversi», ha scritto Vox, «ma perché intrigò utenti giovani e creativi con le sue opzioni per l’editing dei video e con un algoritmo che rendeva possibile farsi conoscere in poche ore».

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Oltre le critiche
Nonostante le tante e aspre critiche a Reels – Taylor Lorenz, del New York Times, l’ha definita «la peggior funzione di sempre» – bisogna però anche tenere a mente che non sempre aggiornamenti e nuove funzioni sono aggiunte per avere grandissimo successo. A volte, specie nel caso di app grandi e diffuse come Instagram, servono a Instagram (o addirittura a Facebook, che la controlla insieme a WhatsApp) per capire meglio qualcosa sui suoi utenti, o anche solo per “presidiare” un terreno lasciando che non sia un’esclusiva della concorrenza, in questo caso TikTok.

A Instagram basterebbe provare a rendere più semplice l’accesso e la fruizione dei Reels per farne di certo crescere l’uso, così come fece con le Storie. E c’è già chi ha parlato di piccoli test fatti da Instagram per mettere più in evidenza i Reels, sin dalla pagina principale dell’app. E comunque, non è detto che ogni progetto o nuova funzionalità di un’app o un servizio debba per forza funzionare. Si provano tante cose, sapendo in anticipo che solo alcune funzioneranno: come disse Jeff Bezos, CEO di Amazon, a proposito del Fire Phone, il fallimentare smartphone di Amazon: «Se pensate che quello fu un fallimento, sappiate che stiamo lavorando proprio ora a fallimenti molto più grandi, alcuni dei quali faranno sembrare i Fire Phone giusto un piccolo e insignificante inciampo».